giovedì 18 giugno 2009

Telefonia mobile francese.

Dopo 5 anni di permanenza in Francia, posso affermare con enfasi e senza rischio di smentite che la qualità della telefonia mobile francese è inferiore a quella italiana.

Non mi lancio in confronti tra i prezzi tra la telefonia dei due paesi: quella francese è basata sull'abbonamento più che sulle prepagate (che sono delle vere fregature come costi e durata della ricarica - per es. 3 mesi per 35€ di ricarica) a differenza di quella italiana, quindi i due sistemi sono difficilmente comparabili (nel complesso, comunque, in Francia si spende di più in moltissimi casi).

Tornando alla qualità e ai servizi, scordatevi tutti quei bei gadget gratuiti del tipo ricezione di un sms quando la persona che avete provato invano a raggiungere precedentemente si è resa finalmente disponibile.

Ancora: tra i tre operatori provati da quando sono qui, Virgin, Bouygues e SFR, solo quest'ultimo operatore ti invia un sms se qualcuno ha provato a contattarti e tu non eri disponibile! A memoria questo servizio è disponibile in Italia da parecchi anni e fornito da tutti gli operatori.

Al di là dei servizi offerti, c'è da considerare la qualità del servizio: per esempio, qualche anno fa Bouygues ha lasciato me e tante altre persone senza copertura telefonica un giorno intero: impossibile ricevere ed inviare chiamate e sms. Mai successo in Italia in tanti anni in cui ho avuto il cellulare. Il tutto senza un sms di avvertimento prima né un messaggio di scuse dopo.

Altro esempio di scarsa qualità del servizio: se qualcuno vi invia un sms mentre avete il cellulare spento, l'sms vi arriva con buona probabilità appena accendete il cellulare, pero' ci sono anche delle probabilità che vi arrivi dopo qualche ora.

Da un paio di settimane la situazione con il mio attuale operatore, SFR, è disastrosa: durante la giornata fare o ricevere una chiamata è molto difficile. Se qualcuno mi chiama io risulto irrangiugibile, se invece sono io a chiamare devo provare a farlo più volte perché il messaggio Connection error (ho il menu del telefonino in inglese per darmi un tono) appare con prepotenza sullo schermo del cellulare mentre quest'ultimo rimane muto.
Ovviamente il tutto non riguarda solo me, ma anche altri utenti SFR, a seconda delle zone.

Visto che la situazione va avanti da un paio di settimane, qualche giorno fa ho provato a chiamare SFR: dopo alcuni tentativi vani di raggiungere il servizio assistenza, sono riuscito a parlare con una gentila signorina, che pero' mi ha subito tagliato le gambe con un laconico: 'Abbiamo un problema informatico, non possiamo analizzare il suo dossier'. Il mio dossier? Siamo miliardi ad avere questo problema. Niente, la signorina è stata irremovibile.

Un paio di giorni fa una mia collega, anche lei insoddisfatta utente SFR, ha chiamato il supporto e le è stato risposto che nella nostra zona ci sono alcune antenne danneggiate: il tempo per la sostituzione è di circa 5 giorni a partire dal momento in cui la mia collega ha chiamato.
Cioè in totale circa 10 giorni per cambiare un'antenna di rete mobile!! Alla faccia del servizio, dell'efficienza e della velocità.



















P.S.: la parte finale di questo post è stata scritta Dream baby dream cantata da Springsteen nel tour acustico del 2005 come sottofondo. Qui un video della canzone.

Un film: Vengeance

Regia di Johnnie To, 2008, Hong Kong.

Hong Kong, tranquilla famiglia con due bambini: in casa entrano dei killer e fanno fuori tutti, tranne la madre, che riesce a sopravvivere.
Il padre della donna, padrone di un ristorante a Parigi, si reca a Hong Kong per vendicare la famiglia della figlia.

Mi ha fatto un certo effetto vedere Johnny Hallyday al cinema, e devo ammettere che il risultato non è affatto malaccio, cosi' come il film nel suo complesso. Peccato che alcune scene d'azione, come la lunga sequenza della sparatoria al parco, manchino di tensione.

Il film comunque si fa vedere piacevolmente, a patto di non aspettarsi un grande capolavoro.

Voto di Kurtz: più.

Un film: Who's that knocking at my door

1967, Martin Scorsese.

Le aspettative erano molto alte, ma la sensazione di noia è stata quella predominante durante la visione del film.

Voto di Kurtz: indifferente.

martedì 16 giugno 2009

Who's that knocking at my door

Solitamente parlo dei film che ho visto, non di quelli che vedro'. Per questa volta pero' faccio un'eccezione perché da una settimana è nelle sale francesi il primo film di Martin Scorsese, Who's that knocking at my door.

Per chi ama Scorsese si impone una visione, più precisamente domani sera.

Ecco lo splendido trailer, con un giovanissimo Harvey Keitel:

martedì 9 giugno 2009

Monolocale di 11 metri quadrati: attenzione a non perdersi.

Oggi mi sono imbattuto nell'annuncio di vendita di un monolocale di ben 11m quadrati.

Chissà se forniscono anche un GPS per evitare di perdersi.

Eccolo, in tutta la sua grandezza.



lunedì 8 giugno 2009

Ristoranti e bar a Parigi: Le tambour.

Era da almeno un paio d'anni che non andavo a mangiare al Tambour: devo dire che me lo ricordavo meglio.

Sarà perché era un venerdi' sera e il locale era pieno di gente, ma la qualità della carne non era particolarmente buona, cosi' come le patate che la accompagnavano. La crème brûlée non brillava per freschezza, e il dolce al cioccolato che ho assaggiato era deludente.

I piatti sono quasi esclusivamente di carne, quindi non è certamente consigliato ai vegetariani (a proposito, dove mangiano i vegetariani a Parigi? La maggior parte dei ristoranti brasserie propone piatti di carne come piatto principale!).

Contare circa 30€ a persona per piatto, dessert e vino (senza esagerare con quest'ultimo, altrimenti i prezzi salgono).

La bottiglia di vino meno costosa era a 18€, la crème brûlée a 8€, come gli altri dolci, mentre i piatti tra i 13€ e i 20€.

Ambiente caciarone e simpatico, con personale molto aperto e cordiale. L'arredamento è pure molto simpatico. Nonostante fosse pieno, venerdi' ci hanno servito in pochissimo tempo.

Ticket accettati.

Le tambour, 41 rue Montmartre, 75002.

domenica 7 giugno 2009

Scene da film: Arizona dream

Dev'essere perché la settimana scorsa ho sentito Bregovic in concerto che in questi giorni penso molto ai film di Kusturica, un regista che ho amato moltissimo negli anni passati ma che ora ho perso un po' di vista, non so per quale motivo. Probabilmente la scottante delusione di Gatto nero gatto bianco, primo film di Kusturica senza le musiche Bregovic, una decina di anni mi ha fatto disaffezionare al regista.

E cosi' oggi girovagando su Youtube mi sono rivisto in alcune scene di suoi film.

Ne pubblico due, dallo stesso film, Arizona dream: la prima è l'incipit del film, mentre l'altra è il suicidio di Grace. Entrambe sono di grande potenza visiva e meritano visioni ripetute per una grande gioia degli occhi (perché il cinema è anche, o forse solo, questo).



Un film: Antichrist

2009, Lars von Trier.

Una coppia perde il bambino. Lui, psicoterapeuta, prende in cura la moglie, per studiarne e lenirne il dolore. Insieme si recano in uno châlet di montagna, dove la donna ha passato giorni interi da sola con il bambino prima della sua morte.

Come molte uscite di von Trier, anche questo film ha diviso: chi ritiene questa pellicola un capolavoro estremo, chi un grande bluff in cui il regista esibisce a vuoto le sue qualità registiche.

Io sono tra i primi, pur non avendo sempre apprezzato tutte le uscite von Trier: alcuni suoi film, infatti, come Idioti, Dogville e Dancer in the dark non mi sono piaciuti proprio.

Antichrist è invece un capolavoro, un film esteticamente eccellente, in cui tutto è curato al minimo dettaglio, un ritorno al formalismo dei primi film (Europa, l'elemento del crimine).

Sono d'accordo con Luca Pacilio quando sostiene che il prologo del film è quanto di più bello si è visto al cinema quest'anno: amore e morte, un ralenty divinamente usato, un bianco e nero lucidissimo e freddissimo, l'aria d'opera (Haendel) che perfettamente si sposa con le immagini.

Stomaci deboli e moralisti astenersi.

Voto di Kurtz: doppio cuoricino.

mercoledì 3 giugno 2009

Ristoranti e bar a Parigi: La marinara

Non pensavo si potesse mangiare una buona pizza a Parigi in zona Odéon, ed invece ho apprezzato molto la pizza di questo poco conosciuto locale: a mio avviso è come una pizzeria di media qualità che si puo' trovare in Italia.

I prezzi delle pizze sono onesti (quella più costosa, la Parmigiana, è a 15€), cosi' come quelli delle bevande.

La mia Parmigiana era molto buona, e anche la Margherita che ha preso un'amica aveva una bella faccia (la pizza, non l'amica).

Abbiamo preso tutti una pizza e una bevanda e ne siamo usciti con 17€ a testa, prezzo più che accettabile.

Ci sono stato un venerdi' sera e hanno anche preso i ticket restaurant.

rue Dauphine, 75006 (il numero non lo so, cercatevelo su internet. Mica posso viziarvi cosi' tanto;-)