Un mese fa circa ho comprato on line sul sito della FNAC 2 biglietti per il concerto di Francesco de Gregori, che si sarebbe dovuto tenere il 16 aprile. Ho ovviamente pagato con carda di credito.
Venerdi' 3 aprile mi arriva una mail dalla FNAC che mi annuncia che il concerto è stato annullato e che nei prossimi giorni mi avrebbero accreditato sul mio conto corrente la cifra dei due biglietti: nessuna operazione è richiesta da parte mia, se non quella di aspettare.
Giovedi 9 aprile sul mio conto ho trovato l'accredito aspettato: 5 giorni quindi per fare l'accredito, considerando che c'era una domenica di mezzo.
Brava la FNAC, che in questo caso si è dimostrata molto efficiente (altre volte purtroppo no).
sabato 11 aprile 2009
Esempio di efficienza: rimborso biglietto de Gregori.
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Francia
lunedì 6 aprile 2009
Ristoranti a Parigi: Le Véraison.
Questo simpatico ristorante che propone cucina francese si trova nel 15esimo arrondisment di Parigi, un quartiere tranquillo e familiare, non ancora invaso dalle orde di turisti.
La cucina a me è parsa di buon livello: come antipasto ho preso dei ravioli al formaggio di capra in brodo (i ravioli, non la capra), come piatto un'ottima e tenera entrecôte argentina (per lo meno, nel menu c'era scritto cosi') e per dolce una buona crème brûlée al caramello.
Le porzioni sono pero' un po' piccole.
I prezzi: 25€ per entrée e piatto o piatto e dolce, 29€ per tutte e tre le portate.
Unico difetto: il prezzo del vino. Per una bottiglia di vin du pays, per quanto buono, abbiamo pagato ben 26€, ed in ogni caso la bottiglia più economica era sui 22€.
A fine cena il proprietario è venuto a fare due chiacchiere e a sapere se tutto era andato bene, cosa più unica che rara.
La sera in cui siamo stati noi, sabato sera, l'ambiente era abbasranza rumoroso.
Sito internet: http://www.laveraison.com/
La cucina a me è parsa di buon livello: come antipasto ho preso dei ravioli al formaggio di capra in brodo (i ravioli, non la capra), come piatto un'ottima e tenera entrecôte argentina (per lo meno, nel menu c'era scritto cosi') e per dolce una buona crème brûlée al caramello.
Le porzioni sono pero' un po' piccole.
I prezzi: 25€ per entrée e piatto o piatto e dolce, 29€ per tutte e tre le portate.
Unico difetto: il prezzo del vino. Per una bottiglia di vin du pays, per quanto buono, abbiamo pagato ben 26€, ed in ogni caso la bottiglia più economica era sui 22€.
A fine cena il proprietario è venuto a fare due chiacchiere e a sapere se tutto era andato bene, cosa più unica che rara.
La sera in cui siamo stati noi, sabato sera, l'ambiente era abbasranza rumoroso.
Sito internet: http://www.laveraison.com/
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Ristoranti e bar a Parigi
domenica 5 aprile 2009
Annullato il concerto di De Gregori.

Da quasi 5 anni in Francia, ho fatto un salto di gioia quando ho letto che il 16 aprile Francesco de Gregori, uno dei miei cantautori preferiti, avrebbe fatto un concerto a Parigi. Comprato subito un paio di biglietti, per me e Caroline, non vedevo l'ora che arrivasse il giorno tanto atteso.
Anticipata la notizia dell'annullamento del concerto in maniera ufficiosa da un'amica, un paio di giorni fa mi è arrivata la conferma ufficiale: concerto annullato dal management italiano per motivi ignoti.
Fortuna che qualche settimana fa ho potuto assistere al concerto di un altro grande italiano, meno conosciuto: Gianmaria Testa per un intenso concerto acustico all'intimo teatro Europeen.
Consiglio il suo penultimo album, Da questa parte del mare, album a tema sull'immigrazione. Una volta capito se Testa vi piace o no potete prendere l'ultimo cd, acustico, probabilmente più difficile per chi non conosce l'autore.
Il link ufficiale di Gianmaria Testa.
Cose sparse che non mi piacciono di Parigi.

Questo post riguarda solo la città di Parigi intra-muros e non la periferia, per la quale un giorno scrivero' un'intera enciclopedia.
In ordine casuale alcune cose che non riesco a farmi piacere di Parigi.
- La puzza di pipi' lungo la Senna.
Capita che cammini lungo la Senna, che fai una passeggiata più o meno romantica, e ti imbatti in alcuni passaggi che sono delle vere toilettes a cielo aperto.
D'estate ci sono delle piazzole lungo la Senna dove si puo' ballare gratuitamente: l'idea è molto bella e consente di vivere la città a costo zero oltre che all'aria aperta. Problema: non ci sono delle toilettes pubbliche, per cui dopo una o più buone birrre cosa fa un essere umano? La pipi' contro il muro o in un'aiutola, anche perché nella zona non ci sono locali pubblici dove poter espletare i propri bisogni. Il risultato ve lo lascio immaginare.
- I prezzi spropositati dei bar per quanto riguarda tutto cio' che si beve.
Anche il mangiare non costa poco, ma il bere è più eclatante. Un thé non lo paghi meno di 4€, cosi' come un succo di frutta in bottiglia. Della birra e dell'acqua in bottiglia poi meglio non parlare.
- La maleducazione e la scontrosità di molti baristi, ristoratori e commessi.
Di questo ho già parlato lungamente qui
- La lentezza esasperante di molti baristi, ristoratori e commessi.
Anche questo argomento è stato da me già trattato nel post di cui sopra, e mi piacere constatare che non sono il solo a notarlo (seguirà link non appena lo recupero).
- La ridotta presenza di zone pedonali.
Non capisco per quale motivo in Francia non riescano a chiudere le vie al traffico, tranne pochissime eccezioni. Anche in quartieri parigini che per loro natura sarebbero perfetti per una passeggiata a piedi, ci trovi sempre le auto. Per esempio nel Marais, dove i marciapiedi e le vie sono minuscole, stai li' a passeggiare e ti devi scostare perché deve passare l'auto di turno o lo scooter.
Ad un servizio su France 5 questa sera hanno parlato di Parigi come Ville voiture e non come Ville Lumiere: sono in parte d'accordo.
- Gli scooter truccati.
Il problema è molto più evidente in periferia (dove è rarissimo trovare uno scooter o una moto non truccato), ma anche a Parigi non si scherza: scooter truccatissimi, che al loro passaggio ti infrangono i timpani con un rumore da enormi zanzare e con una puzza da olio bruciato non indifferente.
- Gli autobus rumorosi.
Non ho statistiche alla mano, ma ad occhio mi pare che il parco autobus di Parigi sia vecchio. Quindi autobus rumorosi e puzzosi.
- La zona attorno Les Halles.
Non c'è bisogno di spendere molte parole su questa triste zona di Parigi: basta farsi un giro e ci si rende conto di quanto sia brutta e squallida.
- Alcune vie di Belleville.
Belleville, quartiere tra il popolare e il borghese trendy, ha alcune zone sporche e decadenti, con palazzi ridotti molto male. Peccato perché sarebbe un quartiere affascinante.
- Le enormi torri del quartiere asiatico, nel 13esimo arrondisment.
Brutte ed antiestetiche, non c'è altro da dire.
- I battelli che solcano la Senna tutto il giorno, scorazzando orde di turisti muniti di macchina fotografica o equivalente apparecchio atto ad immortalare il vissuto.
Per chi non lo sapesse, i battelli hanno fari molto potenti per illuminare tutto cio' che è nel raggio di qualche centinaio di kilometri. Morale: mentre ti fai la tua bella passeggiata lungo la Senna, passa il battello con i suoi fari e toglie qualsiasi poesia alla tua passeggiata.
- Le poche strutture per gli handicappati.
C'è molto da fare, davvero tanto. A partire dai bar e ristoranti che hanno le toilette al primo piano o al piano interrato, alle stazioni di metro e RER, spesso sprovviste di ascensori per handicappati.
- I prezzi assurdi dell'immobiliare, soprattutto rapportati alla qualità delle abitazioni.
- L'avenue degli Champs Elysées.
A me gli Champs Elysées non piacciono affatto, non riesco a trovare nulla di affascinante in questo enorme stradone a più corsie per senso di marcia. I francesi, incuranti del mio giudizio, continuano a ritenere che si tratti della "Avenue più bella del mondo".
- I barboni che dormono sotto i ponti della Senna.
Non mi lancio in analisi sociologiche-politiche-sociali per le quali non ho né strumenti né dati, pero' in una città ricca come Parigi mi fa una certa impressione vedere poveri cristi che hanno fatto di un sottoponte la loro casa.
- La scarsa qualità (in media) dei ristoranti.
A Parigi puoi mangiare anche bene senza spendere una fortuna, ma se vai a caso rischi di mangiare molto male.
Non sono mai entrato nelle cucine dei ristoranti, ma l'impressione generale è che nei locali pubblici l'igiene sia scarsa. Basta vedere i bar dove spesso sono esposti senza alcuna copertura i dolci per ore ed ore, bersaglio inconsapevole di chissà quanti sputi degli avventori del locale.
Seguirà un giorno post sulle cose che adoro di Parigi (e non sono poche).
mercoledì 1 aprile 2009
Validità della patente italiana in Francia.
Più volte mi è capitato di essere fermato dalla polizia francese e di aver subito il loro terrorismo psicologico (la prossima volta vi sequestriamo il veicolo, siete in contravvenzione...) perché ancora non ho la patente francese, nonostante i miei quasi 5 anni di permanenza in Francia, e mi ostino a circolare con quella italiana.
Secondo i poliziotti, infatti, entro un anno dal momento in cui si vive in Francia bisognerebbe chiedere alla prefettura il cambio di patente: gli dai quella italiana e loro te ne danno una francese equivalente. Al di là di questo anno la patente italiana perderebbe la sua validità e quindi sarebbe come circolare senza.
Oggi ho voluto indagare su questo argomento e ho scoperto che le patenti emesse da paesi membri dell'Unione Europea non devono essere necessariamente cambiate: la nostra cara patente italiana, quindi, ha validità illimitata in Francia sotto alcune logiche condizioni.
Ho cosi' stampato questa pagina (prefettura della polizia francese) che attesta quanto ho scritto sopra. La portero' sempre con me, insieme ai documenti della Vespa, cosi' la prossima volta che mi fermeranno potro' zittire i poliziotti se riattaccano con la solita solfa.
Consiglio a tutti gli italiani patentati che guidano in Francia di fare altrettanto.
Qualche altro link su questo argomento:
http://www.expatries.diplomatie.gouv.fr/default.aspx?SID=12359
http://www.languedoc-roussillon.pref.gouv.fr/demarches/permisdeconduire/permisetranger.shtm
Un film: Cyprien
Francia 2008, regia di David CharhonCyprien è un ragazzo di rara bruttezza: per di più è informatico, ha come amici una banda di sfigati asociali appassionati di videogiochi e di film di fantascienza e ovviamente è del tutto imbranato con le donne. Un giorno pero' un misterioso robot gli consegna a casa del profumo i cui effetti sono miracolosi: dopo le spruzzate, infatti, Cyprien si trasforma in un figo incredibile, adorato dalle donne. Nel giro di poco tempo diventa direttore del giornale di moda dove lavorava come informatico e la vita assume un'altra dimensione. Finché non si rende conto che essere belli non è sempre bello.
La pellicola aveva tutti gli elementi per diventare un film cult del trash: eppure non ci riesce e rimane solo una brutta commedia che fa poco ridere. Puo' piacere al massimo agli appassionati di videogiochi e di fantascienza, che probabilmente godranno delle mille citazioni.
Il film è una consacrazione del product marketing: mai visto un film in cui c'è una tale quantità di marchi esposti come in questo. Solo per questo motivo ne sconsiglio la visione.
Voto di Kurtz: meno.
P.S.: il migliore amico di Cyprien, il ragazzo con gli occhiali che si vede nella locandina, assomiglia un sacco al mio amico FM.
Un film: Milk
USA 2008, regia di Gus Van Sant.Mk2 Bibliothèque.
La storia vera di Harvey Milk, omosessuale che si fa strada in politica a San Francisco.
Storia interessante, bella ricostruzione di San Francisco e dell'America bigotta dei decenni scorsi, Sean Penn non delude: tuttavia il film è un po' piatto, non riesce a decollare.
Voto di Kurtz: più.
Un film: Tokyo Sonata
Giappone, Olanda, 2008. Regia di Kiyoshi KurosawaMk2 Beaubourg. Un po' vecchie le sale di questo cinema e l'audio non è buono.
La disgregazione di una famiglia giapponese: il padre maschilista e autoritario perde il lavoro, il figlio grande si arruola nell'esercito americano per una guerra in Medio Oriente, il figlio piccolo prende corsi di pianoforte allontanandosi dal padre. E la madre cerca di tenere uniti tutti i membri della famiglia.
Film rarefatto con momenti di lentezza, a me non ha suscitato grosse emozioni, pur riconoscendo che è un efficace ritratto sociale.
Voto di Kurtz: più.
lunedì 30 marzo 2009
Un film: La journée de la jupe.
Francia 2009, Jean-Paul LilienfeldUn'esesperata insegnante in una triste periferia francese un giorno si ritrova in mano una pistola, trovata nello zaino di uno dei suoi studenti, prende allora in ostaggio i suoi alunni.
Alla base di questo film c'è una denuncia sulle condizioni di alcune periferie francesi, dove è quasi naturale andare a scuola armati o con dei video sul telefonino che riprendono degli stupri. L'altra forte denuncia è per le scuole pubbliche, con insegnanti poco adeguati per certi ruoli, presidi che se ne lavano le mani e altro.
Purtroppo non tutto nel film riesce: per esempio, perché in tutti i film in cui c'è la polizia c'è un comandante cattivo interventista e uno buono (che ha ovviamente problemi con la moglie) che è per il dialogo?
Nonostante qualche semplificazione di troppo e un po' di moralismo, il film si fa guardare.
Voto di Kurtz: più.
Un film: Welcome
Francia 2009, Philippe Loiret.Marzo 2009.
Un ragazzino iraniano di 17 anni arriva al nord della Francia, Calais, per passare la Manica come clandestino in un camion e raggiungere la sua amata in Inghilterra. Il tentativo fallisce: inizia allora dei corsi di nuoto per realizzare il suo sogno.
Dal regista dei delicati Mademoiselle e Je vais bien ne t'en fais pas, un riuscito film sull'immigrazione e sui rapporti umani.
Voto di Kurtz: cuoricino.
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