Non so se leggete il mio blog, ma in ogni caso mi va di ringraziarvi di cuore.
Dunque, si racconta che Dio puni' Adamo ed Eva rendendoli mortali dopo il famoso peccato originale.
Il che ci fa presupporre che se A&E non avessero peccato sarebbero stati immortali, e con loro tutta la specie umana. L'idea dell'immortalità è sinceramente bellissima, il sogno di una buona parte della popolazione ed è anche alla base di parecchie storie di Dylan Dog.
Pero' andiamo con ordine e cerchiamo di capire se davvero l'immortalità estesa a tutta l'umanità sarebbe una bella cosa.
Dunque, vediamo qualche ragione a sfavore e favore dell'immortalità.
Svantaggi.
1. Se a partire da A&E tutti gli uomini fossero immortali a quest'ora sulla terra saremmo 634 miliardi di milioni di esseri umani (ho fatto il calcolo oggi nella pausa pranzo usando un algoritmo complessissimo). Già in molte città ci si lamenta che stiamo stretti, che mancano gli alloggi, che i nostri ragazzi a scuola sono in troppi per classe, che nella metro si sta pressati come le sardine, che le code agli ospedali sono lunghe. Immaginiamo cosa sarebbe il mondo con 634 miliardi di milioni di persone: certo, ci sarebbero più medici, più professori, più linee di metro, ma in ogni caso ci sono dei limiti fisici che non si possono superare. Come alimentare un numero enorme di persone, che è in aumento costante, sopratutto se le bestie e le piante sono mortali come lo sono ora (su questo Dio non ha detto molto)?
E l'acqua, questo bene preziosissimo? Dove la si prende l'acqua per tutti?
2. Le riunioni di famiglia sarebbero un vero casino. A Natale come fare a riunire una famiglia di migliaia e migliaia di persone? Estendendo il concetto, visto che proveniamo tutti da A&D, siamo tutti della stessa famiglia. Se proprio vogliamo ritrovarci tutti almeno una volta all'anno dove la trovi una sala per festeggiare il capodanno insieme per 634 miliardi di persone?
3. La comunicazione. Già la comunicazione tra persone di due generazioni diverse è difficile, immaginiamoci tra una persona nata 20 anni fa e una nata 45000 anni fa. Cosa minchia si raccontano? Uno gli parla di internet in wi-fi e l'altro di quando ha scoperto il fuoco? E il linguaggio? I termini? Le espressioni? Uno comunica con stile sms e l'altro facendo geroglifici sul muro. Ovvio che quello nato 45000 anni fa un pochino si sarà adeguato nel corso della sua vita, ma una differenza d'età e di formazione rimane ed è incolmabile.
4. Gli annunci di ricerca del lavoro sarebbero strani, per lo meno visti con i nostri occhi mortali. Cercasi persona con esperienza di 2500 anni nel campo del Project Management.
I CV sarebbero delle vere e proprie enciclopedie. Altro che racchiudere le proprie esperienze lavorative in una paginetta: se uno deve elencare tutto quello che ha fatto finora nella vita...
5. La pensione. Già bisognerebbe sapere se si lavora in eterno o no. Se si lavora in eterno, sappiate che l'immortalità è una bella fregatura: minchia, sarebbe peggio dell'inferno!!!
Se invece non si lavora in eterno, prima o poi bisogna andare in pensione. E vediamo chi sa calcolare quando anni lavorare prima di andare in pensione. E poi il sistema pensionistico esploderebbe: metti anche che prima della pensione devi lavorare 3000 anni. E per il resto? Come fa lo stato a pagarti la pensione per l'eternità?
6. La salute. D'accordo siamo immortali, ma in che condizioni? Continuiamo ad invecchiare ad infinitum o il processo di invecchiamento si ferma ad un certo punto? Se si ferma, a che punto si ferma? Si ferma quando siamo adulti, quando siamo vecchi, adolescenti? Perché se viviamo tutti in eterno con la salute di uno novantenne, altro che buco nel sistema sanitario. Sarebbe una catastrofe annunciata.
7. Il cibo. Supponiamo per un attimo che anche gli animali siano immortali, anche se di questo si sa poco. Cosa mangiamo? Quando scanniamo il maiale e quello non muore ma anzi se la ride alla faccia nostra, come dobbiamo reagire? Possiamo nutrirci di sole piante? E di notte d'estate, quando le zanzare ci assillano che facciamo? Vai tu a schiacchiare sul muro una zanzara immortale e poi ne riparliamo.
Vantaggi.
1. Non ci sarebbero più guerre. Come cazzo lo ammazzi il nemico? Se gli tiri una lancia e quello non muore come la fai la guerra? Se lanci dei missili intelligenti contro i civili e quelli non crepano, che continuiamo a fare?
2. Potrei comprarmi la moto ed andare a 450km/h in autostrada senza casco e parlando al cellulare durante la guida. Male che vada cosa puo' succedere...Morire? Ma neanche per scherzo!!! Certo, ci sono le malattie invalidanti, ma visto che si vive in eterno prima o poi qualcuno troverà il modo di guarire tutte le malattie. Basta aspettare qualche migliaio d'anni e tutto si risolve.
Ognuno ponderi vantaggi e svantaggi e ne tragga le conclusioni. Io sono a favore della mortalità ed è per questo che ringrazio di nuovo Adamo, Eva e anche il Serpente, che di tutta la combriccola di quei libri è sicuramente il più simpatico.
mercoledì 1 febbraio 2012
Grazie ad Adamo ed Eva
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domenica 15 gennaio 2012
Evasione fiscale a Parigi
Di evasione fiscale si parla molto poco in Francia. Si parla molto poco anche di altre cose, per esempio i morti sul lavoro, la violenza sulle donne. Se guardi un tg francese ti sembra che il mondo è meraviglioso: ti parlano dell'agricoltore del sud, delle ostriche della Bretagna, dei problemi economici degli altri paesi europei e tante altre cose brutte che pero' capitano solo in altre nazioni.
Eppure sono convinto che l'evasione fiscale in alcuni settori sia molto alta. Per esempio nelle consumazioni al bar al bancone. Oggi sono andato a fare una passeggiata con la Francese e abbiamo fatto sosta in più locali:
- abbiamo preso un felafel da portare via, per approfittare di un magnifico sole di gennaio. Di scontrino fiscale neanche l'ombra;
- abbiamo poi comprato una bottiglietta d'acqua in un bar. Vedi sopra;
- in un negozietto abbiamo comprato un aggeggio da 7.5€. Niente di nulla;
- infine abbiamo preso un gelato dal famoso Berthillon. La tizia che ci ha servito il gelato ha battuto qualcosa sulla cassa, ma non ci ha rilasciato nulla. Non so quanto lei ha battuto sulla macchinetta elettronica abbia qualche fine fiscale o meno, quindi su quest'ultimo caso non mi esprimo.
Insomma, su 4 posti 3 (o addirittura 4) non ci hanno fatto lo scontrino.
Diverso è il caso di consumazione al tavolo nei bar/ristoranti: in quel caso, bisogna essere sinceri, lo scontrino c'è in un un'alta percentuale di casi.
Eppure sono convinto che l'evasione fiscale in alcuni settori sia molto alta. Per esempio nelle consumazioni al bar al bancone. Oggi sono andato a fare una passeggiata con la Francese e abbiamo fatto sosta in più locali:
- abbiamo preso un felafel da portare via, per approfittare di un magnifico sole di gennaio. Di scontrino fiscale neanche l'ombra;
- abbiamo poi comprato una bottiglietta d'acqua in un bar. Vedi sopra;
- in un negozietto abbiamo comprato un aggeggio da 7.5€. Niente di nulla;
- infine abbiamo preso un gelato dal famoso Berthillon. La tizia che ci ha servito il gelato ha battuto qualcosa sulla cassa, ma non ci ha rilasciato nulla. Non so quanto lei ha battuto sulla macchinetta elettronica abbia qualche fine fiscale o meno, quindi su quest'ultimo caso non mi esprimo.
Insomma, su 4 posti 3 (o addirittura 4) non ci hanno fatto lo scontrino.
Diverso è il caso di consumazione al tavolo nei bar/ristoranti: in quel caso, bisogna essere sinceri, lo scontrino c'è in un un'alta percentuale di casi.
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domenica 8 gennaio 2012
Un film: Take shelter
Regia di Jeff Nichols
Curtis è un uomo onesto e felice: lavora in cantiere, ha una figlia, una bella moglie. Curtis inizia a fare dei sogni piuttosto inquietanti di notte, e di giorno ha sempre più spesso delle visioni. Il soggetto è sempre lo stesso: l'arrivo di un'enorme tempesta e minacciose trombe d'aria.
Un film potentissimo, con un Michael Shannon straordinario (a proposito, recuperatevi Bug, altra pellicola in cui recita divinamente) e una sequenza che a mio avviso merita di entrare nella storia (non vi dico quale è per non rovinarvi il film).
Seconda opera di Jeff Nichols, dopo Shotgun Stories di qualche anno fa.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Curtis è un uomo onesto e felice: lavora in cantiere, ha una figlia, una bella moglie. Curtis inizia a fare dei sogni piuttosto inquietanti di notte, e di giorno ha sempre più spesso delle visioni. Il soggetto è sempre lo stesso: l'arrivo di un'enorme tempesta e minacciose trombe d'aria.
Un film potentissimo, con un Michael Shannon straordinario (a proposito, recuperatevi Bug, altra pellicola in cui recita divinamente) e una sequenza che a mio avviso merita di entrare nella storia (non vi dico quale è per non rovinarvi il film).
Seconda opera di Jeff Nichols, dopo Shotgun Stories di qualche anno fa.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Un film: Shame
Regia di Steve McQueen
Brandon, un ragazzo di 30 anni di New York. La sua dipendenza patologica dal sesso, vero o virtuale che sia. L'arrivo della sorella: come cambia la vita di Brandon.
Steve McQueen, classe 1969, è uno dei registi più interessanti tra le nuove leve. Dopo lo splendido Hunger di qualche anno fa, uno dei film più duri e intensi degli ultimi tempi, in Shame filma in maniera impeccabile ed elegante una storia tragica, senza risparmiarci alcun particolare.
Per quelli che ritengono Ryan Gosling uno degli attori più promettenti: vedere Michael Fessbender, please, in Shame e Hunger. E poi capirete la differenza tra un belloccio (Ryan) e un grande attore belloccio (Michael).
Tra le cose più belle viste nel 2011 (seguirà nei prossimi giorni lista degli imperdibili 2011).
Colonna sonora molto varia, che spazia da pezzi dance a Bach ad alcuni coinvolgenti brani originali del compositore Harry Escott.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
Brandon, un ragazzo di 30 anni di New York. La sua dipendenza patologica dal sesso, vero o virtuale che sia. L'arrivo della sorella: come cambia la vita di Brandon.
Steve McQueen, classe 1969, è uno dei registi più interessanti tra le nuove leve. Dopo lo splendido Hunger di qualche anno fa, uno dei film più duri e intensi degli ultimi tempi, in Shame filma in maniera impeccabile ed elegante una storia tragica, senza risparmiarci alcun particolare.
Per quelli che ritengono Ryan Gosling uno degli attori più promettenti: vedere Michael Fessbender, please, in Shame e Hunger. E poi capirete la differenza tra un belloccio (Ryan) e un grande attore belloccio (Michael).
Tra le cose più belle viste nel 2011 (seguirà nei prossimi giorni lista degli imperdibili 2011).
Colonna sonora molto varia, che spazia da pezzi dance a Bach ad alcuni coinvolgenti brani originali del compositore Harry Escott.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
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lunedì 2 gennaio 2012
Un film: Mientras duermes
Regia di Jaume Balaguero'
César è un portinaio triste. E' uno degli uomini più tristi del mondo, che Marco Masini a confronto è un allegrone. Il problema di César è che è infastidito dalla felicità altrui, e fa di tutto per rendere gli altri tristi come lui. Soprattutto Clara, una bella inquilina, gli dà particolarmente fastidio, essendo una ragazza solare e perennemente allegra. E cosi' César fa delle cose poco ortodosse nei suoi confronti.
Nel complesso non è male, ma non è neanche un film che ricordi a vita o che ti inchioda alla sedia durante la visione (è un thriller, magari questo effetto dovrebbe farlo): la sceneggiatura ha almeno una leggerezza imperdonabile.
Interessante comunque l'ambientazione molto claustrofobica.
Voto di Kurtz: indifferente.
César è un portinaio triste. E' uno degli uomini più tristi del mondo, che Marco Masini a confronto è un allegrone. Il problema di César è che è infastidito dalla felicità altrui, e fa di tutto per rendere gli altri tristi come lui. Soprattutto Clara, una bella inquilina, gli dà particolarmente fastidio, essendo una ragazza solare e perennemente allegra. E cosi' César fa delle cose poco ortodosse nei suoi confronti.
Nel complesso non è male, ma non è neanche un film che ricordi a vita o che ti inchioda alla sedia durante la visione (è un thriller, magari questo effetto dovrebbe farlo): la sceneggiatura ha almeno una leggerezza imperdonabile.
Interessante comunque l'ambientazione molto claustrofobica.
Voto di Kurtz: indifferente.
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Indifferente
Un film: Hugo Cabret
Regia di Martin Scorsese.
Hugo Cabret è un bambino orfano, che vive clandestinamente alla stazione di Montparnasse a Parigi. Si occupa della manutenzione degli orologi della stazione ed è appassionato di meccanica. In particolare il suo sogno è poter riparare un automa che ha con sé, unico ricordo di suo padre.
Forse è il primo film in 3d che mi è piaciuto davvero tanto: ho trovato che la tecnologia 3d in Hugo Cabret sia veramente funzionale al mondo che Scorsese vuole creare.
La storia forse meritava qualche approfondimento, ma nel complesso questo difetto non impatta molto sul mondo meraviglioso (in tutti i sensi) del film.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
Hugo Cabret è un bambino orfano, che vive clandestinamente alla stazione di Montparnasse a Parigi. Si occupa della manutenzione degli orologi della stazione ed è appassionato di meccanica. In particolare il suo sogno è poter riparare un automa che ha con sé, unico ricordo di suo padre.
Forse è il primo film in 3d che mi è piaciuto davvero tanto: ho trovato che la tecnologia 3d in Hugo Cabret sia veramente funzionale al mondo che Scorsese vuole creare.
La storia forse meritava qualche approfondimento, ma nel complesso questo difetto non impatta molto sul mondo meraviglioso (in tutti i sensi) del film.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
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Annuncio immobiliare per famiglie numerose
Ero rimasto stupito, qualche mese fa, nel vedere un annuncio immobiliare di vendita di un appartamento di 7,14m quadrati.
Quei 7,14 metri quadrati oggi mi sembrano uno spazio immenso: ieri sera, passeggiando di fronte ad un'agenzia immobiliare, mi sono imbattuto in questo annuncio:
6metri quadrati da "rinfrescare" per 60 000€. Approfittatene.
Quei 7,14 metri quadrati oggi mi sembrano uno spazio immenso: ieri sera, passeggiando di fronte ad un'agenzia immobiliare, mi sono imbattuto in questo annuncio:
6metri quadrati da "rinfrescare" per 60 000€. Approfittatene.
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sabato 10 dicembre 2011
Un film: Les Neiges du Kilimandjaro
Regia di Robert Guédiguian
Michel lavora al porto di Marsiglia ed è un sindacalista. In tempo di crisi la società deve licenziare: Michel estrae a sorte un certo numero di nomi, tra cui il proprio.
Nonostante la perdita del lavoro Michel e la sua famiglia sono felici. Un giorno pero' subiscono una rapina. Michel scopre per caso il rapinatore e dei dubbi morali si insinuano nella famiglia.
Una storia raccontata bene, con uno stile minimalista.
Voto di Kurtz: più.
Michel lavora al porto di Marsiglia ed è un sindacalista. In tempo di crisi la società deve licenziare: Michel estrae a sorte un certo numero di nomi, tra cui il proprio.
Nonostante la perdita del lavoro Michel e la sua famiglia sono felici. Un giorno pero' subiscono una rapina. Michel scopre per caso il rapinatore e dei dubbi morali si insinuano nella famiglia.
Una storia raccontata bene, con uno stile minimalista.
Voto di Kurtz: più.
Un film: Bir Zamanlar Anadolu'da
Titolo francese: Il était une fois en Anatolie.
Regia di Nuri Bilge Ceylan
La lunga notte di un ispettore, dei poliziotti e un detenuto accusato di omicidio alla ricerca di maggiori informazioni sul delitto.
2 ore e 40mn di film turco con sottotitoli. Ero molto attratto da questo film, ma nello stesso tempo sentivo che avrebbe potuto essere molto pesante. Invece non lo è stato per nulla. La storia è piuttosto leggera, quasi inconsistente: sono le relazioni tra i personaggi e l'aspetto introspettivo che rendono interessante la pellicola. A livello di narrazione succede molto poco, infatti.
Il film è arricchito di una fotografia meravigliosa (il regista è anche fotografo, e si vede), soprattutto la lunga parte ambientata di notte.
Purtroppo la parte ambientata durante il giorno fa perdere al film un po' di compattezza e di fascino.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Regia di Nuri Bilge Ceylan
La lunga notte di un ispettore, dei poliziotti e un detenuto accusato di omicidio alla ricerca di maggiori informazioni sul delitto.
2 ore e 40mn di film turco con sottotitoli. Ero molto attratto da questo film, ma nello stesso tempo sentivo che avrebbe potuto essere molto pesante. Invece non lo è stato per nulla. La storia è piuttosto leggera, quasi inconsistente: sono le relazioni tra i personaggi e l'aspetto introspettivo che rendono interessante la pellicola. A livello di narrazione succede molto poco, infatti.
Il film è arricchito di una fotografia meravigliosa (il regista è anche fotografo, e si vede), soprattutto la lunga parte ambientata di notte.
Purtroppo la parte ambientata durante il giorno fa perdere al film un po' di compattezza e di fascino.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Un film: Donoma
Regia di Djinn Carrenard
L'evoluzione di 3 coppie tra Parigi e periferia.
Si parla molto di questo film in Francia perché è stato girato con 150€ (a detta del regista), con mezzi tecnici prestati e con attori volontari (amici del regista) non pagati.
Il risultato è davvero interessante: il film non è ovviamente perfetto, ma le imperfezioni sono ampiamente compensate dalla freschezza che si respira durante le 2 ore abbondanti. Le 3 storie stanno in piedi, sostenute in gran parte dai dialoghi, molti intensi e realistici. Ho trovate il modo di narrare la storia molto sincero ed alcune sequence poetiche.
Qualche informazione in più sul film qui.
PS. Grazie a questo film ho scoperto che i giovani delle periferie dicono Ci-mer per Merci.
Voto di Kurtz: cuoricino.
L'evoluzione di 3 coppie tra Parigi e periferia.
Si parla molto di questo film in Francia perché è stato girato con 150€ (a detta del regista), con mezzi tecnici prestati e con attori volontari (amici del regista) non pagati.
Il risultato è davvero interessante: il film non è ovviamente perfetto, ma le imperfezioni sono ampiamente compensate dalla freschezza che si respira durante le 2 ore abbondanti. Le 3 storie stanno in piedi, sostenute in gran parte dai dialoghi, molti intensi e realistici. Ho trovate il modo di narrare la storia molto sincero ed alcune sequence poetiche.
Qualche informazione in più sul film qui.
PS. Grazie a questo film ho scoperto che i giovani delle periferie dicono Ci-mer per Merci.
Voto di Kurtz: cuoricino.
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