sabato 20 luglio 2013

La dittatura Kurtz

 Dialogo colto al volo: 

 
 - Giovanni Paolo: Augusto, non dirlo a nessuno...Il terzo segreto di Fatima parla di un dittatore che governerà il mondo.

- Augusto: Giovannino, allora parlava sicuramente di me.

- Giovanni: no, la Madonna parlava di un certo Krups, Kurtz. I pastorelli non hanno ben capito.

lunedì 15 luglio 2013

Granité


- Salve, vorrei una Granité.
- La vuole con pannà o senza?

(Non bastava l'obbrobio della parola Panini (*) ad indicare, nella lingua francese, uno o più panini - sì, avete capito bene: un panino si dice un panini. Ora ci si aggiunge anche granité).

(*) Osservazione utile ai turisti che vengono a Parigi: un panini è un panino imbottito che prima di essere gustato dev'essere scaldato, mentre il sandwich è un panino imbottito da mangiare così com'è - solitamente cattivo.
Una delle prime volte che sono andato in panetteria a comprare qualcosa da mangiare, ho chiesto una baguette con jambon (prosciutto): non c'è stato niente da fare, la tizia non capiva. Ho realizzato solo dopo che per loro la baguette è la baguette vuota, non può essere altro: la baguette imbottita diventa automaticamente un sandwich. Ah, l'elasticità....

sabato 13 luglio 2013

Vecchie auto: Fiat 126







Di 126 non se ne vedono tante a Parigi, e forse neanche in Italia: vederne 2 nello stesso pomeriggio nella villa Lumière è un fatto assai raro, capitatomi di recente.

domenica 7 luglio 2013

Pasta De Cecco: tempo di cottura? Aggiornamento al 30/08/2013

Ieri, facendo le consuete pulizie primaveribili negli scaffali del cibo, mi sono imbattuto in 2 misteri che definirei senza dubbio Lynchiani.

Pasta De Cecco, Penne rigate n. 41. Tempo di cottura della confezione a sinistra: 11mn. Tempo di cottura della confezione a destra: 12mn.

(Cliccare sulla foto per ingrandire se non ci credete).


Mistero numero 2: pasta di tipo Fusilli n. 34. Tempo di cottura della confezione a sinistra: 9mn. Tempo di cottura della confezione a destra: 12mn. Una differenza di ben 3 minuti, un'enormità in una pentola d'acqua bollente.


Dopo aver consultato parecchi esperti di cucina ed esorcisti, le spiegazioni più accreditate sono 3:

- una confezione, quella con il tempo più corto, è per il mercato italiano, mentre l'altra per il mercato francese, dove la pasta si mangia meno al dente;
- la pasta è stata comprata in momenti diversi, nel frattempo sono cambiati i processi di fabbricazione o i componenti: i tempi di cottura richiesti sono diversi;
- una delle due confezioni proviene da una dimensione parallela, dove i tempi sono più dilatati.

Altre idee?

Non chiedetemi di controllare, come ha già fatto qualcuno, il codice a barre della confezione: ho buttato le confezioni, e ho messo le paste dello stesso tipo in un barattolo di vetro.
Non sapendo quale tempo di cottura applicare, penso che d'ora in poi mangerò la pasta cruda.

AGGIORNAMENTO DEL 30/08/2013

Un grande grazie ad Auramaga che si è presa la briga di fare le ricerche in rete e scoprire l'arcano. Ecco ciò che ha scoperto:

https://www.facebook.com/PastaDeCecco?filter=2

" we revised the cooking times on the new packages of all the product lines to adapt them to the trend recently noticed in the preferences of consumers and restaurateurs for a product more and more “al dente”. Soon on the packages will be shown the double cooking time ( traditional cooking time – “al dente” cooking time) to offer to the consumer/customer a useful additional information. This revising, however, does not injure the typical characteristics of our product, which preserves the excellent property of staying firm when cooked, a standard consistence and elasticity, the absence of flaking, the fragrant smell and an excellent regrowth.
However, we want to clarify that the preferences regarding the cooking of pasta are subjective as they depend on the personal taste.
Ref. 13/SB"


giovedì 27 giugno 2013

Vecchie auto: Oldsmobile Cutlass Supreme 1973




Un po' fuori luogo nelle piccole stradine del quartiere Odéon (oltre ad essere parcheggiata molto male), questa vecchia Oldsmobile di cui non ho preso nota del modello: pensavo infatti che dalla foto posteriore sarei riuscito a risalire al modello. Purtroppo la bassa definizione della foto non mi permette di leggere il nome del modello, anche ingrandendo al massimo la foto :-(

Fortunatamente mi è venuta in aiuto Paola, che nei commenti di questo post ha indicato il modello in questione, con tanto di riferimento fotografico. 

Sarà per il fatto che per me le macchine americane sono esotiche, sarà che ho passato una parte della mia vita ad ascoltare le canzoni di Springsteen, ambientate sovente in macchina: in ogni caso, queste monumentali auto in me suscitano un certo fascino.

domenica 23 giugno 2013

Come essere un turista felice a Parigi

Parigi non è di sicuro tra le città più accoglienti al mondo: sono molti i turisti che, pur avendo apprezzato enormemente la città, sono rimasti eternamente delusi dalla maleducazione del personale che si occupa dei turisti, in primis i camerieri.
Sono il primo a dire che nelle mie peregrinazioni turistiche nel mondo ho raramente trovato personale poco accogliente come quello parigino: quando ci vivi da tanto tempo ci fai il callo e non ci fai più caso, ma quando vai in altre città ti scontri piacevolmente con delle gentilezze e attenzioni che a Parigi sono rare. Per vostra informazione personale, il personale più maleducato io l'ho trovato a Bruges, orribile cittadina belga dove mi sono recato qualche anno fa in vacanza.

E' di questi giorni la notizia che la camera di commercio della Villa Lumière ha invitato il personale che tratta con i turisti ad essere più gentile, distribuendo degli opuscoli con le traduzioni delle frasi più comuni in molte lingue.

Ci sono però alcune regole non scritte che possono aiutare il turista a sentirsi a suo agio in questa città, regole che solo l'esperienza può insegnare. E siccome vivo in questa città da 9 anni, mi permetto di suggerirvene alcune.

1) Quando si entra in un posto dire sempre Bonjour o Bonsoir. E quando si esce accennare un Au revoir o Bonne journée/Soirée.
I francesi sono molto attaccati alla loro lingua, apprezzano lo sforzo da parte del turista di parlare il francese. E sono anche formali, per cui è sempre corretto salutare quando si entra e si esce dai locali.

2) Quando entrate in un bar/brasserie/ristorante non sedetevi di vostra iniziativa: aspettate che il cameriere venga verso di voi, vi chieda se volete mangiare o solo prendere un bicchiere, e poi accomodatevi dove lui vi indica, anche se la sua scelta può apparirvi del tutto illogica (perché con tutto il locale vuoto mi ha messo nel posto più sfigato?).

3) Acqua. Molti turisti, soprattutto italiani, rimangono colpiti dal prezzo esorbitante dell'acqua. In zone centrali capita di pagare mezzo litro di San Pellegrino anche 5-6€. Il turista però non sa che è suo diritto chiedere una caraffa di acqua del rubinetto e che questa è gratis: lo impone la legge. Chiedete quindi sempre una caraffe d'eau (pronuncia: " iun caraf d'o ") e vedrete che il vostro conto al bar/ristorante sarà sensibilmente più basso.

4) Merci, pardon. Il popolo francese è mediamente formale. Se qualcuno vi pesta un piede per strada, chiedete pardon: anche il calpestatore farà lo stesso. In ascensore fate sempre uscire l'altra persona, che farà lo stesso con voi, causando quindi un deadlock, la cui conseguenza è che passerete il resto dei vostri giorni in ascensore.
Quando vi portano il piatto che avete chiesto, dite Merci. Quando vi portano il conto dite Merci, anche se dentro di voi starete bestemmiando.

5) Scale mobili della metro. Come scritto più volte, i parigini sembrano girare a 33 giri mentre il resto del mondo gira a 78: le file al supermercato, per esempio, sono particolarmente snervanti, così come quelle alla panetteria. Snervanti per noi, per loro sono un rito irrinunciabile che accettano con rassegnazione fatalista.

Eppure ci sono delle situazioni in cui il parigino sembra avere una fretta del diavolo e che da un secondo perso possa dipendere la sorte del mondo intero: parlo in particolar modo delle scale mobili che permettono di accedere alle metro o alle RER (treni interregionali che servono Parigi e la periferia. A proposito, RER si pronuncia più o meno così: er o er). Dunque, la regola d'oro sulle scale mobili è di tenere la vostra destra in modo da lasciar passare sulla sinistra quelli che hanno più fretta di voi, praticamente tutti.
Questa regola è indispensabile se volete non ricevere insulti ogni 30
secondi.

NB. Metro in francese è maschile, così come la RER (ma anche la Coca Cola, la Nutella, la vagina e tante altre cose. I differenti generi tra le due lingue mi porterebbero però fuori tema).

6) RER o metro? Se per andare da A a B potete scegliere la metro o la RER, scegliete senza indugiare la metro. Di solito i treni della metro sono più puliti (pardon, volevo dire meno sporchi) e in generale le stazioni sono meno tristi. Alcune stazioni della RER sono davvero squallide, per esempio quelle di Nation, di Auber e di Châtelet Les Halles. Quando possibile evitate le RER e le sue stazioni: me ne sarete grati.

Detto questo, buona vacanza a Parigi e cercate di non rovinarvi la vacanza o farvi una brutta impressione dei francesi tout-court per una cattiva esperienza con uno o più camerieri.

venerdì 21 giugno 2013

Vecchie auto: Jaguar XJS

Ho un debole per le vecchie Jaguar: trovo che con il passare del tempo acquistino un'eleganza eccezionale, una classe unica.

Di XJS ne avevo già fotografata una, purtroppo poco valorizzata da un brutto colore rosso acceso.

Il modello cabrio che vi presento qui sotto, invece, era impeccabile, lungo i quai della Senna, sotto un umido sole di giugno.



lunedì 17 giugno 2013

Parigi non è solo la città romantica

Parigi è anche questo: famiglie che dormono in strada con bambini piccoli. Sui grandi boulevard, lungo le vie del lusso (boulevard Saint Germain, Bastille, ...), avvolti nelle loro coperte intere famiglie si apprestano a passare la notte, con la loro prole.

Qualche giorno fa ho visto una madre con un bambino di pochi mesi, ad occhio ne avrà avuto al massimo 2: ed erano quasi le 10 di sera, tenendo conto che la notte a Parigi non è proprio caldissima.

Possibile che nessuno faccia niente per occuparsi di questi bambini? Questi genitori hanno diritto di privare i loro figli della salute, dell'istruzione, di una vita sociale, di farli vivere in condizioni cosi' pericolose? Io ho qualche dubbio: capisco quanto possa atroce per un genitore vedersi strappare il proprio bambino, ma il diritto del minore e dell'indifeso forse dovrebbe venire prima di ogni cosa.

Ognuno ha le proprie idee a proposito, e nessuna opinione è migliore di un'altra: io so solo che si stringe il cuore a vedere queste cose.