In questo periodo ho una fissazione: cambiare cellulare. Come tutti i piccoli borghesi, aspiro al modello più recente e performante sul mercato, ben conscio che nell'uso quotidiano sfruttero' solo il 10% delle prestazioni del nuovo acquisto. Il modello più recente e performante sul mercato è ovviamente il Samsung S3, il cui costo non è indifferente.
In genere ci sono varie soluzioni per possedere l'oggetto del desiderio:
1) rubarlo
2) comprarlo su internet
3) comprarlo in un negozio tradizionale
Essendo di natura poco lesto e astuto, ho deciso di lasciare perdere l'opzione 1), che si confà a persone più sveglie di me. Mi rimane quindi l'acquisto.
Mi sono molto documentato in rete su questo cellulare, ho visto le prove comparative con altri modelli, ho letto i commenti degli utenti. Prima di acquistarlo, pero', mi piacerebbe prenderlo in mano, provare a metterlo in tasca, accenderlo e vedere se mi piace veramente. E' per questo motivo che oggi pomeriggio (*) mi sono recato da Boulanger a Rosny sous Bois, un enorme negozio di elettronica.
Recatomi al reparto telefonia ho chiesto di una persona che si occupasse di telefonia: dopo circa 10mn arriva lemme lemme una tizia con gli occhiali che mi dice che mi puo' vendere l'S3 ma non farmelo vedere né esposto (non ne tengono uno esposto perché i bambini ci giocano e lo scassano oppure perché i ladri lo rubano) e né farmelo vedere in funzione perché non hanno esemplari di test e perché una volta acceso un telefono non possono venderlo come nuovo. Il che mi sembra giusto e corretto nei confronti dei consumatori.
Le ho chiesto pero' anche quale fosse il valore aggiunto di comprare un telefono in negozio piuttosto che su internet, visto che non lo si puo' né vedere né provare: la tizia mi ha risposto che in negozio è possibile fare l'assicurazione, fare gli abbonamenti con i gestori telefonici e poi c'è il servizio post vendita. Sull'assicurazione non posso ribattere perché non me ne sono mai interessato, ritenendola io una cosa da polli; sugli abbonamenti con i gestori telefonici, posso assicurarvi che si possono fare benissimo su internet e sul servizio post vendita delle grandi catene ho seri dubbi, sopratutto dopo aver visto una puntata della trasmissione Envoyé spécial dedicata a questo argomento.
Non ho potuto vedere com'è 'sto telefono, neanche esteticamente: non ho potuto accertarmi se è più bello in bianco o in blu. Non ho potuto constatare se le sue dimensioni sono esagerate, se in tasca dà fastidio o altro. La visita al negozio è stata completamente inutile.
Per concludere: comprare il telefono su internet mi costa 600€, in negozio 649€. Vantaggi del negozio rispetto all'acquisto su internet dal mio punto di vista: nessuno. Indovinate dove comprero' il telefono?
Viva internet, e che i negozi che non apportano nessun valore aggiunto al cliente chiudano tutti. E che al loro posto ci piantino 4 alberi.
(*) Qualcuno si starà chiedendo come sia possibile sprecare una domenica pomeriggio in piena estate in un negozio di elettronica piuttosto che stare buttati su un parco a leggere un libro e bere una birra. La risposta sta nel tempo, in questo 24 giugno 2012 parigino: 14 gradi, cielo grigio, pioggerellina costante.
domenica 24 giugno 2012
Il valore aggiunto del negozio
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martedì 19 giugno 2012
La virgola dopo il perché in una frase interrogativa
Dialogo 1:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché domani non vieni al cinema con noi?
- Perché non mi interessa il film.
Dialogo 2:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché, domani non vieni al cinema con noi?
- No, non penso.
Ecco come una semplice virgola dopo il perché può cambiare il senso di una domanda. Eppure molti la dimenticano questa benedetta virgola e quando scrivono invece di fare la domanda del dialogo 2 fanno la domanda del dialogo 1.
Antipatici.
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché domani non vieni al cinema con noi?
- Perché non mi interessa il film.
Dialogo 2:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché, domani non vieni al cinema con noi?
- No, non penso.
Ecco come una semplice virgola dopo il perché può cambiare il senso di una domanda. Eppure molti la dimenticano questa benedetta virgola e quando scrivono invece di fare la domanda del dialogo 2 fanno la domanda del dialogo 1.
Antipatici.
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giovedì 7 giugno 2012
Un film: De rouille et d'os
Regia di Jacques Audiard
Ali e Sam, padre e figlio, poveri in canna e senza una dimora, si trasferiscono dal nord al sud della Francia, ospiti dalla sorella di Ali. Qui lui trova un lavoro come buttafuori in una discoteca, dove incontra la bella Stéphanie. Dopo un po' di tempo questa ha un brutto incidente sul lavoro e rimane senza gambe. Le loro vite si incrociano e continuano.
Con una storia simile Audiard, già regista de Un prophète, è riuscito a non farne un mélo, e già non è poco. Anzi, il regista mantiene le distanze dai personaggi e dalla storia, probabilmente per far emergere altri aspetti della realtà che descrive (gli esclusi, vuoi per ragioni economiche/sociali vuoi per un handicap fisico) e ci riesce benissimo. L'attore principale Matthias Schoenaerts, già visto nell'eccezionale Bullhead, conferma la sua grande presenza scenica e bravura.
C'è una scena meravigliosa: Stéphanie ritorna dalle sue amate orche e ne guarda una da dietro il vetro.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Ali e Sam, padre e figlio, poveri in canna e senza una dimora, si trasferiscono dal nord al sud della Francia, ospiti dalla sorella di Ali. Qui lui trova un lavoro come buttafuori in una discoteca, dove incontra la bella Stéphanie. Dopo un po' di tempo questa ha un brutto incidente sul lavoro e rimane senza gambe. Le loro vite si incrociano e continuano.
Con una storia simile Audiard, già regista de Un prophète, è riuscito a non farne un mélo, e già non è poco. Anzi, il regista mantiene le distanze dai personaggi e dalla storia, probabilmente per far emergere altri aspetti della realtà che descrive (gli esclusi, vuoi per ragioni economiche/sociali vuoi per un handicap fisico) e ci riesce benissimo. L'attore principale Matthias Schoenaerts, già visto nell'eccezionale Bullhead, conferma la sua grande presenza scenica e bravura.
C'è una scena meravigliosa: Stéphanie ritorna dalle sue amate orche e ne guarda una da dietro il vetro.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Un film: Prometeus
Regia di Ridley Scott
2093: un'équipe di esseri umani si reca in un pianeta lontano per scoprire chi ci ha creati e perché. Il pianeta non è poi cosi' ospitale.
Il film pone mille domande ma non fornisce nessuna risposta: non che mi aspettassi di scoprire l'origine dell'uomo da un'opera di Ridley Scott, pero' non è neanche bello fare un film di questo tipo che preannuncia altri seguiti.
L'ambientazione non è malaccio (le immagini del pianeta inospitale sono molto belle), ma per il resto da bocciare: in particolare, i personaggi sono bidimensionali e la storia volutamente confusa.
Poi vabbè, non ci soffermiamo sulle incoerenze che fanno ridere: nel film si vede una macchina capace di fare qualsiasi tipo di operazione sul corpo umano (compreso un parto cesareo) senza alcun intervento manuale. Pero' a distanza di qualche minuto si vedono gli umani che si difendono....con un lanciafiamme! Nel 2093 non c'è niente di più sofisticato di un lanciafiamme per la difesa personale?
Voto di Kurtz: meno.
2093: un'équipe di esseri umani si reca in un pianeta lontano per scoprire chi ci ha creati e perché. Il pianeta non è poi cosi' ospitale.
Il film pone mille domande ma non fornisce nessuna risposta: non che mi aspettassi di scoprire l'origine dell'uomo da un'opera di Ridley Scott, pero' non è neanche bello fare un film di questo tipo che preannuncia altri seguiti.
L'ambientazione non è malaccio (le immagini del pianeta inospitale sono molto belle), ma per il resto da bocciare: in particolare, i personaggi sono bidimensionali e la storia volutamente confusa.
Poi vabbè, non ci soffermiamo sulle incoerenze che fanno ridere: nel film si vede una macchina capace di fare qualsiasi tipo di operazione sul corpo umano (compreso un parto cesareo) senza alcun intervento manuale. Pero' a distanza di qualche minuto si vedono gli umani che si difendono....con un lanciafiamme! Nel 2093 non c'è niente di più sofisticato di un lanciafiamme per la difesa personale?
Voto di Kurtz: meno.
giovedì 31 maggio 2012
Foto della Nuova Zelanda
Ci ho messo 3 mesi ma alla fine ce l'ho fatta: le foto del viaggio neozelandese, con breve commento su ogni foto, sono finalmente online su Picasa Web a questo indirizzo.
170 foto selezionate e leggermente sistemate (ritaglio, contrasto, luminosità, saturazione, ...) tra più di 1200 foto totali.
Scattate con Canon 600D e obiettivo Tamrom 18-270.
170 foto selezionate e leggermente sistemate (ritaglio, contrasto, luminosità, saturazione, ...) tra più di 1200 foto totali.
Scattate con Canon 600D e obiettivo Tamrom 18-270.
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mercoledì 23 maggio 2012
L'airone Pippo
Sabato scorso a Camogli ho fotografato questo simpatico airone, che se ne stava bello appollaiato su una barca a mangiare i rimasugli di pesce.
Tornato a casa ho fatto delle indagini e ho scoperto che Pippo, l'unico airone di Camogli, è una celebrità.
Tornato a casa ho fatto delle indagini e ho scoperto che Pippo, l'unico airone di Camogli, è una celebrità.
giovedì 10 maggio 2012
Vecchie auto: Renault 5 SR
Non è raro vedere una R5, ma è raro vederla tenuta cosi' bene e pulita, come appena uscita dalla fabbrica.
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mercoledì 9 maggio 2012
Vecchie auto: Wolseley Hornet Mk III
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martedì 8 maggio 2012
Un po' di Parigi
Montmartre
Belleville.
"Si impara più da una notte bianca che da un anno di sonno".
Ancora Belleville.
Belleville.
"Si impara più da una notte bianca che da un anno di sonno".
Ancora Belleville.
lunedì 7 maggio 2012
Un po' di film
Miss Bala, di Gerardo Naranjo
Messico, regione della Bassa California. Una bella 23 enne, Laura, incrocia casualmente il suo cammino con quello di una banda di malviventi. Non è una vita facile in Messico, tra criminali e polizia corrotta.
Classico film che ti fa perdere qualsiasi sprazzo di speranza nel genere umano.
Voto di Kurtz: più.
The policeman, di Nadav Lapid
Prima parte: la vita di un gruppo di ragazzi appartenenti ad una squadra speciale della polizia israeliana. Birre, racconti tra amici, barbacue.
Seconda parte: la vita di un gruppo di ragazzi rivoluzionari che organizzano un piano per denunciare agli occhi di tutti le ingiustizie di Israele (a detta loro il paese occidentale dove maggiore è lo scarto tra ricchi e poveri).
Terza parte: i due gruppi di ragazzi si incontrano? In quale occasione?
Regia molto decisa, buona la storia. Penalizzante la recitazione di alcuni attori (la ragazza rivoluzionaria in primis). La fine è molto toccante.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Avengers, di Joss Whedon
Supereroi.
Molti amici mi accusano di andare a vedere solo film noiosi, lenti e poco scorrevoli. Ci tengo a precisare che un film lento non è sinonimo di film noioso. Io per esempio, nel mio piccolo, trovo eternamente più noioso un film come Avengers, dove l'azione non manca di certo. Il problema è che c'è solo dell'azione, coniugata con tanti effetti speciali che dopo 30 secondi stai già sbadigliando.
Confesso che se non fossi stato in compagnia mi sarei alzato e me ne sarei andato.
Voto di Kurtz: meno.
Le prénom, di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte.
Parigi, tempi moderni. Una cena tra amici e familiari.
Simpatico, brillante. Forse un po' lungo, ma nel complesso piacevole.
Voto di Kurtz: più.
Margin Call, di J.C. Chandor
Trailer disattivato (che cazzoni, perdono della pubblicità gratuita), ma visualizzabile qui.
New York, qualche anno fa. La lunga notte all'interno di una grossa società di investimento, dopo la scoperta casuale che i titoli posseduti dalla società valgono più o meno come della spazzatura.
Incalzante, ottimo ritmo, buoni attori (Stanley Tucci su tutti).
Voto di Kurtz: cuoricino.
Tyrannosaur, di Paddy Considine
Glasgow, vite ai margini. Lui è un vecchio violento, solo e dedito all'alcool e alle scommesse, lei una donna timorata di Dio dalla vita non facile.
Intenso, bella storia, ottima interpretazione di Peter Mullan.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
Two days in New York, di Julie Delpy
Julie è francese e vive a New York con il ragazzo. Il papà di lei e altri parenti si recano a New York per fare visita alla ragazza.
Mentre Two days in Paris presentava qualche sprazzo di simpatia, tutta giocata sui luoghi comuni, l'ultimo film della Delpy è completamente piatto e poco divertente. Senza interesse, se non per la piccola interpretazione di Vincent Gallo.
Voto di Kurtz: indifferente.
Twixt, di Francis Ford Coppola.
Uno scrittore giunge in una sperduta cittadina e si appassiona ad una serie di delitti avvenuti in zona.
Diciamocelo chiaramente: senza FF Coppola e il suo Apocalypse Now io non esisterei. Si', so bene che Kurtz viene da un libro (che ho provato a leggere ma non ce l'ho fatta), pero' è che con il vecchio film di Coppola che ho scoperto di esistere. Essere impietoso con un suo film non mi va proprio, sopratutto considerando l'ottimo Tetro, film tanto intenso quanto poco distribuito.
Tuttavia è veramente difficile per me salvare Twixt: l'ho trovato confuso a livello di narrazione, con i troppi piani che si sovrappongono (sogno, realtà, passato, presente, ...). Anche un po' noioso, se devo essere sincero.
Certo, alcune cose sono belle, sopratutto le scene notturne desaturate, ma nel complesso Twixt mi ha deluso parecchio.
Voto di Kurtz: indifferente.
Messico, regione della Bassa California. Una bella 23 enne, Laura, incrocia casualmente il suo cammino con quello di una banda di malviventi. Non è una vita facile in Messico, tra criminali e polizia corrotta.
Classico film che ti fa perdere qualsiasi sprazzo di speranza nel genere umano.
Voto di Kurtz: più.
The policeman, di Nadav Lapid
Prima parte: la vita di un gruppo di ragazzi appartenenti ad una squadra speciale della polizia israeliana. Birre, racconti tra amici, barbacue.
Seconda parte: la vita di un gruppo di ragazzi rivoluzionari che organizzano un piano per denunciare agli occhi di tutti le ingiustizie di Israele (a detta loro il paese occidentale dove maggiore è lo scarto tra ricchi e poveri).
Terza parte: i due gruppi di ragazzi si incontrano? In quale occasione?
Regia molto decisa, buona la storia. Penalizzante la recitazione di alcuni attori (la ragazza rivoluzionaria in primis). La fine è molto toccante.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Avengers, di Joss Whedon
Supereroi.
Molti amici mi accusano di andare a vedere solo film noiosi, lenti e poco scorrevoli. Ci tengo a precisare che un film lento non è sinonimo di film noioso. Io per esempio, nel mio piccolo, trovo eternamente più noioso un film come Avengers, dove l'azione non manca di certo. Il problema è che c'è solo dell'azione, coniugata con tanti effetti speciali che dopo 30 secondi stai già sbadigliando.
Confesso che se non fossi stato in compagnia mi sarei alzato e me ne sarei andato.
Voto di Kurtz: meno.
Le prénom, di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte.
Parigi, tempi moderni. Una cena tra amici e familiari.
Simpatico, brillante. Forse un po' lungo, ma nel complesso piacevole.
Voto di Kurtz: più.
Margin Call, di J.C. Chandor
Trailer disattivato (che cazzoni, perdono della pubblicità gratuita), ma visualizzabile qui.
New York, qualche anno fa. La lunga notte all'interno di una grossa società di investimento, dopo la scoperta casuale che i titoli posseduti dalla società valgono più o meno come della spazzatura.
Incalzante, ottimo ritmo, buoni attori (Stanley Tucci su tutti).
Voto di Kurtz: cuoricino.
Tyrannosaur, di Paddy Considine
Glasgow, vite ai margini. Lui è un vecchio violento, solo e dedito all'alcool e alle scommesse, lei una donna timorata di Dio dalla vita non facile.
Intenso, bella storia, ottima interpretazione di Peter Mullan.
Voto di Kurtz: doppio cuoricino.
Two days in New York, di Julie Delpy
Julie è francese e vive a New York con il ragazzo. Il papà di lei e altri parenti si recano a New York per fare visita alla ragazza.
Mentre Two days in Paris presentava qualche sprazzo di simpatia, tutta giocata sui luoghi comuni, l'ultimo film della Delpy è completamente piatto e poco divertente. Senza interesse, se non per la piccola interpretazione di Vincent Gallo.
Voto di Kurtz: indifferente.
Twixt, di Francis Ford Coppola.
Uno scrittore giunge in una sperduta cittadina e si appassiona ad una serie di delitti avvenuti in zona.
Diciamocelo chiaramente: senza FF Coppola e il suo Apocalypse Now io non esisterei. Si', so bene che Kurtz viene da un libro (che ho provato a leggere ma non ce l'ho fatta), pero' è che con il vecchio film di Coppola che ho scoperto di esistere. Essere impietoso con un suo film non mi va proprio, sopratutto considerando l'ottimo Tetro, film tanto intenso quanto poco distribuito.
Tuttavia è veramente difficile per me salvare Twixt: l'ho trovato confuso a livello di narrazione, con i troppi piani che si sovrappongono (sogno, realtà, passato, presente, ...). Anche un po' noioso, se devo essere sincero.
Certo, alcune cose sono belle, sopratutto le scene notturne desaturate, ma nel complesso Twixt mi ha deluso parecchio.
Voto di Kurtz: indifferente.
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