sabato 1 settembre 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Poesia
Di Guido Catalano
la fine arriverà come una pallonata negli occhiali scagliata da un bimbo obeso alle quindici circa di un pomeriggio assolato in un prato secco di periferia e
se vieni al mio funerale ti tengo un posto in prima fila
niente fiori per favore
i fiori lasciali morire dove amano fiorire
preferirei dei salatini
pizzette
dovresti riuscire a convincere quelli delle Pompe
a mettermeli in bara
e
la fine arriverà come una pallonata negli occhiali scagliata da un bimbo obeso alle quindici circa di un pomeriggio assolato in un prato secco di periferia e
se vieni al mio funerale ti tengo un posto in prima fila
niente fiori per favore
i fiori lasciali morire dove amano fiorire
preferirei dei salatini
pizzette
dovresti riuscire a convincere quelli delle Pompe
a mettermeli in bara
e
niente lutto per cortesia
vestiti come più ti garba
colorata leggera
mostra le gambe
che le hai belle le gambe tu
e
niente lacrime per carità
che io quando vedo la gente che piange
mi viene da piangere
come il vomito
o gli sbadigli
e
sussurra pure ai tuoi vicini:
“egli non è morto sapete?
è scappato
sta con Elvis, Bob e Marilyn
in un’isola
a bere vino bianco fresco
sulla spiaggia”
poi
tornerai a casa
avrai stanchezza e sonno
indosserai la tua camicia da notte azzurra
ti coricherai
chiuderai gli occhi
dormirai
e
ti verrà a trovare in sogno
un piccione sognatore
con un foglietto arrotolato
legato
alla zampa
sui cui sarà vergato
l’indirizzo segreto
dell’isola segreta
e
tu
mi verrai a trovare
potrai farlo volando
in treno
o nuotando sotto il mare
ti offrirò baci fuori stagione
ti offrirò da bere
faremo molti pettegolezzi
molte carezze
ti insegnerò a suonare la sabbia e il legno
inventeremo nuove posizioni impossibili
mi insegnerai a cucire i bottoni
e a dir la verità su ciò che fui
ti stupirò
mi stupirai
saremo stupidissimi e stupendi
vestiti come più ti garba
colorata leggera
mostra le gambe
che le hai belle le gambe tu
e
niente lacrime per carità
che io quando vedo la gente che piange
mi viene da piangere
come il vomito
o gli sbadigli
e
sussurra pure ai tuoi vicini:
“egli non è morto sapete?
è scappato
sta con Elvis, Bob e Marilyn
in un’isola
a bere vino bianco fresco
sulla spiaggia”
poi
tornerai a casa
avrai stanchezza e sonno
indosserai la tua camicia da notte azzurra
ti coricherai
chiuderai gli occhi
dormirai
e
ti verrà a trovare in sogno
un piccione sognatore
con un foglietto arrotolato
legato
alla zampa
sui cui sarà vergato
l’indirizzo segreto
dell’isola segreta
e
tu
mi verrai a trovare
potrai farlo volando
in treno
o nuotando sotto il mare
ti offrirò baci fuori stagione
ti offrirò da bere
faremo molti pettegolezzi
molte carezze
ti insegnerò a suonare la sabbia e il legno
inventeremo nuove posizioni impossibili
mi insegnerai a cucire i bottoni
e a dir la verità su ciò che fui
ti stupirò
mi stupirai
saremo stupidissimi e stupendi
giovedì 16 agosto 2012
Riace Superiore (RC)
martedì 14 agosto 2012
Un po' di vecchie auto
Le mie vacanze calabresi sono state mediamente ricche di tregge, come al solito. Non sempre avevo la compatta per poterle fotografare, purtroppo: aggiungo pero' che le poche tregge fotografate sono piuttosto interessanti.
Fiat 128 familiare, in pieno lungomare pomeridiano. Ottime condizioni, come molte tregge in uso in Calabria. Non ero a conoscenza dell'esistenza di quest'auto, e sinceramente non penso che abbia fatto storia per la sua linea.
Fiat 124S: meno rara della precedente, ha il suo perché nonostante il colore che al giorno d'oggi sarebbe improponibile.
Alfa Romeo Sprint 1300.
Scopro solo ora su Wikipedia che in realtà l'Alfa Romeo Sprint non è altro che l'Alfasud coupé, che ad un certo punto è stata rinominata in Sprint e basta.
Non vecchissima (la produzione è terminata alla fine degli anni '80), ma non frequente da incontrare per strada.
E per concludere una splendida BMW 2002 automatica,vecchia di 42 anni a detta di un amico del proprietario.
Si tratta di un 2000 di cilindrata e non voglio immaginare quanto consumasse un 2000 prodotto tra gli anni 60 e 70...
Fiat 128 familiare, in pieno lungomare pomeridiano. Ottime condizioni, come molte tregge in uso in Calabria. Non ero a conoscenza dell'esistenza di quest'auto, e sinceramente non penso che abbia fatto storia per la sua linea.
Fiat 124S: meno rara della precedente, ha il suo perché nonostante il colore che al giorno d'oggi sarebbe improponibile.
Alfa Romeo Sprint 1300.
Scopro solo ora su Wikipedia che in realtà l'Alfa Romeo Sprint non è altro che l'Alfasud coupé, che ad un certo punto è stata rinominata in Sprint e basta.
Non vecchissima (la produzione è terminata alla fine degli anni '80), ma non frequente da incontrare per strada.
E per concludere una splendida BMW 2002 automatica,vecchia di 42 anni a detta di un amico del proprietario.
Si tratta di un 2000 di cilindrata e non voglio immaginare quanto consumasse un 2000 prodotto tra gli anni 60 e 70...
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martedì 24 luglio 2012
Appartamento in vendita a Parigi
Nel passato ho già segnalato in questo blog delle ghiotte occasioni di appartamenti in vendita a Parigi. Oggi segnalo un appartamento la cui superficie abitabile è di ben 3metri quadrati (quella al suolo di quasi 14m): insomma, una piccola reggia, venduta alla modesta cifra di 75 000€ (25 000€ al metro quadrato. No comment).
Di questo passo le prossime abitazioni in vendita a Parigi saranno i loculi vuoti del Père Lachaise.
Qui il link dell'annuncio dell'agenzia Century21, che ricopio qui sotto per i lettori che leggeranno questo post quando l'appartamento non sarà più disponibile. Notare nella foto dell'appartamento il crocifisso accanto all'immagine di una donna in posa lasciva.
Di questo passo le prossime abitazioni in vendita a Parigi saranno i loculi vuoti del Père Lachaise.
Qui il link dell'annuncio dell'agenzia Century21, che ricopio qui sotto per i lettori che leggeranno questo post quando l'appartamento non sarà più disponibile. Notare nella foto dell'appartamento il crocifisso accanto all'immagine di una donna in posa lasciva.
Vente appartement - PARIS (75011) - 3.0 m² - 1 pièce 75 000 € FAI*
-
Appartement - 1 pièce
- 75 000 € FAI*
- 3m2
- Financer ce bien
Métro Rue St Maur, quartier Oberkampf, située au 3 ème étage d'une
copropriété ancienne ravalée avec sa cour fleurie, agréable chambre d'environ 14
m2 au sol avec coin cuisine et wc sur le palier.Mansardée, beaucoup de charme
avec des poutres apparentes, idéal petit pied à terre parisien !
En détail
- Type d'appartement: chambre
- Surface totale: 13.8m2
- Surface habitable: 3m2
- Type d'immeuble: Ancien
- Année construction: 1900
- Nombre de pièces: 1
Equipement
- Isolation
- ChauffageIndividuel: électrique
- Eau chaude: Individuelle électricité
- Façade: Crépis
- Digicode
- Interphone
A savoir
- Travaux récents: ravalement façade
- Charges / mois : 9.0 €
- Taxe foncière : 48.0 €
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domenica 8 luglio 2012
Il concerto di Bruce a Parigi Bercy, 5 luglio 2012
Giovedi' sera sono stato a sentire/vedere il mio 26esimo concerto di
Bruce: so che a qualcuno possono sembrare tanti 26 concerti (in 20 anni,
è necessario specificarlo), ma vi posso assicurare che nell'ambiente
springsteeniano c'è gente che 26 concerti li vede nello spazio di 2
tournée, non in 20 anni.
Il concerto è stato splendido, probabilmente tra i primi 5 più belli che ho visto, più intimo di quello di Firenze di giugno, che a mio
avviso è stato troppo caciarone (pur rimanendo uno splendido concerto), con pochi momenti intimi.
Questa volta ho preso dei posti in tribuna, contrariamente alle mie abitudini. Le mie amiche ed io avevamo degli ottimi posti da cui si vedeva tutto perfettamente: la visione era cosi' buona che ho guardato i maxi schermi per circa il 10% del concerto, mentre a Firenze (dove ero nel prato subito dopo il pit) i miei occhi erano per circa l'80-90% sui maxi schermi, altrimenti non avrei visto nulla di quello che accadeva sul palco, un po' per la distanza, un po' perché quando sei nel prato hai sempre uno spilungone più alto di te davanti. E non ultimo la pioggia, che a Firenze non ha aiutato di certo la visibilità.
Ho sempre snobbato la tribuna, ma giovedi' mi sono reso conto che una buona tribuna è molto meglio di un prato fuori dal pit: dalla tribuna, se non sei troppo distante, hai una bella visione di tutto quello che fanno Bruce e la band, mentre dal prato per forza di cose qualcosa la perdi (quando Bruce si promena nello spazio tra il pit e il resto del parterre, per esempio). Certo, le emozioni del pit sono superiori, ma anche la fatica per arrivarci (arrivare ore prima del concerto, fare la fila per ore, spesso in piedi...).
La scaletta del secondo concerto parigino è stata veramente incredibile, con dei pezzi piuttosto rari: alcuni azzardano che si tratti della scaletta più bella dell'intera tournée (finora, perché sappiamo che Bruce riserva sempre delle sorprese).
Questa volta ho preso dei posti in tribuna, contrariamente alle mie abitudini. Le mie amiche ed io avevamo degli ottimi posti da cui si vedeva tutto perfettamente: la visione era cosi' buona che ho guardato i maxi schermi per circa il 10% del concerto, mentre a Firenze (dove ero nel prato subito dopo il pit) i miei occhi erano per circa l'80-90% sui maxi schermi, altrimenti non avrei visto nulla di quello che accadeva sul palco, un po' per la distanza, un po' perché quando sei nel prato hai sempre uno spilungone più alto di te davanti. E non ultimo la pioggia, che a Firenze non ha aiutato di certo la visibilità.
Ho sempre snobbato la tribuna, ma giovedi' mi sono reso conto che una buona tribuna è molto meglio di un prato fuori dal pit: dalla tribuna, se non sei troppo distante, hai una bella visione di tutto quello che fanno Bruce e la band, mentre dal prato per forza di cose qualcosa la perdi (quando Bruce si promena nello spazio tra il pit e il resto del parterre, per esempio). Certo, le emozioni del pit sono superiori, ma anche la fatica per arrivarci (arrivare ore prima del concerto, fare la fila per ore, spesso in piedi...).
La scaletta del secondo concerto parigino è stata veramente incredibile, con dei pezzi piuttosto rari: alcuni azzardano che si tratti della scaletta più bella dell'intera tournée (finora, perché sappiamo che Bruce riserva sempre delle sorprese).
Tra i pezzi che avrei voluto sentire ma che Bruce non ha eseguito: American Land, che adoro, Darkness on the edge of town, classico intramontabile, Born in the
USA che è stata invece suonata a Firenze in una potentissima versione, Jungleland, sentita dal vivo solo un paio di volte e che è una delle canzoni per cui vale la pena vivere.
A parte Two Hearts (che è una delle canzoni più brutte della storia del
rock) e Born to run (di cui sono saturo), tutti gli altri pezzi me li sono
goduti alla grande.
Sotto la scaletta con i miei commenti su ogni pezzo:
1. The Ties That Bind: ottimo inizio di concerto, energico quanto basta, non troppo comune nelle scalette di Bruce.
2. No Surrender: immarcescibile brano da Born in the USA, è una canzone energica sull'amicizia e sul non arrendersi mai. Suonata spessissimo negli ultimi tour, ma la sento sempre molto volentieri.
3. Two Hearts
2. No Surrender: immarcescibile brano da Born in the USA, è una canzone energica sull'amicizia e sul non arrendersi mai. Suonata spessissimo negli ultimi tour, ma la sento sempre molto volentieri.
3. Two Hearts
Durante questo pezzo mi sono seduto come forma di protesta. Trovo davvero brutta questa canzone.
4. Downbound Train
4. Downbound Train
Altra rarità, sempre da Born in the USA. Non è una canzone che mi entusiasma in particolare modo, ma mi ha fatto piacere sentirla dal vivo.
5. Candy's Room
5. Candy's Room
Breve e potente, un pezzo storico, catartico.
6. Something In The Night
6. Something In The Night
In assoluto nella mia top 10 delle canzoni di Bruce, è stata una vera sorpresa sentirla a Parigi.
7. We Take Care Of Our Own
7. We Take Care Of Our Own
Dall'ultimo album, dal vivo rende molto bene. Quando è uscito l'album non mi diceva molto, ora invece mi piace.
8. Wrecking Ball
8. Wrecking Ball
Questa invece dal vivo non mi piace per nulla. Anche su disco non mi fa impazzire a dire il vero.
9. Death to My Hometown
9. Death to My Hometown
Ancora da Wrecking Ball, acquista energia e personalità dal vivo.
10. My City Of Ruins
10. My City Of Ruins
Tra le canzoni più belle scritte da Bruce negli ultimi 12 anni, in questa tournée è impreziosita dai fiati. Durante questo tuor Bruce la interrompe per presentare (sommessamente dalla morte di Clarence) la band: questo fatto la rende un po' dispersiva. Rimane comunque sempre splendida.
11. Spirit In The Night
11. Spirit In The Night
Non ho mai amato particolarmente questo brano, ma la versione della tournée in corso è simpatica.
12. Incident on 57th Street
12. Incident on 57th Street
Ballatona più vecchia di me (è del 1972), si adatta bene ai concerti negli spazi chiusi come Bercy.
13. Because The Night
13. Because The Night
Di certo non è una rarità, ma sempre piacevole in concerto: assolo interminabile e applauditissimo di Nils Lofgren.
14. She's The One
14. She's The One
La adoro, con quel suo piano martellante e le sue percussioni particolari. Qui la bella versione di Barcellona del 2002
15. Working On The Highway
15. Working On The Highway
Bah, riempitivo che permette al pubblico di muovere il culo e a Bruce di fare le sue scenette
16. I'm Goin' Down
16. I'm Goin' Down
Non mi dice niente su disco (Born in the USA) e anche dal vivo mi ha trasmesso poco.
17. Easy Money
17. Easy Money
Da Wrecking Ball, uno dei pezzi più deboli dell'album.
18. Waitin' On A Sunny Day
18. Waitin' On A Sunny Day
In scaletta fissa dal tour di The rising, a me ha annoiato da almeno un paio di tournée. Anche se preparata in anticipo, la scenetta di Bruce che fa salire sul palco un bambino del pubblico per farlo cantare con lui è tuttavia simpatica e significativa.
19. Apollo Medley
19. Apollo Medley
Eccezionale Bruce che si avventura nella soul music. Ci aveva già provato nel tour del 92-93 (vedi la splendida Many rivers to cross, di Jimmy Cliff, eseguita sovente a quell'epoca), e ora ci riprova con molto successo: io apprezzo.
20. For You (solo piano)
20. For You (solo piano)
Non ho mai amato questo pezzo in particolare modo.Troppo lungo, troppe parole, musica monotona.
21. Racing In The Street
21. Racing In The Street
Uno dei pezzi più belli di tutta la produzione di Bruce, la versione parigina è stata intensissima: la coda interminabile di piano rimarrà sempre nella mia memoria, tra i momenti più emozionanti della mia carriera concertistica.
22. The Rising
22. The Rising
In scaletta fissa da 10 anni, mi ha scocciato. Durante il tour di The rising aveva il suo perché in quanto inserita in un contesto particolare: ora non mi piace proprio
23. Out In The Street
23. Out In The Street
Vedi commenti a Working on the highway.
24. Land of Hope and Dreams
24. Land of Hope and Dreams
Fissa dalla tournée del 1999-2000, come My city of ruins è uno dei pezzi più interessanti dell'ultimo Bruce. Potrei ascoltarla milioni di volte senza annoiarmi. E poi la versione di questa tournée è ancora più bella grazie ai fiati.
Questa la versione del 2000.
Questa la versione del 2000.
25. We Are Alive
Da Wrecking Ball, preceduta da una lunga dedica alla mamma di Bruce e alla sorella, entrambe presenti al concerto di Bruce.
26. Thunder Road
26. Thunder Road
Classico. Fa sempre piacere ascoltare la storia di Mary e il suo epico e adolescenziale finale "It's a town full of losers and I'm pulling out of here to win"
27. Born To Run
27. Born To Run
E' un pezzo splendido, un capolavoro del rock, un testo da favola: ma non riesco più ad ascoltarla dal vivo, ne sono saturo.
28. Glory Days
28. Glory Days
Festaiola nonostante il testo non proprio allegro, in concerto ha il suo perché. Su disco penso di non averla mai ascoltata per intero.
29. Seven Nights to Rock
29. Seven Nights to Rock
Grandissima sferzata d'energia.
30. Dancing In The Dark
Ancora non mi ha stancato, nonostante sia un
pezzo fisso dei bis da parecchi anni. Durante Dancing Bruce fa salire una ragazza dal
pubblico per ballare con lui: questa volta la ragazza scelta è stata sua
figlia Jessica.
31. Tenth Avenue Freeze-Out
31. Tenth Avenue Freeze-Out
Molto emozionante, con Bruce e la band che interrompono
la canzone per lasciar scorrere sui maxi schermi le immagini di
Clarence, il sassofonista di Bruce morto l'anno scorso.
3h e 40 minuti di spettacolo, senza alcuna pausa. Bruce e banda in ottima forma.
Pubblico: a me il pubblico dei concerti parigini piace. Trovo che sia un buon equilibrio: educato, non invadente con i soliti ritornelli tipici del pubblico italiano, eppure risponde bene, si diverte e non è immobile come il pubblico di altri popoli (mi viene in mente il concerto di Monaco 2003). Quelli che avevamo accanto noi - francesi e americani - sono stati molto educati, non hanno mai rotto le palle: per fare il confronto, nel prato a Firenze nella zona nostra c'era un ubriaco che disturbava tutti e un paio di romanacci che parlavano a voce alta dei fatti loro. Insomma, a Firenze dove ero io sembrava di stare in un bar con della musica in sottofondo.
Organizzazione: concerto iniziato con un'ora di ritardo. Colpa di Bruce, del suo staff, dell'organizzazione francese? Non lo so a dire il vero: so solo che nessuno ci ha detto che il concerto sarebbe iniziato in ritardo, nessuno ci ha chiesto scusa. Iniziare un concerto alle 21 durante la settimana pone dei problemi se il concerto dura 3h40: problemi di trasporti pubblici (e anche privati, considerato l'esiguo numero di taxi parigini), ma anche problemi per chi il giorno dopo deve alzarsi per andare a lavorare.
Ho impressione che il pubblico dei concerti rock sarà sempre un pubblico di serie b al quale riservare il peggiore dei trattamenti, al quale richiedere tuttavia ingenti somme di denaro (100€ per la tribuna a Parigi).
Altra nota molto dolente: Bercy durante il concerto era una sauna, la temperatura era davvero alta.
Visto che oggi mi sono preso la briga di contarli, ecco la lista dei miei concerti di Bruce:
Human Touch tour
20 giugno 1992: Milano, Forum di Assago
29 giugno 1992: Parigi, Bercy
30 giugno 1992: Parigi, Bercy
7 aprile 1993: Zurigo, Hallenstadion
25 maggio 1993: Roma, Stadio Flaminio
The ghost of Tom Joad tour
The ghost of Tom Joad tour
11 aprile 1996: Milano, Teatro Smeraldo
13 aprile 1996: Genova, Teatro Carlo Felice
21 maggio 1997: Firenze, Teatro Verdi
Reunion tour
Reunion tour
17 aprile 1999: Bologna, Palamalaguti
3 giugno 2000: Parigi, Bercy
The rising tour
The rising tour
14 ottobre 2002: Paris, Bercy
18 ottobre 2002: Bologna, Palamalaguti
8 giugno 2003: Firenze, Stadio Franchi
10 giugno 2003: Monaco, Olympic Stadium
28 giugno 2003: Milano, Stadio San Siro
Devils and dust tour
Devils and dust tour
4 giugno 2005: Bologna, Palamalaguti
20 giugno 2005: Parigi, Bercy
Seger sessions tour
Seger sessions tour
10 maggio 2006: Parigi, Bercy
1 ottobre 2006: Bologna, Palamalaguti
10 ottobre 2006: Roma, Palalottomatica
Magic tour
Magic tour
17 dicembre 2007: Parigi, Bercy
27 giugno 2008: Parigi, Parc des princeps
Working on a dream tour
Working on a dream tour
19 giugno 2009: Roma, Stadio Olimpico
Wrecking ball tour
Wrecking ball tour
11 giugno 2012: Firenze, Stadio Franchi
5 luglio 2012: Parigi, Bercy
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domenica 24 giugno 2012
Il valore aggiunto del negozio
In questo periodo ho una fissazione: cambiare cellulare. Come tutti i piccoli borghesi, aspiro al modello più recente e performante sul mercato, ben conscio che nell'uso quotidiano sfruttero' solo il 10% delle prestazioni del nuovo acquisto. Il modello più recente e performante sul mercato è ovviamente il Samsung S3, il cui costo non è indifferente.
In genere ci sono varie soluzioni per possedere l'oggetto del desiderio:
1) rubarlo
2) comprarlo su internet
3) comprarlo in un negozio tradizionale
Essendo di natura poco lesto e astuto, ho deciso di lasciare perdere l'opzione 1), che si confà a persone più sveglie di me. Mi rimane quindi l'acquisto.
Mi sono molto documentato in rete su questo cellulare, ho visto le prove comparative con altri modelli, ho letto i commenti degli utenti. Prima di acquistarlo, pero', mi piacerebbe prenderlo in mano, provare a metterlo in tasca, accenderlo e vedere se mi piace veramente. E' per questo motivo che oggi pomeriggio (*) mi sono recato da Boulanger a Rosny sous Bois, un enorme negozio di elettronica.
Recatomi al reparto telefonia ho chiesto di una persona che si occupasse di telefonia: dopo circa 10mn arriva lemme lemme una tizia con gli occhiali che mi dice che mi puo' vendere l'S3 ma non farmelo vedere né esposto (non ne tengono uno esposto perché i bambini ci giocano e lo scassano oppure perché i ladri lo rubano) e né farmelo vedere in funzione perché non hanno esemplari di test e perché una volta acceso un telefono non possono venderlo come nuovo. Il che mi sembra giusto e corretto nei confronti dei consumatori.
Le ho chiesto pero' anche quale fosse il valore aggiunto di comprare un telefono in negozio piuttosto che su internet, visto che non lo si puo' né vedere né provare: la tizia mi ha risposto che in negozio è possibile fare l'assicurazione, fare gli abbonamenti con i gestori telefonici e poi c'è il servizio post vendita. Sull'assicurazione non posso ribattere perché non me ne sono mai interessato, ritenendola io una cosa da polli; sugli abbonamenti con i gestori telefonici, posso assicurarvi che si possono fare benissimo su internet e sul servizio post vendita delle grandi catene ho seri dubbi, sopratutto dopo aver visto una puntata della trasmissione Envoyé spécial dedicata a questo argomento.
Non ho potuto vedere com'è 'sto telefono, neanche esteticamente: non ho potuto accertarmi se è più bello in bianco o in blu. Non ho potuto constatare se le sue dimensioni sono esagerate, se in tasca dà fastidio o altro. La visita al negozio è stata completamente inutile.
Per concludere: comprare il telefono su internet mi costa 600€, in negozio 649€. Vantaggi del negozio rispetto all'acquisto su internet dal mio punto di vista: nessuno. Indovinate dove comprero' il telefono?
Viva internet, e che i negozi che non apportano nessun valore aggiunto al cliente chiudano tutti. E che al loro posto ci piantino 4 alberi.
(*) Qualcuno si starà chiedendo come sia possibile sprecare una domenica pomeriggio in piena estate in un negozio di elettronica piuttosto che stare buttati su un parco a leggere un libro e bere una birra. La risposta sta nel tempo, in questo 24 giugno 2012 parigino: 14 gradi, cielo grigio, pioggerellina costante.
In genere ci sono varie soluzioni per possedere l'oggetto del desiderio:
1) rubarlo
2) comprarlo su internet
3) comprarlo in un negozio tradizionale
Essendo di natura poco lesto e astuto, ho deciso di lasciare perdere l'opzione 1), che si confà a persone più sveglie di me. Mi rimane quindi l'acquisto.
Mi sono molto documentato in rete su questo cellulare, ho visto le prove comparative con altri modelli, ho letto i commenti degli utenti. Prima di acquistarlo, pero', mi piacerebbe prenderlo in mano, provare a metterlo in tasca, accenderlo e vedere se mi piace veramente. E' per questo motivo che oggi pomeriggio (*) mi sono recato da Boulanger a Rosny sous Bois, un enorme negozio di elettronica.
Recatomi al reparto telefonia ho chiesto di una persona che si occupasse di telefonia: dopo circa 10mn arriva lemme lemme una tizia con gli occhiali che mi dice che mi puo' vendere l'S3 ma non farmelo vedere né esposto (non ne tengono uno esposto perché i bambini ci giocano e lo scassano oppure perché i ladri lo rubano) e né farmelo vedere in funzione perché non hanno esemplari di test e perché una volta acceso un telefono non possono venderlo come nuovo. Il che mi sembra giusto e corretto nei confronti dei consumatori.
Le ho chiesto pero' anche quale fosse il valore aggiunto di comprare un telefono in negozio piuttosto che su internet, visto che non lo si puo' né vedere né provare: la tizia mi ha risposto che in negozio è possibile fare l'assicurazione, fare gli abbonamenti con i gestori telefonici e poi c'è il servizio post vendita. Sull'assicurazione non posso ribattere perché non me ne sono mai interessato, ritenendola io una cosa da polli; sugli abbonamenti con i gestori telefonici, posso assicurarvi che si possono fare benissimo su internet e sul servizio post vendita delle grandi catene ho seri dubbi, sopratutto dopo aver visto una puntata della trasmissione Envoyé spécial dedicata a questo argomento.
Non ho potuto vedere com'è 'sto telefono, neanche esteticamente: non ho potuto accertarmi se è più bello in bianco o in blu. Non ho potuto constatare se le sue dimensioni sono esagerate, se in tasca dà fastidio o altro. La visita al negozio è stata completamente inutile.
Per concludere: comprare il telefono su internet mi costa 600€, in negozio 649€. Vantaggi del negozio rispetto all'acquisto su internet dal mio punto di vista: nessuno. Indovinate dove comprero' il telefono?
Viva internet, e che i negozi che non apportano nessun valore aggiunto al cliente chiudano tutti. E che al loro posto ci piantino 4 alberi.
(*) Qualcuno si starà chiedendo come sia possibile sprecare una domenica pomeriggio in piena estate in un negozio di elettronica piuttosto che stare buttati su un parco a leggere un libro e bere una birra. La risposta sta nel tempo, in questo 24 giugno 2012 parigino: 14 gradi, cielo grigio, pioggerellina costante.
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martedì 19 giugno 2012
La virgola dopo il perché in una frase interrogativa
Dialogo 1:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché domani non vieni al cinema con noi?
- Perché non mi interessa il film.
Dialogo 2:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché, domani non vieni al cinema con noi?
- No, non penso.
Ecco come una semplice virgola dopo il perché può cambiare il senso di una domanda. Eppure molti la dimenticano questa benedetta virgola e quando scrivono invece di fare la domanda del dialogo 2 fanno la domanda del dialogo 1.
Antipatici.
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché domani non vieni al cinema con noi?
- Perché non mi interessa il film.
Dialogo 2:
- Allora ci vediamo lunedi'.
- Perché, domani non vieni al cinema con noi?
- No, non penso.
Ecco come una semplice virgola dopo il perché può cambiare il senso di una domanda. Eppure molti la dimenticano questa benedetta virgola e quando scrivono invece di fare la domanda del dialogo 2 fanno la domanda del dialogo 1.
Antipatici.
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giovedì 7 giugno 2012
Un film: De rouille et d'os
Regia di Jacques Audiard
Ali e Sam, padre e figlio, poveri in canna e senza una dimora, si trasferiscono dal nord al sud della Francia, ospiti dalla sorella di Ali. Qui lui trova un lavoro come buttafuori in una discoteca, dove incontra la bella Stéphanie. Dopo un po' di tempo questa ha un brutto incidente sul lavoro e rimane senza gambe. Le loro vite si incrociano e continuano.
Con una storia simile Audiard, già regista de Un prophète, è riuscito a non farne un mélo, e già non è poco. Anzi, il regista mantiene le distanze dai personaggi e dalla storia, probabilmente per far emergere altri aspetti della realtà che descrive (gli esclusi, vuoi per ragioni economiche/sociali vuoi per un handicap fisico) e ci riesce benissimo. L'attore principale Matthias Schoenaerts, già visto nell'eccezionale Bullhead, conferma la sua grande presenza scenica e bravura.
C'è una scena meravigliosa: Stéphanie ritorna dalle sue amate orche e ne guarda una da dietro il vetro.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Ali e Sam, padre e figlio, poveri in canna e senza una dimora, si trasferiscono dal nord al sud della Francia, ospiti dalla sorella di Ali. Qui lui trova un lavoro come buttafuori in una discoteca, dove incontra la bella Stéphanie. Dopo un po' di tempo questa ha un brutto incidente sul lavoro e rimane senza gambe. Le loro vite si incrociano e continuano.
Con una storia simile Audiard, già regista de Un prophète, è riuscito a non farne un mélo, e già non è poco. Anzi, il regista mantiene le distanze dai personaggi e dalla storia, probabilmente per far emergere altri aspetti della realtà che descrive (gli esclusi, vuoi per ragioni economiche/sociali vuoi per un handicap fisico) e ci riesce benissimo. L'attore principale Matthias Schoenaerts, già visto nell'eccezionale Bullhead, conferma la sua grande presenza scenica e bravura.
C'è una scena meravigliosa: Stéphanie ritorna dalle sue amate orche e ne guarda una da dietro il vetro.
Voto di Kurtz: cuoricino.
Un film: Prometeus
Regia di Ridley Scott
2093: un'équipe di esseri umani si reca in un pianeta lontano per scoprire chi ci ha creati e perché. Il pianeta non è poi cosi' ospitale.
Il film pone mille domande ma non fornisce nessuna risposta: non che mi aspettassi di scoprire l'origine dell'uomo da un'opera di Ridley Scott, pero' non è neanche bello fare un film di questo tipo che preannuncia altri seguiti.
L'ambientazione non è malaccio (le immagini del pianeta inospitale sono molto belle), ma per il resto da bocciare: in particolare, i personaggi sono bidimensionali e la storia volutamente confusa.
Poi vabbè, non ci soffermiamo sulle incoerenze che fanno ridere: nel film si vede una macchina capace di fare qualsiasi tipo di operazione sul corpo umano (compreso un parto cesareo) senza alcun intervento manuale. Pero' a distanza di qualche minuto si vedono gli umani che si difendono....con un lanciafiamme! Nel 2093 non c'è niente di più sofisticato di un lanciafiamme per la difesa personale?
Voto di Kurtz: meno.
2093: un'équipe di esseri umani si reca in un pianeta lontano per scoprire chi ci ha creati e perché. Il pianeta non è poi cosi' ospitale.
Il film pone mille domande ma non fornisce nessuna risposta: non che mi aspettassi di scoprire l'origine dell'uomo da un'opera di Ridley Scott, pero' non è neanche bello fare un film di questo tipo che preannuncia altri seguiti.
L'ambientazione non è malaccio (le immagini del pianeta inospitale sono molto belle), ma per il resto da bocciare: in particolare, i personaggi sono bidimensionali e la storia volutamente confusa.
Poi vabbè, non ci soffermiamo sulle incoerenze che fanno ridere: nel film si vede una macchina capace di fare qualsiasi tipo di operazione sul corpo umano (compreso un parto cesareo) senza alcun intervento manuale. Pero' a distanza di qualche minuto si vedono gli umani che si difendono....con un lanciafiamme! Nel 2093 non c'è niente di più sofisticato di un lanciafiamme per la difesa personale?
Voto di Kurtz: meno.
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