Accanto alla piazza Saint Germain des Prés si trova questo cinema monosala, dalla buona programmazione. In questo momento per esempio c'è il discreto Le concert.
La sala è grande, le poltrone comode e lo schermo medio - grande. L'audio non è un granché, anzi piuttosto impastato quando il volume è alto.
Il grosso problema di questo cinema è pero' lo scarso, se non assente, ricambio d'aria che rende l'aria della sala molto pesante da respirare. Inoltre, spesso fa molto caldo.
martedì 17 novembre 2009
Cinema a Parigi: Le Saint Germain des Prés.
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Cinema a Parigi
Un film: The imaginarium of Doctor Parnassus
Il dottor Parnassus gira per la città di Londra con un vecchio carrozzone, e in compagnia della figlia e di altri amici offre al rado pubblico uno spettacolo unico: entrare nella sua immaginazione varcando uno specchio magico.
All'alba del sedicesimo compleanno della figlia si presenta dal dottor Parnassus uno strano tipo, che Parnassus aveva incontrato qualche secolo prima, con la pretesa di prendere la bella ragazza. I due ingaggiano quindi una scommesa.
Ho trovato L'immaginari del dottor Parnassus perfetto: il mondo meraviglioso nel quale riesce a proiettarci è disegnato con molta cura e stupisce minuto dopo minuto. La storia, per quanto semplice, sta bene in piedi e la scelta degli attori è azzeccata. La cosa che più stupisce pero' è il mondo fantastico messo in scena da Gilliam.
Da vedere in un cinema con un grande schermo. Da non vedere in tv né in dvd: penso che perderebbe gran parte della sua magia.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
Un film: A religiosa portuguesa.
Link IMDB
Un'attrice francese di origini portoghese si reca per la prima volta nella sua vita a Lisbona per girare un film ispirato alle Lettere di una monaca portoghese. Durante le riprese incontra un bambino abbandonato dai genitori che vive con una signora che chiama zia, qualche uomo e una monaca con cui si intrattiene a parlare per una notte intera. La sua vita cambia.
Particolare questo film: i dialoghi ricordano quelli laconici e un surreali di Kaurismaki, la fotografia è molto curata e patinata e per finire l'immagine di Lisbona sembra quella di un'agenzia viaggi. Bizzarro anche il modo in cui sono filmati i dialoghi: invece del solito campo controcampo, l'attore che parla è inquadrato frontalmente e guarda nella macchina da presa.
A me nel complesso è piaciuto.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Un'attrice francese di origini portoghese si reca per la prima volta nella sua vita a Lisbona per girare un film ispirato alle Lettere di una monaca portoghese. Durante le riprese incontra un bambino abbandonato dai genitori che vive con una signora che chiama zia, qualche uomo e una monaca con cui si intrattiene a parlare per una notte intera. La sua vita cambia.
Particolare questo film: i dialoghi ricordano quelli laconici e un surreali di Kaurismaki, la fotografia è molto curata e patinata e per finire l'immagine di Lisbona sembra quella di un'agenzia viaggi. Bizzarro anche il modo in cui sono filmati i dialoghi: invece del solito campo controcampo, l'attore che parla è inquadrato frontalmente e guarda nella macchina da presa.
A me nel complesso è piaciuto.
Voto di Kurtz: cuoricino.
venerdì 6 novembre 2009
Un libro: L'osso di Dio
Di Cristina Zagaria.
Angela Donato abita nel catanzarese. A 17 anni scappa di casa per avere una propria vita, lontana dai genitori, e poco per volta viene a contatto con la 'ndrangheta. Ha storie con 'ndranghetisti, impara il codice mafioso, smercia liquori, gira armata, guida la macchina.
Con la nascita dei figli Angela si allontana dall'ambiente della 'ndrangheta e lavora molto per dare un futuro migliore del suo ai suoi 3 figli. I lavori più disprezzati: bidella, pulizie in casa dei ricchi e dei mafiosi. L'unico figlio maschio, Santino, dopo aver studiato con successo al liceo ad Assisi, decide di rientrare in Calabria.
Purtroppo Santo finisce in un brutto giro, che lo porterà alla morte prematura. Lupara bianca: fanno sparire qualcuno. Per i familiari niente di più atroce: in cuor tuo speri che la persona sia ancora viva, anche se il cervello ti dice che non lo è. Angela indaga per anni per dare una verità alla morte del figlio, o almeno per trovarne il cadavere per dargli una sepoltura dove andare a piangere.
Ho comprato questo libro per caso e svogliatamente, attratto forse solo dal fatto che parla della mia regione. Dopo averlo iniziato a leggere, pero', l'ho finito in due sole tirate.
Il libro non si sofferma tanto sulla descrizione dell'ambiente della 'ndrangheta, ma di più sulla bellissima figura di Angela, pronta a sfidare da sola (ha rifiutato la scorta) i grandi mafiosi della sua zona per amore del figlio morto. La storia è davvero coinvolgente, scritta con passione dalla giornalista Zagaria, che ha girato la Calabria insieme ad Angela per ricostruire la sua vita.
Qui un'intervista ad Angela, trasmessa da TG3 Calabria.
Ristoranti e bar a Parigi: Café dell'Olympia.
2 Boulevard Madeleine, 75009 Paris
A due passi dal teatro dell'Olympia si trova questo café, dove mi sono recato domenica a pranzo, costretto a fermarmi nel primo posto aperto da una fastidiosa pioggia.
10€ un croque madame (pane con formaggio, prosciuto e un uovo) con due foglie di lattuga di cui una avvizzita, 4.9€ una bottiglia di Coca Cola da 33cl.
Fosse stato un croque eccellente, avrei anche chiuso un occhio sul prezzo, ma oltre ad essere di qualità scadente era anche bruciato, e non poco.
Bagno alla turca fetido.
Com'è difficile mangiare bene in questa città quando vai a caso.
Come è difficile trovare un locale pubblico in questa città con il bagno al piano e non a -1: ma agli handicappati e alle persone con problemi a camminare non ci pensa nessuno?
A due passi dal teatro dell'Olympia si trova questo café, dove mi sono recato domenica a pranzo, costretto a fermarmi nel primo posto aperto da una fastidiosa pioggia.
10€ un croque madame (pane con formaggio, prosciuto e un uovo) con due foglie di lattuga di cui una avvizzita, 4.9€ una bottiglia di Coca Cola da 33cl.
Fosse stato un croque eccellente, avrei anche chiuso un occhio sul prezzo, ma oltre ad essere di qualità scadente era anche bruciato, e non poco.
Bagno alla turca fetido.
Com'è difficile mangiare bene in questa città quando vai a caso.
Come è difficile trovare un locale pubblico in questa città con il bagno al piano e non a -1: ma agli handicappati e alle persone con problemi a camminare non ci pensa nessuno?
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Ristoranti e bar a Parigi
Un film: (500) days of Summer
Link IMDB
Mk2 Bibliothéque. Certo che se qualcuno volesse farmi fuori saprebbe dove trovarmi.
Lui e lei: si incontrano e si innamorano. La loro coppia.
Potrei parafrasare il mio amico Jonny che defini' il film Matrix Uno spot della Nokia gonfiato a 90 minuti e definire 500 days of Summer Uno spot dell'Ikea gonfiato a 96 minuti. Penso che in questo film la tecnica della pubblicità indiretta (product placement per i fighi) abbia raggiunto uno dei suoi apici.
Al di là di questo, bisogna ammettere che il film in questione, in uscita in Italia a fine novembre, è simpatico e guardabile: nulla di più di una stereotipata storia di coppia, sia chiaro, pero' raccontata bene e con delle belle trovate registiche. Mi viene in mente per esempio quando lui dopo la rottura va ad una festa da lei. Lo schermo è diviso in due orizzontalmente: da una parte c'è l'attesa, come lui immaginava l'incontro (lei che gli si butta sulle braccia, che si entusiasma per il regalo, che non lo molla per tutta la serata), dall'altra la realtà, come le cose sono realmente andate (lei che lo saluta formalmente, che guarda il regalo senza troppo entusiasmo, lui in mezzo agli altri ospiti come una qualunque persona).
Se un giorno faro' un film sulla mia vita, cosa che tutto il mondo si augura, rubero' l'idea a questo regista. Da una parte dello schermo metto le attese degli spettatori, dall'altra cio' che volevo davvero raccontare.
Voto di Kurtz: più.
Mk2 Bibliothéque. Certo che se qualcuno volesse farmi fuori saprebbe dove trovarmi.
Lui e lei: si incontrano e si innamorano. La loro coppia.
Potrei parafrasare il mio amico Jonny che defini' il film Matrix Uno spot della Nokia gonfiato a 90 minuti e definire 500 days of Summer Uno spot dell'Ikea gonfiato a 96 minuti. Penso che in questo film la tecnica della pubblicità indiretta (product placement per i fighi) abbia raggiunto uno dei suoi apici.
Al di là di questo, bisogna ammettere che il film in questione, in uscita in Italia a fine novembre, è simpatico e guardabile: nulla di più di una stereotipata storia di coppia, sia chiaro, pero' raccontata bene e con delle belle trovate registiche. Mi viene in mente per esempio quando lui dopo la rottura va ad una festa da lei. Lo schermo è diviso in due orizzontalmente: da una parte c'è l'attesa, come lui immaginava l'incontro (lei che gli si butta sulle braccia, che si entusiasma per il regalo, che non lo molla per tutta la serata), dall'altra la realtà, come le cose sono realmente andate (lei che lo saluta formalmente, che guarda il regalo senza troppo entusiasmo, lui in mezzo agli altri ospiti come una qualunque persona).
Se un giorno faro' un film sulla mia vita, cosa che tutto il mondo si augura, rubero' l'idea a questo regista. Da una parte dello schermo metto le attese degli spettatori, dall'altra cio' che volevo davvero raccontare.
Voto di Kurtz: più.
domenica 1 novembre 2009
Inciviltà parigina.
Al tg italiano di regime TG1 di questa sera il corrispondente di Parigi ha spiegato di come tra gli utilizzatori del servizio Vélib, le biciclette messe a disposizione dai comuni di Parigi e banlieues, regni l'inciviltà: biciclette rubate, danneggiate, buttate nella Senna. Ed in effetti quando passo davanti ad una qualsiasi stazione di Vélib, è triste constatare come almeno il 50% delle biciclette non sia in buono stato, e quindi inutilizzabile.
Qui un articolo in italiano sull'argomento delle Vélib distrutte.
Ho sentito la notizia proprio mentre riflettevo su un'altra grande inciviltà con cui è facile scontrarsi a Parigi. Meno distruttiva, ma altrettanto fastidiosa e deprimente, per lo meno per me.
Negli ultimi due fine settimana sono uscito spesso con i mezzi pubblici in quanto avevo ospiti e mi sono accorto di una cosa a cui non avevo prestato molta attenzione nel passato: l'impressionante numero di persone che prende i mezzi pubblici, metro e RER, senza pagare il biglietto.
Non tanto a Parigi, dove già non è raro vedere ragazzi più o meno agili che scavalcano i tornelli o che ti si incollano dietro per passare con te nel tornello all'uscita o all'entrata della stazione, ma in periferia, dove il numero dei non paganti aumenta in modo esponenziale in funzione della distanza da Parigi.
Abitando a Vincennes, le mie osservazioni si riferiscono principalmente alle entrate/uscite della RER di questa città.
Ebbene, oggi ho accompagnato il mio amico Iena alla stazione della RER A della mia città: più precisamente ad un'entrata secondaria della stazione, più vicina a casa mia rispetto a quella principale.
Tra 6 persone che sono uscite dalla stazione, ho contato solo una donnina che è passata regolarmente con il suo abbonamento. Una persona su sei! Capisco che il campione è troppo piccolo per essere significativo e quindi a livello statistico non dice una mazza, pero' colpisce ugualmente.
Dovete sapere che in molte stazioni della metro/RER subito dopo i tornelli ci sono anche delle porte molto alte che si aprono quando il cittadino inserisce il suo biglietto nel lettore: in teoria queste porte dovrebbero scoraggiare chi viaggia senza biglietto, in quanto sono difficili da scavalcare a causa della loro altezza.
Qualcosa più o meno del tipo:
Difficile, ho scritto, ma non impossibile: molti ragazzi infatti si arrampicano come scimmie, con le quali condividono il quoziente intellettivo e la capacità di esprimersi, e scavalcano tornello e porta.
Ieri la scena più triste: stavo entrando alla stazione quando un tizio, che invece dalla stazione usciva, mi ha chiesto se la porta in vetro, che solitamente è usata da donne con passeggino o handicappati, fosse chiusa. Io gli ho risposto di si' e lui mi ha ribattuto che 'non è un problema'. Con una forte spallata ha aperto la porta e a momenti la buttava giù del tutto. Poi mi ha sorriso per sottolineare quanto il suo gesto fosse intelligente e furbo e per cercare un po' di complicità nel mio sguardo, che spero invece gli abbia trasmesso il mio senso di schifo.
Con lui una donna che rideva e rideva della scena come un'ebete ripetendo a voce alta 'la porta chiusa, non è un problema, ahahahahahha'.
Non so cosa ne pensate, ma io trovo questo genere di spettacolo molto triste: quando viene a mancare il rispetto per tutto cio' che è pubblico e usato anche dagli altri, a me prende una sorta di sfiducia nel genere umano. Lo so che nel mondo ci sono cose di molto peggiori, lo so che posso sembrare moralista a chi non mi conosce, pero' questo era il mio pensiero di oggi e l'ho espresso senza filtri.
Qui un articolo in italiano sull'argomento delle Vélib distrutte.
Ho sentito la notizia proprio mentre riflettevo su un'altra grande inciviltà con cui è facile scontrarsi a Parigi. Meno distruttiva, ma altrettanto fastidiosa e deprimente, per lo meno per me.
Negli ultimi due fine settimana sono uscito spesso con i mezzi pubblici in quanto avevo ospiti e mi sono accorto di una cosa a cui non avevo prestato molta attenzione nel passato: l'impressionante numero di persone che prende i mezzi pubblici, metro e RER, senza pagare il biglietto.
Non tanto a Parigi, dove già non è raro vedere ragazzi più o meno agili che scavalcano i tornelli o che ti si incollano dietro per passare con te nel tornello all'uscita o all'entrata della stazione, ma in periferia, dove il numero dei non paganti aumenta in modo esponenziale in funzione della distanza da Parigi.
Abitando a Vincennes, le mie osservazioni si riferiscono principalmente alle entrate/uscite della RER di questa città.
Ebbene, oggi ho accompagnato il mio amico Iena alla stazione della RER A della mia città: più precisamente ad un'entrata secondaria della stazione, più vicina a casa mia rispetto a quella principale.
Tra 6 persone che sono uscite dalla stazione, ho contato solo una donnina che è passata regolarmente con il suo abbonamento. Una persona su sei! Capisco che il campione è troppo piccolo per essere significativo e quindi a livello statistico non dice una mazza, pero' colpisce ugualmente.
Dovete sapere che in molte stazioni della metro/RER subito dopo i tornelli ci sono anche delle porte molto alte che si aprono quando il cittadino inserisce il suo biglietto nel lettore: in teoria queste porte dovrebbero scoraggiare chi viaggia senza biglietto, in quanto sono difficili da scavalcare a causa della loro altezza.
Qualcosa più o meno del tipo:
Difficile, ho scritto, ma non impossibile: molti ragazzi infatti si arrampicano come scimmie, con le quali condividono il quoziente intellettivo e la capacità di esprimersi, e scavalcano tornello e porta.
Ieri la scena più triste: stavo entrando alla stazione quando un tizio, che invece dalla stazione usciva, mi ha chiesto se la porta in vetro, che solitamente è usata da donne con passeggino o handicappati, fosse chiusa. Io gli ho risposto di si' e lui mi ha ribattuto che 'non è un problema'. Con una forte spallata ha aperto la porta e a momenti la buttava giù del tutto. Poi mi ha sorriso per sottolineare quanto il suo gesto fosse intelligente e furbo e per cercare un po' di complicità nel mio sguardo, che spero invece gli abbia trasmesso il mio senso di schifo.
Con lui una donna che rideva e rideva della scena come un'ebete ripetendo a voce alta 'la porta chiusa, non è un problema, ahahahahahha'.
Non so cosa ne pensate, ma io trovo questo genere di spettacolo molto triste: quando viene a mancare il rispetto per tutto cio' che è pubblico e usato anche dagli altri, a me prende una sorta di sfiducia nel genere umano. Lo so che nel mondo ci sono cose di molto peggiori, lo so che posso sembrare moralista a chi non mi conosce, pero' questo era il mio pensiero di oggi e l'ho espresso senza filtri.
martedì 27 ottobre 2009
Il ratto va di moda.
Qualche mese l'hanno trovato nella pizza.
In questi giorni invece nel pane.
In questi giorni invece nel pane.
Il topo inizia a diventare un elemento culinario ricercato in Francia. Sono convinto che tra qualche tempo nei ristoranti più prestigiosi potremo gustare un ottimo foie gras de rat.
lunedì 26 ottobre 2009
Una dedica.
A tutti i trans del mondo, che in questo momento sono nominati più volte al giorno per aggravare la posizione morale di un politicante.
mercoledì 21 ottobre 2009
Scoop sensazionali: il vento e il Papa
Neanche il tempo di riprendermi dallo sconvolgente ed emozionante servizio fotografico sulla berretta del Papa che vola, che già Repubblica on line pubblica un altro servizio fotografico di elevato valore.
I protagonisti sono ancora il vento e il Papa. Questo il link e questa una golosa anteprima:
I protagonisti sono ancora il vento e il Papa. Questo il link e questa una golosa anteprima:
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