Visualizzazione post con etichetta Ristoranti e bar a Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ristoranti e bar a Parigi. Mostra tutti i post

domenica 6 luglio 2014

Ristoranti e bar a Parigi: Atelier Rodier

La Francese ed io siamo passati di fronte all'Atelier Rodier quando siamo stati al ristorante giapponese Hotaru: incuriositi, ne abbiamo annotato il nome e fatto le dovute ricerche in rete. La ricerca ha messo in evidenza che il ristorante gode di un'ottima reputazione, e che quasi tutti i clienti ne sono rimasti molto soddisfatti.

Ieri, sabato pomeriggio, abbiamo quindi prenotato per il sabato sera: ci è andata bene, probabilmente per un semplice colpo di fortuna, visto che il ristorante è piccolino: ad occhio, direi non più di 20 coperti.

Dunque: l'ambiente è bello, curato e poco formale. Per quanto riguarda il cibo, si hanno due possibilità: menu à la carte per 41€ oppure menu degustazione a 60€, il tutto escluso le bevande. Siamo quindi in una fascia di prezzo medio - alta. D'altra parte, come probabilmente ho già scritto, a Parigi è meglio uscire di meno e spendere un po' di più piuttosto che andare a cena spesso ma in posti mediocri: per mangiare bene a Parigi devi contare circa 35-40€, bevande escluse: sotto questa cifra il livello si abbassa in maniera drastica.

Noi abbiamo preso il menu à la carte, che consiste nel classico trio antipasto, piatto principale e dolce. Delle mie portate ho apprezzato in particolar modo il piatto principale, un delizioso pollo condito con tante cose strane e sfiziose, e il dolce, uno squisito soufflé al cioccolato fondente. La cucina è un po' sperimentale, con abbinamenti azzardati e riusciti: gli chef usano cibi raramente usati in cucina (l'albicocca, l'anguria...).

Le pietanze sono tutte preparate sul momento, da una numerosa équipe di ragazzi in cucina: scordatevi il tizio che si limita a mettere nel microonde come nella maggior parte delle brasserie parigine. Dal mio posto avevo la vista sulla cucina: ho potuto constatare che un ragazzo ci ha messo ben 15mn per preparare 4 porzioni di dolce ai datteri.

Per concludere: la cucina è ottima, l'ambiente simpatico, il servizio affabile: in cucina per errore ci hanno fatto un dolce al posto di quello che avevamo effettivamente richiesto. Il cameriere si è scusato e oltre a farci il nostro dolce, ci ha lasciato anche quello errato. Un gesto simpatico, che denota una certa attenzione nei confronti del cliente. Unica pecca: il cameriere non ci illustrava i piatti quando ci serviva, come accaduto in altri posti della stessa fascia di prezzo. Peccato, penso che qualche parola introduttiva valorizzi ancora di più le pietanze.

Totale della cena: 105€ per 2 menu à la carte, un bicchiere di vino (9€, piuttosto caro) e una bottiglia di acqua.

Questo il sito ufficiale



venerdì 27 giugno 2014

Ristoranti e bar a Parigi: Septime

La Francese ed io abbiamo deciso di regalarci 2 buoni ristoranti all'anno, in occasione dei nostri compleanni: in febbraio, quando il vostro prode blogger ha compiuto gli anni, ci siamo regalati il magnifico ristorante franco-giapponese Sola.

Per il compleanno della Francese, invece, ci siamo permessi uno dei ristoranti più alla moda di Parigi: il Septime.

Prenotazione: si deve prenotare esattamente 3 settimane prima. La prenotazione può essere fatta per telefono o sul sito: noi abbiamo scelto il telefono. Esattamente 3 settimane prima della serata in cui volevamo andare a cena, alle 10 del mattino ci siamo attaccati al telefono: dopo 10mn siamo riusciti a parlare con l'operatrice e abbiamo prenotato il nostro tavolo per le 19h30: alle 10h10 del mattino, quando siamo riusciti a parlare con l'operatrice, infatti, tutti gli altri orari erano occupati.

Il personale del Septime è composto da ragazzi, sia per il servizio ai tavoli che per la cucina: la cucina è completamente aperta, ci puoi vedere il personale lavorare. Questo è uno dei segreti di molti ristoranti che vanno forte nella capitale, probabilmente la cucina aperta ispira un senso di fiducia ai clienti.

Il menu cambia ogni giorno e non può essere variato dal cliente: prima di cominciare il personale chiede al cliente se ci sono problemi di allergie o di intolleranze, in base a questo adegua le portate. Il menu è composto da 6 portate: 2 antipasti (carne e pesce), 2 piatti (carne e pesce) e 2 dolci.

I piatti sono buoni, si vede che c'è un'ottima selezione delle materie prime, e presentati molto bene. Le porzioni non sono abbondanti, ma dopo 6 piatti ci si alza sufficientemente sazi.

Tuttavia, abbiamo trovato 2 problemi nel Septime, che avremmo perdonato ad una brasserie qualunque ma non ad un posto che si vuole raffinato:

- quando siamo andati noi, giugno, faceva caldo e non c'era l'aria condizionata. Le grandi finestre che danno sulla Rue de Charonne erano quindi aperte: quindi rumore, un po' di puzza di smog. E anche ci siamo goduti qualche minuto del camion della spazzatura che raccoglieva la poubelle accanto al ristorante, prima che una delle ragazze del servizio se ne accorgesse e chiudesse temporaneamente la finestra. Mangiare con le finestre aperte su una strada trafficata per me non è il massimo per una cena romantica.

- il servizio: i ragazzi sono gentili, ma hanno del margine di miglioramento da un punto di vista professionale. Per esempio tra un piatto e l'altro non cambiamo sempre le posate: si limitano a prendere le posate che hai sul piatto ed appoggiarle sul legno del tavolo (la tovaglia non c'è). Questo non va bene per un ristorante da 70-80€ a persona.




Prezzo: 58€ a persona escluso il vino.

mercoledì 25 giugno 2014

Bar e ristoranti a Parigi: La Chocolaterie di Jacques Génin

Semplicemente la mia pasticceria preferita. Scordatevi le vecchie sale da thé di Angelina e La Durée: qui lo stile è moderno, c'è l'aria condizionata (piuttosto una rarità a Parigi), il personale estremamente gentile e attento al cliente. Inoltre, i tavoli sono spazioni e ben distanziati tra loro.

Tutto ciò che abbiamo assaggiato è di ottima fattura e presentato in maniera eccellente: la cioccolata calda, la tarte au citron, la degustazione di cioccolato sotto forma di raffinatissimi cioccolatini. I prezzi sono ovviamente all'altezza, ma non eccessivi: per esempio per una cioccolata calda bisogna sborsare 7€.

Imperdibile.

domenica 18 maggio 2014

Ristoranti a Parigi: Hotaru

Ristorante giapponese, autentico: dove con autentico intendo dai sapori freschi e decisamente diversi da quelli (standard) dalle varie catene che servono sushi, che vanno tanto di moda e che propongono gusti standard per palati standard (il paragone è un po' infame a dire il vero perché la categoria di prezzo non è affatto la stessa).

Ottimo servizio, buona cucina, ambiente tranquillo e rilassante, tanta varietà di cibo, vino e dolci. Unico neo: le porzioni non sono enormi. Se avete tanta fame probabilmente vi alzerete con un po' di fame.
Contare circa 50€ a persona per antipasto, piatto e dessert (*)

Link ufficiale qui.


(*) ormai sono arrivato alla conclusione che a Parigi se vuoi mangiare discretamente devi spendere almeno 40-50€. Per meno, ci si può accontentare della solita entrecôte piena di nervi e grasso e malamente cucinata che servono nei bistrot.

domenica 9 febbraio 2014

Ristoranti e bar a Parigi: Sola

Probabilmente è la prima volta che a Parigi metto piede in un ristorante "stellato" Michelin.
Sola si trova a 2 passi da Notre Dame ed offre una cucina particolare, misto tra francese e giapponese: la fusione tra le 2 cucine è perfettamente riuscita.

I sapori sono raffinati e ottimamente amalgamati tra loro. Le porzioni non sono abbondanti, ma dato che il menu è composto da più piatti, ci si alza da tavola ben sazi.
Il menu cambia ogni giorno ed è 'imposto' dallo chef Yoshitale Hiroki: prima di iniziare il pranzo, i camerieri hanno l'accortezza di domandare al cliente se ha eventuali allergie in modo da proporre delle alternative.

Il menu del pranzo prevede:1 amuse bouche (aperitivo), 2 antipasti, 2 piatti e un dolce, il tutto di qualità eccellente.
Il servizio è all'altezza, con camerieri discreti e gentili: l'ambiente è rilassante e i tempi tra una porzione e l'altra sono perfettamente calcolati.

Prezzo per il menu del pranzo: 48€ bevande escluse a persona, 98€ per la sera (il menu però prevede un paio di portate in più).





Questo il sito ufficiale.

mercoledì 11 dicembre 2013

Dove mangiare a Parigi

Aggiornato al 06/07/2014

Quando un amico italiano deve organizzare un viaggio a Parigi, solitamente mi contatta e mi pone le 2 inevitabili domande :
  1. Dove dormire a Parigi?
  2. Dove mangiare a Parigi?
Per il punto 1. preciso una cosa: non ho mai dormito in hotel a Parigi, non vedo per quale motivo dovrei conoscere degli hotel in questa città. Quindi, amici cari, non mi fate più questa domanda: un qualsiasi sito di turismo, vedi Tripadvisor o Booking, vi sarà d'aiuto più di quanto possa farlo io :-)

Per il punto 2., inizio con questo post a fare una sintetica lista dove è possibile gustare qualcosa di buono, sia d'asporto che sur place.
I posti elencati sono in ordine volutamente sparso, per confondere meglio le idee ai miei infiniti lettori. Sono i miei posti preferiti, quindi provati di persona, spesso più volte.





  1. Gelateria Grom.
    Il migliore gelato di Parigi. Trovo le creme più buone dei sorbetti: da non perdere il cioccolato fondente e il pasticchio.
    81 rue de Seine, 6 arrondissement
     
  2. Pizza e fichi.
    La migliore pizza al taglio di Parigi, gestita da 2 italiani doc.
    Chiuso il sabato e la domenica. Di sera consiglio di andare presto, per avere una buona scelta di pizze e per potersi sedere: il posto è piccolo, i posti a sedere pochi.
    Contare 15€ per un paio di pezzi di pizza (bastano e avanzano) e birra (consiglio la Menabrea ambrata).
    Sito ufficiale: http://www.pizzaefichi.fr/
    Ne avevo parlato qualche anno fa, qui.
    17, rue Alexandre Dumas, 11 arrondissement
     
  3. Crêperie Breizh Café
    Le migliori galettes e crêpes di Parigi, in pieno quartiere Marais.
    Contare 25-30€ per galette + crêpe + sidro.
    Prenotare in anticipo.
    109 rue Vielle du Temple, 4 arrondissement
    Sito ufficiale: http://www.breizhcafe.com/http://www.breizhcafe.com/
     
  4. Chez Denise - La tour de Montlhéry
    A due passi da Les Halles, cucina francese, casareccia, con grandi porzioni e ottima qualità: imperdibile lo chou farci (cavolo farcito). Locale rustico, ideale per una serata tra amici.
    Prenotare in anticipo.
    Contare 40€ per antipasto + piatto + vino + dessert
    5, rue des Prouvaires, 1 arrondissement.
     
  5. Le Hangar
    A 200m dal Pompidou, cucina francese raffinata. Da non perdere la crema di lenticchie al fois gras come antipasto, il mio piatto preferito. Il personale è molto gentile, la clientela internazionale.
    L'ultima volta che ci sono andato, a giugno, il servizio è stato purtroppo molto lento: spero sia stato un caso.
    Prenotare in anticipo.
    Contare 35-40€ per antipasto + piatto + vino + dessert
    12, Impasse Berthaud, 3 arrondissement
     
  6. L'Atelier RodierNella stessa via del giapponese Hotaru, presente in questa lista, un ottimo ristorante di cucina francese rivisitata e un po' sperimentale.
    Menu à la carte 41€ a persona, bevande escluse.
    17, rue Rodier, 9 arrondissement.
    Mia recensione qui, sito ufficiale qui.
     
  7. Le Lao Thaï
    In pieno quartiere asiatico, cucina thailandese, forse il migliore che ho assaggiato. Moltissimi i piatti buoni: insalata di riso croccante con maiale fermentato, insalata di gamberetti con cocco essiccato e noccioline, per finire con il classico pad thai.
    Il locale è alla buona, nulla di sofisticato, il servizio dipende da chi vi serve.
    Circa 20-25€.
    128, rue de Tolbiac, 13 arrondissement
     
  8. Pitzman
    Felafel e piatti kosher, da asporto o da mangiare sul posto. Uno dei miei posti preferiti in zona Marais, quando mi promeno per la città la domenica.
    Ottimo rapporto qualità prezzo.
    4, rue Pavée, 4 arrondissement.
     
  9. Pizzeria O' Scia
    Una buona pizza "rotonda" (quindi non al taglio) di Parigi, in stile napoletano. Come antipasto c'è un'eccellente burrata e come dolce gli angiolini alla Nutella: questi ultimi sono una sorta di bastoncini fatti con la pasta della pizza fritta e ricoperti di Nutella: da ammazzare il fegato, ma tanto buoni.
    Prenotare in anticipo.
    Un po' caro: contare 15-16€ per una pizza ben condita e 7€ per una Peroni da 50cl.
    44, rue Tiquetonne, 2 arrondissement
    Sito ufficiale: http://www.pizzeriaoscia.fr/
     
  10. La Ravigote
    Bistrot dalla cucina d'altri tempi e genuina, ambiente simpatico e caloroso, da ristorante di quartiere.
    Contare circa 25€
    Sito ufficiale: http://www.restaurant-laravigote.fr/
    41, rue de Montreuil, 11 arrondissement
     
  11. Comme au Vietnam
    Scoperto per caso proprio un paio di settimane questo semplice ristorante di cucina vietnamita.
    Abbiamo mangiato un'ottima zuppa.
    134, rue de Tolbiac, 13 arrondissement, quartiere asiatico.
    Contare 20-25€.
  12. Sola.
    Cucina franco-giapponese di alto livello, camerieri gentilissimi e locale rilassante.
    12, rue de l'Hôtel Colbiac, 5 arrondissement
    Menu per il pranzo 48€ bevande escluse, per la sera 98€ bevande escluse.
    Prenotare in anticipo.
    Ne ho parlato qui

  13. Hotaru. Cucina giapponese.
    18 rue Rodier, 9 arrondissement.

    Ristorante giapponese, autentico,ottimo servizio, buona cucina, ambiente tranquillo e rilassante, tanta varietà di cibo, vino e dolci.
    Contare circa 50€ a persona per antipasto, piatto e dessert.
    Ne ho parlato qui.
  14. Patisserie Jacques Génin
    133, rue de Turenne, 4 arrondissement
    Ottima pasticceria, cioccolateria e ambiente perfetto.
    Ne ho parlato qui.




mercoledì 28 settembre 2011

Ristoranti e bar a Parigi: Breakfast in America

Non bisognerebbe mai leggere il libro che da adolescenti ci ha dato le prime emozioni, mai rivedere il primo film che ci ha fatto piangere.

In realtà non so perché non si dovrebbe, ma siccome lo dicono tutti lo dico anch'io, ché a me piace conformarmi.

E non bisognerebbe mai mangiare un hamburger nello stesso posto dove per la prima volta le tue papille gustative hanno provato delle grandi emozioni mangiandone uno.

Sono ritornato la settimana scorsa da Breakfast in America, di cui avevo parlato in toni entusiasti qualche post fa, precisamente qui.

A dire il vero non è lo stesso locale, ma un altro della stessa catena, dove ero andato qualche altra volta nel corso del tempo: il BIA sito in rue des Ecoles.

Ebbene, la delusione è stata davvero grande: l'hamburger che hanno servito a me e alla Francese era tiepido, cosi' tiepido che quando sono arrivato a metà (e vi posso assicurare che la mia velocità di masticazione di crociera è piuttosto elevata) era già freddo.
Non so a voi, ma a mangiare freddo un piatto che dovrebbe essere caldo non piace.
Quando la Francese è arrivata a metà del suo, l'hamburger non era freddo: ero ritornato surgelato :-)

L'hamburger era anche piccolino, oltre ad essere tiepido. La qualità dello stesso a dire il vero non era male: il problema era invece il pane, che mi è sembrato davvero scarso e troppo stopposo. Insomma, un pane che si trova al supermercato al primo prezzo.

Inoltre, il posto è molto rumoroso, e i tavolini sono attaccati l'un l'altro (come in quasi tutti i posti mangierecci di Parigi. Mi domando le norme antiincendio dove siano...): insomma, un posto dove andare con gli amici ad ubriacarsi e ruttare, ma di certo non in coppia per fare due chiacchiere tranquilli.

Ciliegina sulla torta: nel locale c'è poco ricircolo d'aria, per cui alla fine della serata i tuoi vestiti puzzano cosi' tanto di hamburger che un hamburger a confronto profuma di gelsomino.

Voto di Kurtz: meno, con l'aggravante della delusione.

lunedì 10 maggio 2010

Foto di Parigi: Galerie Vivienne e A Priori-Thé


Sono molto orgoglioso di questa foto e delle sue geometrie. Non l'ho ancora fotoritoccata (se la ingrandite si vede che c'è qualcosa da fare), ma la pubblico ugualmente, per la gioia dei miei lettori.

L'ho scattata all'interno di un palazzo della Galerie Vivienne a Parigi, un posto molto suggestivo, nel 2arr.

Poco prima avevo preso una cioccolata calda in un bel bar, il A Priori-Thé, all'interno della galleria stessa. Un bar veramente sympa, dove servono un discreto cheesecake e un buon thé.


Accanto a noi una coppia di americani con deliziosa bambina bionda, mangiava qualcosa di salato, forse un insalata e un croque.

Caroline riconosce il tizio, un attore, ma non se ne ricorda il nome.
Io, che sono un grande fisionomista (ultimamente ho riconosciuto Johnny Depp in Alice solo alla fine del film, quando scorrevano i titoli di coda con il nome del bell'attore - c'è da dire a mia discolpa che ieri ho riconosciuto Robert De Niro in Cape Fear), non mi ero posto il problema, anche perché delle celebrità non mi importa poi tanto e non tendo a memorizzare i loro volti.

Alla fine Caroline si è ricordata: trattavasi di Ethan Hawke. Quel pezzo di fetente: non si è neanche alzato a chiedermi un autografo!

martedì 27 aprile 2010

A proposito di stampa: i migliori ristoranti del mondo.

Oggi pomeriggio sono capitato per caso nell'articolo sotto riportato, tratto da Le Parisien, sulla classifica dei migliori ristoranti del mondo secondo una rivista inglese, Restaurant Magazine.

A me le classifiche e le statistiche piacciono: non ci credo, pero' le leggo volentieri, per cura curiosità.

Vi lascio leggere l'articolo con calma: al termine ci sono i miei commenti.


Le meilleur restaurant du monde est danois


Delphine Perez | 27.04.2010, 09h23 | Mise à jour : 20h06

Non, le meilleur restaurant du monde n'est pas français... mais danois. Le «Noma», du jeune chef René Redzepi, a été désigné lundi «meilleure table de la planète» par la revue britannique Restaurant Magazine. Il détrône «El Bulli» de l'Espagnol Ferran Adria, vainqueur des quatre précédentes éditions.
Situé dans un entrepôt maritime rénové du port de Copenhague, le «Noma», qui détenait déjà la troisième place en 2009, est consacré pour la première fois en de cette liste des 50 meilleurs restaurants du monde, établie par 800 critiques et experts gastronomiques internationaux.
Influence marine, eau du Groenland et bières nordiques
Ce succès couronne la créativité du Danois René Redzepi, 32 ans, ambassadeur de la «cuisine nordique», composée d'ingrédients locaux et de saison. « Pour mon restaurant ouvert depuis 2003, j’ai sillonné tout le Danemark pour découvrir nos ressources et les adapter avec des idées nouvelles». 
Ainsi, le jeune chef compose et crée avec des huîtres, moules, oursins, Saint-Jacques, couteaux de mer, bulots, crabe royal et langoustines des Îles Féroé... pour la version marine. Et pour les viandes et volailles, il chine au paradis des grives, pigeons, cerfs, biches, boeufs musqués. Ses secrets les plus précieux ? Les algues, les baies comestibles, l’eau minérale du Groenland et toutes les bières nordiques. A déguster dans un décor d'alcôves et de poutres, dans les reflets du verre ou dans la lumière bleue du jour.  
«C'est un travail d'équipe», a déclaré le jeune chef lors d'une cérémonie lundi à Londres, accompagné sur scène de sept collaborateurs portant quasiment tous un T-shirt avec la photo d'Ali, le plongeur gambien du restaurant qui «n'a pas eu de visa».
Les autres chefs du palmarès
«Noma» devance «El Bulli», le restaurant de Ferran Adria qui a reçu le titre de «chef de la décennie», décerné pour la première fois cette année.
«C'est un jour spécial aujourd'hui parce que c'est le dernier jour où je vais recevoir un prix du monde de la gastronomie», a déclaré Ferran Adria en recevant ce titre sous les applaudissements debout de ses pairs venus du monde entier. «Avec notre nouveau projet, nous allons pouvoir apporter beaucoup au monde de la cuisine», a-t-il ajouté.
En janvier, le chef catalan avait annoncé la fermeture d'«El Bulli» en 2012-2013, le temps pour lui de se ressourcer dans la création avant de rebondir en 2014.
Le succès de la cuisine moléculaire
La troisième place du classement échoit au «Fat Duck», du chef anglais Heston Blumenthal, adepte comme Ferran Adria de la cuisine moléculaire, qui était deuxième ces quatre dernières années.
L'Espagne classe quatre restaurants dans ce palmarès: outre «El Bulli», «El Celler de Roca» est 4e, «Mugaritz» 5e et «Arzak» 9e.
Les Etats-Unis ont trois tables dans les dix premières: «Alinea» 7e, «Daniel» 8e, et «Per Se» 10e.
«Le Chateaubriand», 11ème du classement
Le restaurant parisien du beau chef Inaki Aizpitarte surgit en 11e position, en hausse de 29 places par rapport au classement 2009. «Ça ne change rien» d'être le premier français, a-t-il déclaré à l'issue de la cérémonie. «C'est un bistrot et je suis ravi que l'on fasse honneur à ce genre de restauration. (...) Ça me touche qu'une restauration comme ça touche les gens». «C'est ça qui me fait plaisir», a-t-il poursuivi.
Le restaurant parisien «Pierre Gagnaire» du chef français du même nom, habitué du podium ces dernières années mais en recul l'an passé, perd à nouveau quatre places (13e). Une autre table parisienne «L'Astrance» est 16e.
Joël Robuchon avec son «Atelier de Joël Robuchon» (29e) n'est pas oublié. Alain Ducasse au «Plaza Athénée» (41e) et «La Maison Troisgros» (44e) font eux leur réapparition dans ce classement.

Dunque, dall'articolo possiamo ricostruire la classifica dei migliori ristoranti del mondo:
1. Noma, Danimarca
2. El Bulli, Spagna
3. Fat Duck, Inghilterra
4. El Celler de Can Roca, Spagna
5. Mugaritz, Spagna
7. Alinea, USA
8. Daniel, USA
9. Arzak, Spagna
10. Per Se, USA
11. Le Chateaubriand, Francia

Manca qualcosa? Ah si', manca il ristorante numero 6. Possibile che nell'articolo non sia riportato?

Svista o omissione volontaria? Quale sarà mai il sesto migliore ristorante del mondo? Di quale ignota nazionalità sarà?

Mumble mumble, faccio il cattivello: vuoi vedere che il ristorante è italiano e che la giornalista (?) non l'ha inserito perché classificato prima del migliore ristorante francese (11esimo posto)? Vuoi vedere che l'atavico rapporto di amore/odio che lega la Francia all'Italia intacca anche gli integerrimi giornalisti?

Et voilà, pensare male è peccato, pero' si indovina sempre!

















Per rimanere in tema, ricordo a fine 2006 quando usci' lo speciale di Le Monde dedicato a tutti gli avvenimenti dell'anno appena trascorso: in tutta la rivista ci fosse stata una sola riga sui mondiali di calcio (quando la Francia perdette contro l'Italia). Sono sicuro che se il verdetto fosse stato invertito, la prima pagina ai blues non l'avrebbe tolta nessuno!

martedì 2 marzo 2010

Ristorante e bar a Parigi: Restaurant Michelangelo

Un piccolo ristorante, circa 15 coperti, a due passi da Abesses, nel 18esimo.

Cucina italiana, anzi italiana del sud, per questo simpatico e intimo posto gestito da Michelangelo, un gentile ragazzo di Palermo, che ama socializzare con i suoi clienti e trattarli bene.

I piatti sono molto buoni e semplici. Sicuramente uno dei migliori ristoranti italiani che ho provato da quando sto a Parigi.

Non esiste una lista dei piatti perché il menu cambia giorno per giorno.

A noi Michelangelo ha proposto:

- un piatto contenente: zucca in agrodolce, mozzarella di bufala e un arancino al gorgonzola
- degli gnocchetti al pescespada
- del buon formaggio di cui non ricordo nulla perché l'abbondante vino aveva già iniziato a fare effetto :-) Era buono, questo lo ricordo.
- dei cannoli siciliani

Il tutto per 41€ a persona, buon prezzo rapportato alla quantità e alla qualità. Lesinando sul vino (32€ a bottiglia per un Nero d'Avola Cusumano) sono convinto che si puo' spendere un po' meno. Non molto, perché purtroppo tutte le bottiglie di vino partono da 30€, il che non dà molta possibilità di risparmio, a meno di non cenare con dell'acqua (triste, molto triste).

Noi abbiamo preso 4 bottiglie in 6, e questo ha avuto il suo bel peso sull'addition.

Insomma, un posto più che consigliato, per la cucina, l'ambiente e per Michelangelo.


Unico neo: di sera non sono accettati i ticket restaurant.

Restaurant Michelangelo,
3 rue André Barsacq - 75018 Paris (M°Anvers / Abesses)

Tél. 01 42 23 10 77‎

PS. E' proprio da Michelangelo che si è svolta la cena tra blogger italiani a Parigi. Eravamo in pochi, solo 6, ma la serata è stata davvero molto piacevole: tra i blogger si è creata una strana alchimia, forse dovuta alle nostre creature telematiche.

Il blog è vivo, viva il blog.

domenica 7 febbraio 2010

Ristoranti e bar a Parigi: Pizza e fichi

Una pizzeria al taglio romana nell'11 arrondissement di Parigi, non lontana da Nation.

Non posso che parlare molto bene di questa pizzeria di cui avevo letto sul sito Italie a Paris, ma che non avevo mai avuto occasione di provare fino a ieri sera.

Ne parlo bene prima di tutto perché i proprietari sono due ragazzi italiani molto simpatici e con un grande entusiasmo nel loro mestiere: lui è un vero romano, con tanto di corso sulla pizza al taglio alle spalle, lei romana d'adozione e veramente gentile con i clienti, anche con i più burberi.

I ragazzi non esitano a darti spiegazioni sul modo di fare la pizza, sugli ingredienti usati, sulle combinazioni preferite dai clienti, sulle pizze che vanno e quelle che non vanno: e questo per me è indice di una grande passione per il proprio mestiere di ristoratore, cosa rara a Parigi e che va sicuramente premiata.

E poi, motivo non secondario, il fatto che le pizze sono veramente buone! La cottura è perfetta, la pasta leggera e non gonfia nello stomaco, gli ingredienti di buona qualità. La quantità degli ingredienti sulla pizza non è eccessiva e permette di assaporare il gusto della pasta.

I prezzi sono buoni ed inferiori alle media delle altre pizzerie parigine: il primo pezzo di pizza costa 3.8 o 4.8€ (a seconda degli ingredienti), mentre a partire dal secondo pezzo 3 o 4€.

La birra Moretti in bottiglia è a 3€, un prezzo raro per la capitale.

Come dolce abbiamo preso un rotolo fatto con la pasta della pizza, con all'interno nutella e ricotta: molto buono e leggero, anche se forse io ci avrei messo un po' più di nutella - ma a quel punto forse non sarebbe stato leggero :-)

Un ottimo caffè Illy conclude la cena.

Con un po' di presunzione mi permetto di dare un piccolo suggerimento ai ragazzi: mi pare manchi nel locale una lista dei dolci.

Pizza e fichi, 17 rue Alexandre Dumas, 75011



martedì 2 febbraio 2010

Ristoranti e bar a Parigi: Miroglio caffè

Aggiornamento di giugno 2010: Marina, la proprietaria del Miroglio Caffè, nei commenti su questo post ha precisato alcune cose sul prezzo delle consumazioni: vi invito a leggere il suo commento al post.


Fine della nota. Segue il post originale.


lunedì 23 novembre 2009

L'iva e i ristoranti.

Correva l'anno della crisi 2009 quando il governo francese ha deciso di abbassare l'iva (TVA in francese) sul cibo dei ristoranti e bar, dal 19.6% al 5%.

Prima della legge, quindi, se pagavi un piatto 10€,  dei 10€ il ristorante doveva versarne 2€ al fisco. Il resto, 8€, se lo intascava lui.

Dopo la legge, invece, se un piatto lo paghi 10€, dei 10€ il ristoratore ne versa solo 50 centesimi al fisco. E i 9.5€ che restano se li intasca lui.

I miei esami di analisi matematica all'università mi fanno dedurre che il medesimo piatto che prima costava 10€ al cliente, dopo la legge sarebbe dovuto costare circa 8.5€.

Ma cosi' non è stato: in base alla mia esperienza personale, la maggior parte dei ristoranti di Parigi, non ha abbassato assolutamente i prezzi. Quelli che l'hanno fatto, si solo limitati ad abbassarli su una selezione di piatti, circa il 10% di quelli proposti, e guarda caso sulle pietanze meno interessanti e meno attraenti.

In soldoni (è il caso di dirlo), la legge si è tradotta in un maggiore guadagno per i ristoratori ed un esborso uguale per i consumatori. Anzi, se vogliamo vederla in termini più ampi, il mancato gettito fiscale derivante dall'iva dei ristoratori aumenterà in qualche modo le tasse dei cittadini non ristoratori.

In questi giorni il governo dice di voler ripristinare l'iva al suo valore iniziale, e ovviamente si è scatenata l'ira (non l'iva) dei sindacati dei ristoratori.

Posso fare la mia previsione su come andrà a finire? Che in seguito al ristabilimento dell'iva al valore iniziale, la maggior parte dei ristoratori aumenterà i prezzi dicendo che è a causa dell'aumento delle tasse.

Accetto scommesse.

venerdì 6 novembre 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Café dell'Olympia.

2 Boulevard Madeleine, 75009 Paris

A due passi dal teatro dell'Olympia si trova questo café, dove mi sono recato domenica a pranzo, costretto a fermarmi nel primo posto aperto da una fastidiosa pioggia.

10€ un croque madame (pane con formaggio, prosciuto e un uovo) con due foglie di lattuga di cui una avvizzita, 4.9€ una bottiglia di Coca Cola da 33cl.

Fosse stato un croque eccellente, avrei anche chiuso un occhio sul prezzo, ma oltre ad essere di qualità scadente era anche bruciato, e non poco.

Bagno alla turca fetido.

Com'è difficile mangiare bene in questa città quando vai a caso.

Come è difficile trovare un locale pubblico in questa città con il bagno al piano e non a -1: ma agli handicappati e alle persone con problemi a camminare non ci pensa nessuno?

martedì 1 settembre 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Pizza Hut

Post aggiornato il 1 settembre, ore 22h53.

Nel maggio 2009 un abitante di Parigi si fa consegnare una pizza da Pizza Hut, la famosa catena di pizze a domicilio americana.

Ricevuta la pizza, il tizio si inalbera un po' perché ci trova sopra un topo morto. Lui protesta e la stampa ne fa eco. Ma come è possibile, si chiedono in molti, una pizza con un topo sopra ad un cliente vegetariano?

La settimana scorsa in seguito ad un controllo sanitario quella filiale di Pizza Hut è stata chiusa perché 'infesté de souris' (infestata da topi).

Aggiornamento: leggo solo ora sul sito del Nouvel Obs che a maggio, in seguito alla segnalazione del cliente, il negozio era stato già chiuso per motivi di igiene, ma poi riaperto. Ora invece è chiuso a tempo indeterminato.

lunedì 8 giugno 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Le tambour.

Era da almeno un paio d'anni che non andavo a mangiare al Tambour: devo dire che me lo ricordavo meglio.

Sarà perché era un venerdi' sera e il locale era pieno di gente, ma la qualità della carne non era particolarmente buona, cosi' come le patate che la accompagnavano. La crème brûlée non brillava per freschezza, e il dolce al cioccolato che ho assaggiato era deludente.

I piatti sono quasi esclusivamente di carne, quindi non è certamente consigliato ai vegetariani (a proposito, dove mangiano i vegetariani a Parigi? La maggior parte dei ristoranti brasserie propone piatti di carne come piatto principale!).

Contare circa 30€ a persona per piatto, dessert e vino (senza esagerare con quest'ultimo, altrimenti i prezzi salgono).

La bottiglia di vino meno costosa era a 18€, la crème brûlée a 8€, come gli altri dolci, mentre i piatti tra i 13€ e i 20€.

Ambiente caciarone e simpatico, con personale molto aperto e cordiale. L'arredamento è pure molto simpatico. Nonostante fosse pieno, venerdi' ci hanno servito in pochissimo tempo.

Ticket accettati.

Le tambour, 41 rue Montmartre, 75002.

mercoledì 3 giugno 2009

Ristoranti e bar a Parigi: La marinara

Non pensavo si potesse mangiare una buona pizza a Parigi in zona Odéon, ed invece ho apprezzato molto la pizza di questo poco conosciuto locale: a mio avviso è come una pizzeria di media qualità che si puo' trovare in Italia.

I prezzi delle pizze sono onesti (quella più costosa, la Parmigiana, è a 15€), cosi' come quelli delle bevande.

La mia Parmigiana era molto buona, e anche la Margherita che ha preso un'amica aveva una bella faccia (la pizza, non l'amica).

Abbiamo preso tutti una pizza e una bevanda e ne siamo usciti con 17€ a testa, prezzo più che accettabile.

Ci sono stato un venerdi' sera e hanno anche preso i ticket restaurant.

rue Dauphine, 75006 (il numero non lo so, cercatevelo su internet. Mica posso viziarvi cosi' tanto;-)

domenica 17 maggio 2009

Bar e ristoranti a Parigi: bar dell'hotel Concorde Lafayette

Bar dall'ambiente chic e rilassante con eccezionale vista su Parigi dal 33esimo piano dell'Hôtel Concorde Lafayette, a Porte Maillot.

Se ci andate nel pomeriggio i prezzi sono alti ma ancora accessibili (8€ un succo di frutta), mentre di sera sono più alti.

Caroline ed io ci siamo stati in un pomeriggio di ottobre al ritorno da una passeggiata al bellissimo parco di Sceaux e ci abbiamo passato un paio di ore piacevoli: se riuscite poi a trovare i posti accanto alle grandi vetrate è davvero splendido.

Il bar è aperto a tutti, non solo ai clienti dell'hotel.

Hôtel Concorde La Fayette 3, Place du Général Kœnig 75017 Paris

mercoledì 6 maggio 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Okay café.

Scoperto per caso durante una passeggiata in bicicletta il primo maggio, questo café ha una cucina di qualità media, prezzi accettabili, ma una bellissima posizione. E' proprio sul canal de l'Ourcq, uno dei miei posti preferiti di Parigi.

Non so se le mediocri foto fatte con il cellulare gli rendono giustizia, pero' vi posso assicurare che è davvero piacevole mangiare all'aperto sulla terrasse del bar.


lunedì 13 aprile 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Le café Marly.

In un angolo della piazza del Louvre, a poche decine di metri dalla piramide si trova questo café, dove è possibile anche mangiare.

I prezzi sono ovviamente alti (6€ una spremuta di pompelmo), il servizio detestabile e incredibilmente lento.

Pero'....all'interno del café si trova una sala con visione su una sala del museo del Louvre. In particolare oggi pomeriggio il sole che entrava dalla vetrata creava una splendida luce.