domenica 10 gennaio 2010

Un film: Avatar



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Dal 16 dicembre, giornata in cui Avatar è uscito in Francia, il film è in testa alle classifiche: nel multisala che frequento abitualmente, ben 3 sale lo proiettano, e c'è sempre il tutto esaurito. Per prendere un biglietto devi andare almeno un'ora prima, e un'altra bella fila devi farla per prendere dei posti decenti in sala.

Ovvio che con queste premesse, e visto anche il nome del regista (Cameron, che per me più che Titanic vale a dire Terminator 1 e 2), le aspettative non erano alte, ma enormi.

E cosi' giovedi sera armato di pazienza e di amici vado a vedere questa meraviglia: premesso che non ho mai visto un film in 3d, da un punto di vista puramente tecnico Avatar è straordinario. La foresta dove abitano i Navi è fantastica, pieno di colori, di piante, animali. Vedere tutto questo in 3d, con un effetto presenza decisamente superiore a quello delle pellicole bidimensionali, ti fa rimanere come un bambino stupito di fronte a qualcosa di molto bello e fantastico.

Purtroppo pero' le altre cose del film non convincono altrettanto: la storia è vista e rivista mille volte (americani cattivi e forti tecnicamente contro indigeni buoni che vivono in armonia con la natura, come dei buoni selvaggi) e non presenta alcuna imprevedibilità, i personaggi sono manichei, o buoni o cattivi senza un attimo di ripensamento o spessore psicologico (in particolare il colonnello cattivo, vero cliché del cinema americano), e tutte le scene di azione che occupano buona parte della seconda parte del film, mi hanno fatto sbadigliare più volte.

Risultato: se Cameron avesse dedicato l'1% di quanto ha dedicato alla tecnica alla sceneggiatura e alla caratterizzazione dei personaggi, sarebbe potuto essere un grande film.

Di certo sarà interessante vedere come evolverà il 3d, che si annuncia essere una delle probabili rivoluzioni del cinema, un mezzo che ha conosciuto poche rivoluzioni dalla sua nascita (l'audio, il colore...e poi?).

Voto di Kurtz: più

martedì 5 gennaio 2010

Il body scanner


"Body scanner" è la parola del 2010: non si sente parlare d'altro da qualche giorno. Qualcuno prova ad usare la versione italiana scanner corporale, ma con scarso successo.

Qualche mia considerazione sulla questione dei body scanner e sul viaggiare in aereo:

1.  A me viaggiare in aereo non fa particolare paura.
Tra i miei amici e conoscenti diretti nessuno è mai morto di incidente d'aereo, mentre in molti troppi sono morti di incidenti d'auto.
L'anno scorso in Europa, come ogni anno, ci sono state circa 39000 vittime di incidenti della strada. Morti di attentati terroristici? Sicuramente qualcuno in meno.

Essendo un uomo statistico e razionale ho molta più paura a viaggiare in auto o in scooter che in aereo.

2. Se è vero che gli aeroporti mettono i body scanner io cambio lavoro e vado a lavorare come omarino che controlla i monitor dei suddetti apparecchi, cosi' vedo le donnine nude.

3. L'idea di passare sotto un body scanner ogni volta che devo prendere un aereo un po' mi infastidisce: non potete immaginare quante donne addette alla sicurezza dopo avermi visto sfilare nudo sul monitor mi fermeranno: Rocco Siffredi, facci un autografo!

4.  La tecnologia insegna che trovato un rimedio si trova la soluzione per aggirarlo. Sicuramente tra un paio d'anni sarà trovato il modo per imbarcare l'esplosivo senza farlo rilevare dal body scanner. E come faremo allora? Gli aeroporti di tutto il mondo passeranno il loro tempo ad installare macchine costosissime?

5. Se è plausibile che gli aeroporti internazionali e principali installeranno facilmente e velocemente i nuovi scanner, cosa impedirà al terrorista di imbarcarsi da un piccolo aeroporto, dove non ci saranno i nuovi controlli?

6. Ho sentito al tg di regime di stasera che alcuni stati non faranno i controlli ai minorenni per motivi di privacy e alle donne incinte per motivi di salute. E' cosi' difficile da immaginare che il terrorista porterà con se un ragazzino minorenne a cui dare la polverina magica?

7. Perché per salire in un aereo bisogna fare tutti questi casini, mentre uno puo' prendere un treno, una metro, entrare in un centro commerciale, in uno stadio pieno senza controlli?

Se questi body scanner saranno veramente infallibili, non è plausibile pensare che i terroristi cambieranno strategia, facendosi esplodere su treni all'ora di punta, durante i concerti a stadio pieno di Eros Ramazzotti o il giorno di Natale al centro commerciale durante la tombolata che fa vincere la batteria di pentole?

D'altra parte che si possano uccidere tante persone facendosi esplodere su un treno ce l'hanno già fatto vedere a Londra e a Madrid qualche anno fa.

Che faremo allora? Installeremo body scanner all'ingresso dei treni per i pendolari la mattina? All'ingresso dei centri commerciali? Ai lati della piazza durante il concerto di capodanno?

Siamo sicuri che la strada giusta sia questa e che non ce ne siano altri più sottili ed efficaci?

Barak, premio nobel per la pace, non riesci ad invertarti niente di meglio di queste soluzioni tampone che servono solo a rassicurare temporaneamente il popolo?

lunedì 4 gennaio 2010

Un film: Orphan

In Francia: Esther


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Famiglia benestante statunitense con due figli, di cui una muta e quasi completamente sorda. Per cercare di compensare il dramma del parto di un bambino nato morto, decidono di adottare una bambina, Esther. 9 anni, russa, la bambina è intelligente, portata per la musica e il disegno, e molto affettuosa.
Almeno, cosi' sembra.

Ho letto in giro che questo film presenta una trama piuttosto banale nel suo genere: io non posso dirlo perché non sono molto esperto di thriller e dell'orrore. Non perché snobbi il genere, che anzi mi affascina terribilmente, ma semplicemente perché la visione di un film di questo tipo turba il mio fragile sonno, nonostante la mia età.

Chiacchiere a parte: Orphan a me è piaciuto. Ho apprezzato le interpretazioni della piccola Esther (la promettente Isabelle Fuhrman una dodicenne che promette molto bene) e della bella Vera Farmiga, e la tensione che non ti lascia un attimo per tutta la durata del film. Confesso che ieri ho avuto qualche problema prima di prendere sonno.


Voto di Kurtz: cuoricino.

Vecchie auto: 850 parigina.

Come promesso, mi sono messo a spulciare il mio archivio fotografico, in cerca di tregge: ho trovato qualcosa di interessante, ma siccome mi piace tenere i lettori sul filo del rasoio, pubblichero' sul blog un automezzo alla volta.

Oggi è la volta di una 850 con targa parigina (*), fotografata nel novembre 2007 nel quartiere parigino di  Belleville.

Siccome oscurare la targa di una treggia è come oscurare il culo a una bella ragazza, per questa volta ho fatto  un'eccezione e ho oscurato le targhe degli altri mezzi di locomozione presenti nella foto. Cosi', giusto per non perdere la mano.



(*) Fino all'anno scorso era facile individuare il dipartimento di provenienza di un'auto immatricolata in Francia: il département (dipartimento, concetto che più o meno coincide con la provincia italiana), erano infatti le ultime due cifre a destra della targa posteriore (e, se non sbaglio, le prime due a sinistra di quella anteriore). Il dipartimento 75 dell'850 in figura è Parigi, unica città francese ad essere anche dipartimento a sé stante. Il dipartimento di cui fa parte Vincennes, dove vivo, è invece il 94.

Da aprile del 2009 la Comunità Europea ha imposto le targhe nuove anche in Francia, con notevole ritardo rispetto all'Italia (non chiedetemi il motivo): il dipartimento quindi è scomparso dal numero di immatricolazione dalla targa, ma è possibile farlo stampare in piccolo a fianco. La maggior parte dei francesi l'ha fatto. Non vi dico le polemiche che ci sono state l'anno scorso: molti erano contrari alle nuove targhe, che trovavano anonime e fredde.


sabato 2 gennaio 2010

Vecchie auto

Ogni volta che vado in Calabria rimango colpito dal numero di vecchie auto che si trovano in giro, sia abbandonate che perfettamente funzionanti, mantenute e circolanti.

Nel passato mi è capitato di fotografarle, ma mai pubblicarle, a parte forse un caso, nel blog. Dopo aver scoperto il blog Treggia's Blog: Vecchie Auto a Firenze del buon vecchio Riccardo Venturi, qualche settimana fa, ho deciso che d'ora in poi pubblichero' le foto che faro' ai vecchi mezzi di locomozione.

Certo, essendo io un uomo molto arido non avro' la fantasia di scriverci due righe di accompagnamento, quindi dovete accontetarvi del solo fatto di vederle.

Ecco gli esemplari che nella mia settimana calabrese natalizia hanno catturato me e l'obiettivo della mia macchina fotografica.


venerdì 1 gennaio 2010

Capodanno a Parigi

Secondo me il capodanno a Parigi è una chiavica, detto sic et simpliciter. Ci sono miliardi di persone per le strade, macchine dappertutto (ville voiture), i ristoranti ne approfittano alzando i prezzi, se sei sfortunato di prendi anche una bottigliata in testa da un ubriaco e soprattutto a livello comunale non organizzano quasi nulla. Certo, la città offre come sempre spettacoli teatrali, cinema, concerti di tutti i tipi, ma manca a mio avviso qualcosa all'aperto, come un concerto gratuito in piazza dove passare una bella serata. L'unica cosa che fanno per il 31 è chiudere al traffico gli Champs Elysées, "la più bella avenue del mondo" (io avrei da obiettare su questa definizione).

Quest'anno, in occasione del 120 anni della costruzione della Tour Eiffel, hanno organizzato uno spettacolo di luci proprio sulla torre.

Essendo io e Caroline ieri sera già a Parigi per un concerto alla chiesa di Saint Eustache (concerto deludente: la chiesa è gigantesca, gli strumenti non erano amplificati, quindi il volume della musica era bassissimo. Per non parlare del freddo polare), decidiamo di andare a vedere questo meraviglioso spettacolo di luci, evento molto pubblicizzato da una città che negli ultimi mesi ha paura di perdere il suo ruolo di capitale europea della cultura e del divertimento.

Ieri siamo usciti con i mezzi pubblici: non mi sarei mai fidato di guidare la Vespa nel traffico parigino del 31 dicembre.

Per arrivare da Châtelet, dove ci trovavamo dopo una buona cena a Le hangar, a Passy (16esimo) ci abbiamo messo più o meno un'ora: la metro 6 era blindatissima. Noi abbiamo dovuto attendere più o meno 5-6 treni a Etoile prima di poterci salire. I tizi della sicurezza della RATP, per evitare che tutti si riversassero sui treni, facevano accedere al binario solo un certo numero di persone per volta. Il resto degli umani aspettava per prendere uno dei treni successivi.
Chi stava in coda era pero' costretto ad aspettare in un corridoio stretto e basso della stazione della metro: tutti pressati l'uno contro l'altro.

Io, che sono un inguaribile ottimista, ho subito pensato che se fosse scoppiato un incendio saremmo morti tutti come topi, cercando di scavalcarci l'un l'altro verso l'uscita. E lo spettacolo di luci l'avremmo visto non sulla Tour Eiffel ma sui nostri corpi direttamente.

Va beh, arriviamo a spettacolo iniziato a Passy, più o meno di fronte alla Tour Eiffel illuminata con mille luci di mille colori. Il grosso problema è che il comune non ha pensato di chiudere neanche le strade di fronte alla torre, dove era facile immaginare si sarebbe accumulata la gente. Morale: vedevi lo spettacolo tra code e code di macchine che claxonavano ed emettevano i loro veleni direttamente nei nostri polmoni.

In questa città c'è la perfetta comunione tra pedoni ed auto, mai visto nulla di simile nella mia corta ed esimia esistenza.

Considerazioni automobilistiche a parte, lo spettacolo non era nulla di eccezionale. A parte qualcuno (per es. il conto alla rovescia per la mezzanotte), i giochi di luce erano un po' banali. Ho letto stamattina che c'era anche della musica, ma noi non ce ne siamo accorti :-)

Non un brutto spettacolo, sia chiaro, pero' mi sarei aspettato di più, soprattutto dopo tutta la pubblicità che ne hanno fatto.

Come fuochi d'artificio, poi, hanno fatto quattro porcherie in croce, una vera delusione. I fuochi artificiali di Bianco (RC), per esempio, di ferragosto battono quelli della Tour Eiffel 100 ad 1.


Io l'ho sempre detto di persona ai miei amici, ed ora lo dico anche nel blog: Parigi è una splendida città, ma il capodanno a Parigi è una di quelle leggende che si alimenta senza alcun fondamento anno dopo anno. Se volete venire a Parigi fatelo in altri periodi, come maggio, quando i parchi e i giardini sono stupendi, il clima mite e le giornate lunghe. Oppure in settembre ottobre, quando la città diventa maledettamente malinconica e affascinante. Lasciate assolutamente perdere il mese di dicembre, quando ci sono più auto che pedoni, quando non si riesce a camminare dalle persone che affollano i marciapiedi e i negozi.

P.S. per essere sinceri del tutto, bisogna dire che a livello di trasporti Parigi è sempre meglio organizzata per l'ultimo dell'anno. Ogni anno sono sempre di più le linee della metro che viaggiano fino a notte fonda, oltre gli orari di chiusura abituali: ed in più i mezzi pubblici per la notte del 31 sono gratuiti.
Ieri notte addirittura la RER A ha viaggiato tutta la notte, senza un attimo di pausa. Queste penso sia ottime iniziative, che cercano di limitare il flusso d'auto verso la capitale (il 31 tutta la periferia o quasi si riversa nella città) e sopratutto gli incidenti d'auto.

giovedì 31 dicembre 2009

L'alcool fa male, molto male.

Un ragazzo di 25 anni, sorpreso a rubare della birra in un Carrefour di Lione, è stato condotto in uno stanzino dagli addetti alla sicurezza del supermercato.

Qui un'asfissia meccanica dovuta alla compressione della gabbia toracica ha posto fine alla sua esistenza.

Buon anno a tutti e ricordate che l'abus d'alcool est dangereux pour la santé, à consommer avec modération, come ci ricordano le pubblicità di alcolici in Francia.

La notizia da Le Monde

Un homme de 25 ans est mort mardi 29 décembre à Lyon "par asphyxie mécanique" après avoir été interpellé dans un supermarché Carrefour par quatre vigiles, a indiqué mercredi le parquet. Le jeune homme, retenu par les agents de sécurité pour le vol de bouteilles de bière, est "mort d'une asphyxie mécanique par compression de la cage thoracique" et portait des hématomes "au bras et au front", selon les résultats de l'autopsie communiqués par le parquet de Lyon.

Les quatre agents, dont deux salariés de Carrefour et deux employés d'une société sous-traitante, ont vu leur garde à vue prolongée mercredi pour "violences volontaires aggravées ayant entraîné la mort sans intention de la donner" et seront déférés jeudi matin devant un juge d'instruction.
Les faits se sont déroulés lundi vers 18 heures 15, quand un jeune, "logé dans un foyer à Lyon", connu des services de police pour vol mais jamais condamné, a été arrêté alors qu'il était en train de voler des bouteilles de bière au supermarché Carrefour du quartier de la Part-Dieu. Trois agents ont emmené le jeune dans une salle de contrôle où il a été immobilisé en attendant l'arrivée de la police, cinquante minutes plus tard. Selon l'avocat de deux des agents de sécurité, "le jeune homme a été plaqué contre un mur, puis contre une table haute". Il a ensuite perdu connaissance en tentant de se dégager.

"SIMPLEMENT AHURISSANT"
Le procureur de la République de Lyon, qui a pu visionner les images de la vidéosurveillance du magasin a lui accablé les vigiles et parlé d'une arrestation trop musclée. "Sur les images on voit qu'il y a eu des échanges verbaux provocants", lors de l'intervention, raconte-t-il. Puis, "un vigile se lève, et le jeune [SDF] se prend un coup de poing dans le visage. Il commence à se rebiffer. C'est à partir de là que les quatre agents lui sautent dessus", poursuit le procureur "On les voit le coucher littéralement sur la table. (...) Ils étaient tous les quatre sur lui, c'était tout simplement ahurissant".
Mais les vigiles estiment être intervenus "de façon professionnelle, ce qui est confirmé par les enregistrements sonores du local de rétention", a assuré leur avocat. Aucun des quatre agents n'a jamais été condamné, "un casier judiciaire vierge étant requis à l'embauche" dans une société de sécurité, a rappelé le vice-procureur de Lyon.