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domenica 8 luglio 2012

Il concerto di Bruce a Parigi Bercy, 5 luglio 2012

Giovedi' sera sono stato a sentire/vedere il mio 26esimo concerto di Bruce: so che a qualcuno possono sembrare tanti 26 concerti (in 20 anni, è necessario specificarlo), ma vi posso assicurare che nell'ambiente springsteeniano c'è gente che 26 concerti li vede nello spazio di 2 tournée, non in 20 anni.

Il concerto è stato splendido, probabilmente tra i primi 5 più belli che ho visto,  più intimo di quello di Firenze di giugno, che a mio avviso è stato troppo caciarone (pur rimanendo uno splendido concerto), con pochi momenti intimi.
Questa volta ho preso dei posti in tribuna, contrariamente alle mie abitudini. Le mie amiche ed io avevamo degli ottimi posti da cui si vedeva tutto perfettamente: la visione era cosi' buona che ho guardato i maxi schermi per circa il 10% del concerto, mentre a Firenze (dove ero nel prato subito dopo il pit) i miei occhi erano per circa l'80-90% sui maxi schermi, altrimenti non avrei visto nulla di quello che accadeva sul palco, un po' per la distanza, un po' perché quando sei nel prato hai sempre uno spilungone più alto di te davanti. E non ultimo la pioggia, che a Firenze non ha aiutato di certo la visibilità.

Ho sempre snobbato la tribuna, ma giovedi' mi sono reso conto che una buona tribuna è molto meglio di un prato fuori dal pit: dalla tribuna, se non sei troppo distante, hai una bella visione di tutto quello che fanno Bruce e la band, mentre dal prato per forza di cose qualcosa la perdi (quando Bruce si promena nello spazio tra il pit e il resto del parterre, per esempio). Certo, le emozioni del pit sono superiori, ma anche la fatica per arrivarci (arrivare ore prima del concerto, fare la fila per ore, spesso in piedi...).

La scaletta del secondo concerto parigino è stata veramente incredibile, con dei pezzi piuttosto rari: alcuni azzardano che si tratti della scaletta più bella dell'intera tournée (finora, perché sappiamo che Bruce riserva sempre delle sorprese). 
Tra i pezzi che avrei voluto sentire ma che Bruce non ha eseguito: American Land, che adoro, Darkness on the edge of town, classico intramontabile, Born in the USA che è stata invece suonata a Firenze in una potentissima versione, Jungleland, sentita dal vivo solo un paio di volte e che è una delle canzoni per cui vale la pena vivere. 
A parte Two Hearts (che è una delle canzoni più brutte della storia del rock) e Born to run (di cui sono saturo), tutti gli altri pezzi me li sono goduti alla grande. 

Sotto la scaletta con i miei commenti su ogni pezzo:

1. The Ties That Bind: ottimo inizio di concerto, energico quanto basta, non troppo comune nelle scalette di Bruce.

2. No Surrender: immarcescibile brano da Born in the USA, è una canzone energica sull'amicizia e sul non arrendersi mai. Suonata spessissimo negli ultimi tour, ma la sento sempre molto volentieri.

3. Two Hearts
Durante questo pezzo mi sono seduto come forma di protesta. Trovo davvero brutta questa canzone.

4. Downbound Train
Altra rarità, sempre da Born in the USA. Non è una canzone che mi entusiasma in particolare modo, ma mi ha fatto piacere sentirla dal vivo.

5. Candy's Room
Breve e potente, un pezzo storico, catartico.

6. Something In The Night
In assoluto nella mia top 10 delle canzoni di Bruce, è stata una vera sorpresa sentirla a Parigi. 

7. We Take Care Of Our Own
Dall'ultimo album, dal vivo rende molto bene. Quando è uscito l'album non mi diceva molto, ora invece mi piace.

8. Wrecking Ball
Questa invece dal vivo non mi piace per nulla. Anche su disco non mi fa impazzire a dire il vero.

9. Death to My Hometown
Ancora da Wrecking Ball, acquista energia e personalità dal vivo.

10. My City Of Ruins
Tra le canzoni più belle scritte da Bruce negli ultimi 12 anni, in questa tournée è impreziosita dai fiati. Durante questo tuor Bruce la interrompe per presentare (sommessamente dalla morte di Clarence) la band: questo fatto la rende un po' dispersiva. Rimane comunque sempre splendida.

11. Spirit In The Night
Non ho mai amato particolarmente questo brano, ma la versione della tournée in corso è simpatica.

12. Incident on 57th Street
Ballatona più vecchia di me (è del 1972), si adatta bene ai concerti negli spazi chiusi come Bercy.

13. Because The Night
Di certo non è una rarità, ma sempre piacevole in concerto: assolo interminabile e applauditissimo di Nils Lofgren.

14. She's The One
La adoro, con quel suo piano martellante e le sue percussioni particolari. Qui la bella versione di Barcellona del 2002

15. Working On The Highway
Bah, riempitivo che permette al pubblico di muovere il culo e a Bruce di fare le sue scenette

16. I'm Goin' Down
Non mi dice niente su disco (Born in the USA) e anche dal vivo mi ha trasmesso poco.

17. Easy Money
Da Wrecking Ball, uno dei pezzi più deboli dell'album.

18. Waitin' On A Sunny Day
In scaletta fissa dal tour di The rising, a me ha annoiato da almeno un paio di tournée. Anche se preparata in anticipo, la scenetta di Bruce che fa salire sul palco un bambino del pubblico per farlo cantare con lui è tuttavia simpatica e significativa. 

19. Apollo Medley
Eccezionale Bruce che si avventura nella soul music. Ci aveva già provato nel tour del 92-93 (vedi la splendida Many rivers to cross, di Jimmy Cliff, eseguita sovente a quell'epoca), e ora ci riprova con molto successo: io apprezzo. 

20. For You (solo piano)
Non ho mai amato questo pezzo in particolare modo.Troppo lungo, troppe parole, musica monotona.

21. Racing In The Street
Uno dei pezzi più belli di tutta la produzione di Bruce, la versione parigina è stata intensissima: la coda interminabile di piano rimarrà sempre nella mia memoria, tra i momenti più emozionanti della mia carriera concertistica.

22. The Rising
In scaletta fissa da 10 anni, mi ha scocciato. Durante il tour di The rising aveva il suo perché in quanto inserita in un contesto particolare: ora non mi piace proprio

23. Out In The Street
Vedi commenti a Working on the highway.

24. Land of Hope and Dreams
Fissa dalla tournée del 1999-2000, come My city of ruins è uno dei pezzi più interessanti dell'ultimo Bruce. Potrei ascoltarla milioni di volte senza annoiarmi. E poi la versione di questa tournée è ancora più bella grazie ai fiati. 
Questa la versione del 2000. 




25. We Are Alive
Da Wrecking Ball, preceduta da una lunga dedica alla mamma di Bruce e alla sorella, entrambe presenti al concerto di Bruce. 

26. Thunder Road
Classico. Fa sempre piacere ascoltare la storia di Mary e il suo epico e adolescenziale finale "It's a town full of losers and I'm pulling out of here to win" 

27. Born To Run
E' un pezzo splendido, un capolavoro del rock, un testo da favola: ma non riesco più ad ascoltarla dal vivo, ne sono saturo.

28. Glory Days
Festaiola nonostante il testo non proprio allegro, in concerto ha il suo perché. Su disco penso di non averla mai ascoltata per intero.

29. Seven Nights to Rock
Grandissima sferzata d'energia.


30. Dancing In The Dark
Ancora non mi ha stancato, nonostante sia un pezzo fisso dei bis da parecchi anni. Durante Dancing Bruce fa salire una ragazza dal pubblico per ballare con lui: questa volta la ragazza scelta è stata sua figlia Jessica.











31. Tenth Avenue Freeze-Out

Molto emozionante, con Bruce e la band che interrompono la canzone per lasciar scorrere sui maxi schermi le immagini di Clarence, il sassofonista di Bruce morto l'anno scorso.








3h e 40 minuti di spettacolo, senza alcuna pausa. Bruce e banda in ottima forma. 

Pubblico: a me il pubblico dei concerti parigini piace. Trovo che sia un buon equilibrio: educato, non invadente con i soliti ritornelli tipici del pubblico italiano, eppure risponde bene, si diverte e non è immobile come il pubblico di altri popoli (mi viene in mente il concerto di Monaco 2003). Quelli che avevamo accanto noi - francesi e americani - sono stati molto educati, non hanno mai rotto le palle: per fare il confronto, nel prato a Firenze nella zona nostra c'era un ubriaco che disturbava tutti e un paio di romanacci che parlavano a voce alta dei fatti loro. Insomma, a Firenze dove ero io sembrava di stare in un bar con della musica in sottofondo. 

Organizzazione: concerto iniziato con un'ora di ritardo. Colpa di Bruce, del suo staff, dell'organizzazione francese? Non lo so a dire il vero: so solo che nessuno ci ha detto che il concerto sarebbe iniziato in ritardo, nessuno ci ha chiesto scusa. Iniziare un concerto alle 21 durante la settimana pone dei problemi se il concerto dura 3h40: problemi di trasporti pubblici (e anche privati, considerato l'esiguo numero di taxi parigini), ma anche problemi per chi il giorno dopo deve alzarsi per andare a lavorare.
Ho impressione che il pubblico dei concerti rock sarà sempre un pubblico di serie b al quale riservare il peggiore dei trattamenti, al quale richiedere tuttavia ingenti somme di denaro (100€ per la tribuna a Parigi).
Altra nota molto dolente: Bercy durante il concerto era una sauna, la temperatura era davvero alta.


Visto che oggi mi sono preso la briga di contarli, ecco la lista dei miei concerti di Bruce: 

Human Touch tour
20 giugno 1992: Milano, Forum di Assago
29 giugno 1992: Parigi, Bercy
30 giugno 1992: Parigi, Bercy
7 aprile 1993: Zurigo, Hallenstadion
25 maggio 1993: Roma, Stadio Flaminio 

The ghost of Tom Joad tour
11 aprile 1996: Milano, Teatro Smeraldo
13 aprile 1996: Genova, Teatro Carlo Felice
21 maggio 1997: Firenze, Teatro Verdi 

Reunion tour
17 aprile 1999: Bologna, Palamalaguti
3 giugno 2000: Parigi, Bercy 

The rising tour
14 ottobre 2002: Paris, Bercy
18 ottobre 2002: Bologna, Palamalaguti
8 giugno 2003: Firenze, Stadio Franchi 
10 giugno 2003: Monaco, Olympic Stadium
28 giugno 2003: Milano, Stadio San Siro  

Devils and dust tour
4 giugno 2005: Bologna, Palamalaguti
20 giugno 2005: Parigi, Bercy 

Seger sessions tour
10 maggio 2006: Parigi, Bercy
1 ottobre 2006: Bologna, Palamalaguti
10 ottobre 2006: Roma, Palalottomatica 

Magic tour
17 dicembre 2007: Parigi, Bercy
27 giugno 2008: Parigi, Parc des princeps 

Working on a dream tour
19 giugno 2009: Roma, Stadio Olimpico 

Wrecking ball tour 
11 giugno 2012: Firenze, Stadio Franchi
5 luglio 2012: Parigi, Bercy

lunedì 8 febbraio 2010

La classe operaia non va in paradiso: segnalazione articolo.

Raramente segnalo gli articoli dei blog altrui, ed oggi è uno di quei giorni: vi consiglio proprio di leggere questo articolo di Francesco Santoro sulla classe operaia che non va in paradiso.

Francesco, oltre ad essere un maledetto str***** (nel senso buono del termine :-) perché ha sempre trovato una scusa pur di non incontrarmi personalmente ai concerti di Springsteen, è un grande appassionato e conoscitore di musica rock (e non solo) ed ha una mente lucida che ama mettere il relazione la sua passione con quanto capita ai giorni nostri nella società italiana.

E per di più scrive molto bene il ragazzo. Serve altro per costringervi a leggere il suo articolo?

giovedì 21 gennaio 2010

Pezzi di ricambio

Qualche settimana fa ho parlato di una canzone di Bruce Springsteen, Spare parts, che amo in particolare modo.

A proposito di questo meraviglioso pezzo, ho dimenticato pero' di nominare un grande quanto sconosciuto artista, che ne ha fatto una versione italiana: l'artista è Giròlo Mc, mentre il pezzo si chiama Pezzi di ricambio.

Ci tengo a precisare che Pezzi di ricambio non è una semplice traduzione di Spare parts, ma anche una sua rivisitazione. Il giovane artista, che il fato mi ha dato la fortuna di conoscere personalmente, la chiamerebbe rivisitazione Decimina, dal quartiere romano dove vive.

L'unica esibizione di Pezzi di ricambio risale al maggio del 2004, località Reggello, in occasione di un raduno tra appassionati di Springsteen. Purtroppo la qualità della registrazione non è un eccelsa, per cui riporto il testo, che in alcuni momenti è di difficile comprensione.



PEZZI DI RICAMBIO

Bobby era un duro agile forte e robusto
Per tutte le ragazze lui era quello giusto
Giusto per amare, trombare, sognare
Sognare di andar via da una citta’ che puo’ strozzare
 Bobby era veloce da scatto d’ autovelox
Che malattia bastarda l’eiaculatio precox
Janey si fidava lo amava era convinta
Ma Bobby venne dentro e lei rimase incinta
Anch’io ora vengo dentro con spirito creativo
Nella storia di una donna e di un uomo non cattivo
E di un preservativo che se fosse stato usato
Chissa’ quanti problemi gli avrebbe risparmiato
 Fissarono la data del loro matrimonio
Ma ci mise lo zampino il fottutissimo demonio
E l’immaturita’ o l’idea di crescer figli
Mise Bobby in fuga come il peggiore dei conigli
 CHORUS (sul campionamento di spare parts mandato a velocita’ ridotta)
Lento lento lento il movimento
Lento lento  il campionamento
Carica er grammofono
Passame er megafono
 Il cuore e’ troppo debole e spesso si spacca
Lo sorregge la tua anima, e’ soltanto cera lacca
Il sigillo che lo blocca se lo spezzi e’ un bel guaio
Devi girare il mondo per il pezzo di ricambio
 L’inverno porto’ un bimbo era quasi Natale
Dalla sera al mattino la vita sempre piu’ uguale
Per questa ragazza mai stata ad una festa
Che penso’:”Ma che merda di vita e’ questa?”
 Quando Bobby seppe che suo figlio era nato
Giuro’ che lui indietro non sarebbe tornato
Lo assunsero ai pozzi divento’ un operaio
Ci mise poco tempo a dimenticare il guaio
 Intanto Janey seppe la storia di una donna
Che insieme al figlio era scesa alla sponda
E gli aveva nell’onda lasciato la mano
Aspettando che il fiume lo portasse lontano
 CHORUS (sul campionamento di spare parts mandato a velocita’ ridotta)
 Lento lento il movimento
Lento lento il campionamento
Carica er grammofono
Passame er megafono
La nebbia avvolgeva di primo mattino
Il fiume, il lago ed il bosco vicino
Un’ombra si mosse in basso nella risacca
Eran Janey e il figlio che entravano in acqua
Ma tutto d’un tratto cambio’ la fotografia
Il freddo e la nebbia fuggirono via
Una luce colpi’ il viso di questa donna
Due occhi trasmisero una gioia profonda
 Strinse piu’ forte che poteva al suo petto
Il bimbo che intanto rideva contento
In fondo per lui era stato solo un bagnetto
Salirono via e ritornarono a letto
 Nel cassetto si sa si nascondono i sogni
Ma se devi mangiare li porti al banco dei pegni
Vendette l’anello d’oro senza diamanti
Ne uscì con dei freddi ma buoni contanti.

martedì 22 dicembre 2009

Spare parts and broken hearts



 

Ci sono delle cose che fanno parte di te e della tua anima più di quanto tu non te ne accorga.

Spare parts, una canzone di Bruce dell'album Tunnel of love, è una di quelle. Sono ricapitato sul suo video proprio questa sera, e mi è sembrato di tornare indietro di 21 anni fa, quando Bruce era il mio dio e il libro dei suoi testi con traduzione il vecchio e nuovo testamento.

La versione del vivo di Spare parts (Tunnel of love tour del 1988) è, come spesso accade per le canzoni di Bruce, molto più bella ed intensa che in studio. Il video, sprovvisto di effetti speciali e luci stroboscopische, è tra i suoi più belli, insieme ovviamente a quello di Tougher than the rest.

Ricordo la forte emozione quando lo vidi per la prima volta, probabilmente su qualche trasmissione dell'epoca su Italia 1, nell'88, ché a casa mia non si prendeva Videomusic. 

Un lungo e poetico intro al piano di Roy Bittan, l'introduzione con tono pacato di Bruce alla canzone, quando ancora aveva la splendida abitudine di introdurre i brani parlando o scherzando con il pubblico, e poi lei, Spare parts: la prima strofa in parlato, poi entra tutta la E street band, arricchita in quel tour da una potente sezione fiati.

Penso sia una delle più belle canzoni mai scritte sul passato: passato non come fonta di malinconia e nostalgia, ma come forza per affrontare un nuovo futuro quando la vita sembra voltarti le spalle.







SPARE PARTS (Pezzi di ricambio) - Traduzione dal sito Loose ends



Bobby aveva promesso di uscire, Bobby rimase dentro di lei
Jane rimase incinta, non c'era niente di male
dovevano sposarsi in un giorno d'estate
ma Bobby si spaventò e fuggì via
Jane si trasferì con sua madre a Sahawnee Lake
e diceva sospirando "Mamma,a volte la mia vita mi pare tutta un unico grande sbaglio"
si sistemò in una stanza sul retro, e il tempo passava
e quell'inverno suo figlio venne alla luce

(Chorus)
Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

Janey cullava quel bambino
notte dopo notte
ma lei era giovane, e le mancavano
i party e i diveryimenti
nel frattempo nel South Texas in una
sporca zona di petrolio
Bobby venne a sapere del bambino e giurò che non sarebbe mai più tornato

(Chorus)

Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

Janey sentì di una donna a Calverton
che mise il suo bambino nel fiume, e lo lasciò andare
lei guardò il suo bambino nella culla
si inginocchiò, pianse fino a quando non pregò
c'era foschia sull'acqua e bassa marea
Janey teneva suo figlio, in riva al fiume
con l'acqua fino alla cintola, ma come brillava il sole
lei prese suo figlio in braccio e lo riportò a casa
mentre dormiva sul suo letto, Janey si guardò intorno
aprì un cassetto del suo comò e prese il suo vecchio anello di fidanzamento
tirò fuori il suo abito da sposa, infilò l'anello nella custodia
andò al banco dei pegni ed uscì con un bel po' di freddo denaro

(Chorus)

Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

martedì 20 ottobre 2009

Elvis è vivo?

Chi dice che Hitler è vivo, chi dice che gli alieni sono sbarcati sulla terra e una loro navicella tenuta nascosta dall'esercito americano nel deserto, chi dice che Elvis Presley è vivo.

Per mia natura io sono un tipo piuttosto incredulo e scettico, ma dopo la visione di questo video inizio a pensare che Elvis sia davvero vivo.

Guardare dal minuto 1.45 in poi per capire.

martedì 21 aprile 2009

Is that you baby or just a brilliant disguise?

Brilliant disguise, di Bruce Springsteen, è stata la prima canzone che ho imparato a memoria, nel 1987, anno di uscita di Tunnel of love, di cui Brilliant disguise fa parte.

A quell'epoca avevo 14 anni, un Piaggio Si' rosso di zecca, e una nuova passione: Bruce Springsteen.

Ho scoperto Bruce per caso, penso proprio nel 1987, mentre passeggiavo per le vie di Padova con un caro cugino nordico: si passa davanti ad un negozio di dischi e si commenta la copertina del live 1975-85 del cantante americano, uscito l'anno prima.

Con il cugino si commenta: "questo si' che dev'essere uno cazzuto!". Cos'altro vuoi dire a 14 anni, quando normalmente i gusti musicali sono ben altri, di un cantante americano con il bicipite in bella vista ed una chitarra in mano? Non puoi che fare un commento machista.

Quando sono rientrato nella lontana Calabria, dove abitavo, ho chiesto alla mamma 50mila lire per andare a comprare questo live.
E cosi' quella sera me ne tornai a casa con un bel cofanetto composto da ben 3 cassette e un bel libricino con i testi e tante foto: le tre cassette contenevano 40 canzoni incise da Bruce nell'arco del decennio 1975-85, cioè da quando si esibiva di fronte a poche decine o centinaia di persone, fino alle tournée del 1984-1985, che l'ha visto suonare ripetutamente (se non sbaglio la tournée era di 160 date, di cui una buona parte tutto esaurito) per centinaia di migliaia di persone stipate in uno stadio o in un palazzetto.

Inserisco la prima cassetta nel radioregistratore Saba: parte Thunder road, piano voce e armonica, con un dolce pianoforte e una magnifica voce rauca di Bruce. Registrazione del 1975. Dagli applausi che aprono e chiudono la canzone si capisce che il luogo (il Roxy di Los Angeles) è piccolo, raccolto.
Quando Bruce ha registrato quella splendida versione di Thunder road, suonava e scriveva canzoni già da qualche anno, aveva fatto 3 album. Io invece nel 1975 gattonavo o forse riuscivo a fare i primi passi. Altro che Thunder road, i miei pensieri erano altri...

E' la folgorazione: mi sono innamorato subito di quella voce cosi' comunicativa, cosi' spessa, del suono di quel piano, della canzone tutta, anche se non capivo il testo. Per non parlare dell'introduzione del presentatore: Ladies and gentleman, Bruce Springsteen and the E street band.

Ora faccio una piccola pausa per ascoltarla.

Poco per volta apprezzo anche gli altri pezzi del live, alcuni più altri meno: Sandy, Backstreets, The river, This land is your land, Seeds, Born in the USA, la delicata Jersey girl di Tom Waits che chiude l'ultimo lato dell'ultima cassetta e tante altre.

The river, seconda folgorazione del cofanetto, è stata la mia canzone preferita per tanti anni, e anche oggi se mi chiedessero una sola canzone da portare con me nella tomba sceglierei quella versione di The river, perfetta in tutto.
Anche la lunga introduzione di quasi 6 minuti, in cui Bruce parla del suo rapporto con il padre, della chiamata per il servizio militare (erano i tempi del Vietnam), per me fa parte della canzone: quella potente armonica che ti spezza il cuore, che ti penetra nelle ossa, tra il parlato e la canzone non avrebbe lo stesso spessore senza la lunga introduzione.

Il testo di The river con traduzione in italiano qui.

Conosciute le canzoni, ora si trattava di capire di cosa parlavano: il mio inglese non mi consente grandi slanci, e cosi' dopo qualche mese riesco anche a procurarmi il libro dei testi con traduzione a fronte, aggiornato a Tunnel of love, che nel frattempo era uscito. Era un libro dell'Arcana editrice, con copertina verde e foto di Bruce del Born in the USA tour. Ho ancora quel libro, che per me molti anni è stato la mia Bibbia personale: durante i primi anni di università, quando viaggiavo spesso tra Calabria e Bologna, lo portavo sempre con me.

Fino a qualche anno fa, infatti, capitava di ascoltare un album per intero, magari in cuffia, con i testi di fronte. Ora invece si mette il lettore mp3 dove si trova di tutto, da Hendel a Toto Cutugno, e non si ascolta niente con attenzione: si mette qualcosa in sottofondo mentre leggiamo su internet o rispondiamo ad una mail. La musica non è più qualcosa che ti cambia la vita, ma un sottofondo alle diverse attività.

Con i testi inizio cosi' a capire di più della canzoni di Bruce, anche se con lo sguardo di un ragazzo di 14-15 anni, che oltre Bruce ama andare in giro con il motorino e giocare con il Commodore 64.

Tunnel of love, album densissimo sull'amore e sul rapporto di coppia scritto in un periodo in cui la coppia non andava tanto bene per Bruce, a quei tempi era difficile da capire, da interiorizzare per me. Oggi, che di anni ne ho 36, ancora presenta delle sfaccettature nuove ogni volta che lo ascolto ed è sicuramente uno dei miei album preferiti di Bruce.

Fine anni '80 ho iniziato anche a comprare i bootleg di Bruce, le registrazioni clandestine dei suoi concerti. Ora è facilissimo reperirli tramite internet, ma a quei tempi non era cosi' facile né indolore per le tasche, soprattutto se vivevi in Calabria dove i bootleg erano impossibili da trovare.

E cosi', grazie alle riviste specializzate, si andava alla ricerca dei negozi di dischi del nord che vendessero i preziosi bootleg: Roma, Reggio Emilia, Varese, Milano. All'uscita del liceo spesso io e Gianluca, che condivideva con me questa passione, si andava alla SIP di fronte alla villa comunale della nostra cittadina: armati di tanti soldi (non c'era il VOIP e le interurbane costavano un casino a quei tempi) si chiamava alla ricerca di questo o quel titolo, sulla fiducia, solo perché una rivista o un'altra ne aveva parlato bene.

Alla fine qualcuno dei ragazzi dei negozi ci riconosceva dalla voce (o dall'accento) e ci dava i suoi consigli personali: eh si', perché era facile che i proprietari o i ragazzi che ci lavoravano in quei negozi fossero anche loro appassionati di Bruce. In particolare c'era Nicola, che lavorava da Punto Disco, un ragazzo molto gentile che ci dava delle dritte interessanti.

Dopo l'ordine telefonico, qualche giorno a casa arrivavano, belli impacchettati, i nostri oggetti del desiderio: bootleg su bootleg, registrazioni degli anni 70 e 80, in tutte le salse e in tutte le qualità.
I primi 2-3 anni erano vinili, alcuni molto belli e colorati anche (i picture disc), altri dalle confezioni orribili, come "At 6pm he left la Mandria", la registrazione del concerto di Torino di giugno 1988. Non c'erano neanche i titoli della canzoni nella copertina del bootleg, ricordo di avere attaccato io un foglio scritto a penna con i titoli.

Fine anni '80 iniziarono ad arrivare i bootleg in formato cd: il mio primo cd è stato, come immagino per molti, Live in the promised land, della Great Dane Records. Era la registrazione del concerto di Los Angeles, dicembre 1978. Il progetto era curato, se non ricordo male, da Ermanno Labianca, un grande conoscitore e amante di Springsteen, che nel libricino interno mise anche la traduzione in italiano dei tanti parlati di Bruce tra una canzone e l'altra.

E poi il resto è storia, su cui magari un giorno ritornero': il primo concerto a Milano nel 1992 (nell'88 ero troppo piccolo per andare a Roma o Torino), quelli della tournée acustica del disco The ghost of Tom Joad, la reunion con la E Street Band a fine anni 90, l'11 settembre e l'album The rising che ne segui', l'esperienza, riuscita, con la Seeger Band fino agli ultimi due deludenti Magic e Working on a dream, che non mi dicono proprio nulla.

Mi sono fatto prendere un po' la mano: volevo solo pubblicare il link di Brillian disguise, ed invece mi sono fatto prendere la mano. Allora guardatelo il video a questo indirizzo.

Brilliant Disguise
I hold you in my arms
as the band plays
What are those words whispered baby
just as you turn away
I saw you last night
out on the edge of town
I wanna read your mind
To know just what I've got in this new thing I've found
So tell me what I see
when I look in your eyes
Is that you baby
or just a brilliant disguise

I heard somebody call your name
from underneath our willow
I saw something tucked in shame
underneath your pillow
Well I've tried so hard baby
but I just can't see
What a woman like you
is doing with me
So tell me who I see
when I look in your eyes
Is that you baby
or just a brilliant disguise

Now look at me baby
struggling to do everything right
And then it all falls apart
when out go the lights
I'm just a lonely pilgrim
I walk this world in wealth
I want to know if it's you I don't trust
'cause I damn sure don't trust myself

Now you play the loving woman
I'll play the faithful man
But just don't look too close
into the palm of my hand
We stood at the alter
the gypsy swore our future was right
But come the wee wee hours
Well maybe baby the gypsy lied
So when you look at me
you better look hard and look twice
Is that me baby
or just a brilliant disguise

Tonight our bed is cold
I'm lost in the darkness of our love
God have mercy on the man
Who doubts what he's sure of


--
Traduzione dal sito http://www.loose-ends.it

BRILLANTE TRAVESTIMENTO
(Traduzione di Roberto P.)

Ti stringo tra le mie braccia
mentre la band suona
Cosa sono quelle parole sussurrate, piccola
mentre ti giri?
Ti ho vista la scorsa notte
ai margini della città
Voglio leggere nella tua mente
solo per sapere qual’è la mia parte in questa nuova
cosa che ho scoperto, così dimmi cosa vedo
quando guardo nei tuoi occhi
sei tu piccola
o solo un brillante travestimento?

Ho sentito qualcuno chiamare il tuo nome
da sotto il nostro salice
Ho visto qualcosa ripiegato di nascosto
sotto il tuo cuscino
Ci ho provato in ogni modo piccola
ma proprio non riesco a vedere
cosa una donna come te
stia combinando con uno come me
E allora dimmi chi vedo
quando guardo nei tuoi occhi
sei tu piccola
o solo un brillante travestimento?

Adesso guardami piccola
sto facendo di tutto per fare le cose a doveree poi tutto cade a pezzi
quando si spengono le luci
Resto solo un triste pellegrino
percorro questo mondo nell’abbondanza
Voglio sapere se è di te che non mi fido
perché proprio non mi fido di me stesso

Adesso tu fai la parte della donna amorevole
io farò quella dell’uomo fedele
ma bada di non guardare troppo da vicino
nel palmo della mia mano
Siamo stati davanti all’altare
la zingara ha giurato che il nostro futuro era roseo
Ma sono arrivate le ore difficili
E forse, piccola, la zingara ha mentito
Così quando mi guardi
faresti bene a guardarmi attentamente e a farlo due volte
sono io, piccola,
o solo un brillante travestimento?

Stanotte il nostro letto è freddo
Mi sono perso nell’oscurità del nostro amore
Dio abbia pietà dell’uomo
che dubita di ciò di cui è sicuro

domenica 1 febbraio 2009

Un film: The deer hunter.

In italiano: Il cacciatore.
USA, 1978. Regia di Michael Cimino.
Visto in dvd, un pomeriggio di gennaio, durante i giorni della merla del 2009.

5 amici in Pennsylvania, operai: 3 di loro partono per la guerra del Vietnam.

Grande ennesimo film sulla guerra del Vietnam: interessante perché non si concentra solo sulla guerra, ma anche sugli effetti di questa sulla vita dei protagonisti, sul loro rientro a casa. Paradossalmente, la parte relativa alla guerra è più corta e sintetica delle altre.

Il principale difetto del film è l'eccessiva lunghezza della prima parte, che parla dei protagonisti prima della loro partenza e ci introduce nel loro ambiente: un'ora di film in cui succede poco, in cui tutto è dilatato (la caccia al cervo, le bevute tra amici, il matrimonio...) e ha poco interesse.

Tra gli attori spiccano un giovane Robert de Niro, un efficace Christophen Walken e una brava e bella Meryl Streep.

Non ho la certezza che sia cosi', ma mi piace immaginare The deer hunter alla base di alcune canzoni di Bruce Springsteen sulla guerra del Vietnam, come Shut out the light e Born in the USA.

Voto di Kurtz
: cuoricino.


SHUT OUT THE LIGHT


The runway rushed up at him
as he felt the wheels touch down
He stood out on the back top
and took a taxi into town
He got out down on Main Street
and went into a local bar
He bought a drink and found a seat
in a corner off the dark

Well she called up her mama
to make sure the kids were out of the house
She checked herself out in the dining room mirror
And undid an extra button on her blouse
He felt her lying next to him,
the clock said 4:00 am
He was staring at the ceiling
He couldn't move his hands

CHORUS
Oh mama mama mama don't go away
I've got the shakes and I'm gonna be sick
Throw your arms around me in the cold dark night
Hey now mama don't shut out the light
Don't you shut out the light
Don't you shut out the light
Don't you shut out the light
Don't you shut out the light

Well on his porch they stretched a banner
that said "Johnny Welcome Home"
Bobby pulled his Ford out of the garage
and they polished up the chrome
His mama said "Johnny oh Johnny,
I'm so glad to have you back with me"
His pa said he was sure they'd give him his job back
down at the factory

CHORUS

Well deep in a dark forest,
a forest filled with rain
Beyond a stretch of Maryland pines
there's a river without a name
In the cold black water
Al Johnson out here stands
He stares across the lights of the city
and dreams of where he's been

CHORUS

Traduzione da http://www.loose-ends.it

SPEGNI LA LUCE

La pista d'atterraggio gli correva d'avanti
Mentre sentiva le ruote toccare terra
Rimase in piedi sul nero asfalto
E prese un taxi per la città
Scese in Main Street
Ed entrò in un bar locale
Comprò da bere e si trovò una sedia
In un angolo al buio

Lei chiamò sua madre
Per assicurarsi che i bambini fossero fuori casa
Controllò il suo aspetto nello specchio della sala da pranzo
E sbottonò un altro bottone della sua camicetta
Lui la sentì sdraiarsi al suo fianco
L'orologio segnava le 4:00 am
Lui fissava il soffitto
Senza riuscire a muovere le sue mani

CORO
Oh mamma mamma non andar via
Sto tremando e mi ammalerò
Getta le tue braccia intorno a me in questa notte fredda e buia

Hey mamma non spegnere la luce
Non spegnere la luce
Non spegnere la luce
Non spegnere la luce
Non spegnere la luce

Sul suo porticato misero uno striscione
Che diceva"Johnny bentornato a casa"
Bobby tirò fuori dal garage la sua Ford
E pulì le parti cromate
Sua mamma disse "Johnny oh Johnny
Sono così felice di averti qui con me"
Suo padre gli disse che era sicuro che gli avrebbero ridato il suo lavoro
Giù alla fabbrica

CORO

Nel mezzo della scura foresta,
Una foresta riempita di pioggia
Dietro una fila di pini del Maryland
C'è un fiume senza nome
Nell'acqua scura e fredda
Al Johnson là fuori è in piedi
E fissa le luci della città
E sogna dove è stato

CORO

lunedì 17 novembre 2008

Queen of the supermarket.

Sembra essere ufficiale: Bruce Springsteen a fine gennaio pubblicherà un nuovo album, "Workin' on a dream".

Tra i titoli delle canzoni figura il titolo più brutto dell'intera discografia springstiniana: Queen of the supermarket.

Riflessioni da sviluppare ulteriormente:

1. Bruce con la E Street Band non ha più molto da dire. Non è un caso se la cosa più bella degli ultimi anni l'abbia fatta con un'altra banda, la Seeger Band: il disco era meraviglioso, e il tour non da meno. Con la E Street Band Bruce non ha il coraggio di proporre cose nuove, di sperimentare, sia in studio che in tournée.

2. Il fatto che il nuovo disco sia stato scritto durante il tour di Magic (uno dei dischi più brutti di Bruce insieme a Human Touch, che pero' aveva delle perle che Magic non ha) non fa promettere bene.

Bruce, ritorna in te, non sentirti obbligato a fare un disco e un tour ogni anno, come Woody Allen fa con i film: pensa piuttosto a scrivere qualcosa di bello e grandioso come sai fare quando ti impegni.

venerdì 18 aprile 2008

Danny Federici ci lascia.

Si sapeva da qualche mese che Danny Federici, organista della E Street Band, la band storica di Bruce, era fortemente malato.

A fine marzo Danny raggiunse Bruce e gli altri componenti della band per suonare un pezzo durante un concerto: molti di noi gioirono, e sperarono in una futura guarigione. Ma cosi' non è stato. Danny Federici è morto, a soli 58 anni. Ne dà notizia in maniera molto laconica il sito ufficiale di Bruce.

La E Street Band, una rara alchimia di amicizia virile oltre che di musica, probabilmente continuerà a fare musica come ha sempre fatto da quasi 40 anni, ma mancherà sempre qualcosa.

Questo video amatoriale, in cui si vede Danny che saluta per l'ultima volta il suo pubblico durante il concerto di cui sopra, penso sia il migliore modo per ricordarlo.

martedì 15 aprile 2008

Elezioni politiche.

"Non so cosa pensate voi di quello che è successo ieri sera. Io penso sia una tragedia".

Bruce Springsteen in concerto, il giorno dopo l'elezione di Reagan negli anni '80.

giovedì 16 agosto 2007

Magic: ecco l'annuncio ufficiale!!!



Ecco finalmente l'annuncio ufficiale dell'album di Bruce Springsteen, di cui si parla da mesi in maniera non ufficiale. Si chiamerà Magic e, da quanto dice Jon Landau, manager da sempre di Bruce, sembra essere molto elettrico e molto rock.

http://www.brucespringsteen.net/news/index.html

E ora, come dopo ogni disco, si riparte in tour. Dal 1992 non ho mai mancato un tour, compreso il tour acustico del 1996-97 per il quale era difficilissimo trovare i biglietti.

Una data sembra già ufficiale per il tour europeo, al Bercy di Parigi il 17 dicembre. Non male: sono 8km da casa mia!