sabato 23 agosto 2014

Ancora sulla patente italiana in Francia

Girovagando tra i blog di italiani a Parigi, continuo a leggere che dopo un anno (o 18 mesi, a seconda delle versioni) di residenza in Francia, è obbligatorio convertire la patente italiana in quella francese. Il tutto senza citare nessuna fonte. 

Ecco un paio di post in cui c'è scritto che è necessario convertire la patente (senza riportare la fonte):

http://www.vivaparigi.com/convertire-la-patente-italiana-in-quella-francese/
 

Si legge infatti:
Gli italiani che si stabiliscono in Francia e posseggono una patente di guida italiana, per non incorrere in contravvenzione, devono convertirla con quella francese. La data limite è di un anno a partire dal giorno in cui si determina la residenza in Francia (6 mesi dall’inizio del vostro soggiorno), quindi al massimo 18 mesi in totale dall’arrivo in Francia.

O ancora
http://www.italianipocket.com/come-ottenere-la-patente-francese/

Dove è scritto

PREMESSO che la patente italiana è valida in Francia e in tutto lo spazio economico europeo, non avrete bisogno di cambiarla se decidete di venire in Francia per massimo un anno.

Il problema si pone se decidete di risiedere in Francia per più di un anno o al momento dellascadenza della patente italiana: se abitate in Francia da almeno 6 mesi, ecco la procedura per poter ottenere una patente francese che, una volta fatta, durerà 15 anni.
Ora, lo scrivo per l'ennesima volta: se la vostra patente è stata rilasciata da uno stato membro dell'Unione Europea, non è necessario convertirla in quella francese.

Siccome quando affermo qualcosa mi piace citare le fonti, eccone un paio, piuttosto autorevoli:
Sito dell'AIRE (Associazione Residenti Italiani Estero).
Patenti di guida

Un cittadino italiano residente in Francia e in possesso di una patente di guida in corso di validità rilasciata dalla competente Autorità italiana, può liberamente circolare nel territorio francese ai sensi della Direttiva CEE 91/439 che riconosce, alle patenti di guida rilasciate da un Paese membro dell’Unione Europea, la validità in tutti i Paesi dell’U.E..

E’ comunque consigliabile per il cittadino italiano residente in Francia e iscritto all’A.I.R.E (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), chiedere la registrazione o la conversione della patente di guida italiana in quella francese (che, peraltro, non è soggetta a scadenza). Infatti, sulla base della normativa in vigore, in caso di furto o smarrimento, la Motorizzazione Civile non può rinnovare o duplicare la patente di guida ad un cittadino italiano iscritto all’A.I.R.E. ed anche i Consolati non sono più autorizzati a rinnovare le patenti di guida italiane scadute.
Préfecture de Police francese (e scusate se è poco)
Vous êtes titulaire d’un permis de conduire délivré par un Etat membre de l’Union Européenne ou de l’Espace Economique Européen.

Ce titre de conduite vous permet de circuler sur le territoire français. Il n’est pas nécessaire de l’échanger contre un permis de conduire national si :
il est en cours de validité
vous avez atteint l’âge minimal requis pour conduire sur le territoire français (18 ans)
vous ne faites pas l’objet dans le pays qui vous a délivré le permis d’une mesure de suspension ou de restriction ou d’annulation de vos droits à conduire
vous n’avez pas obtenu ce titre pendant une période d’interdiction de solliciter ou d’obtenir un permis de conduire en France
Attenzione, l'AIRE consiglia di convertire la patente italiana in quella francese, per motivi ben precisi e documentati, soprattutto se si è iscritti all'AIRE. Tuttavia non vuol dire che siamo obbligati a convertire la nostra patente: c'è una leggera differenza tra consigliare ed obbligare.

Sullo stesso tema consiglio un interessante post di una blogger italiana che sta a Lille.

domenica 6 luglio 2014

Ristoranti e bar a Parigi: Atelier Rodier

La Francese ed io siamo passati di fronte all'Atelier Rodier quando siamo stati al ristorante giapponese Hotaru: incuriositi, ne abbiamo annotato il nome e fatto le dovute ricerche in rete. La ricerca ha messo in evidenza che il ristorante gode di un'ottima reputazione, e che quasi tutti i clienti ne sono rimasti molto soddisfatti.

Ieri, sabato pomeriggio, abbiamo quindi prenotato per il sabato sera: ci è andata bene, probabilmente per un semplice colpo di fortuna, visto che il ristorante è piccolino: ad occhio, direi non più di 20 coperti.

Dunque: l'ambiente è bello, curato e poco formale. Per quanto riguarda il cibo, si hanno due possibilità: menu à la carte per 41€ oppure menu degustazione a 60€, il tutto escluso le bevande. Siamo quindi in una fascia di prezzo medio - alta. D'altra parte, come probabilmente ho già scritto, a Parigi è meglio uscire di meno e spendere un po' di più piuttosto che andare a cena spesso ma in posti mediocri: per mangiare bene a Parigi devi contare circa 35-40€, bevande escluse: sotto questa cifra il livello si abbassa in maniera drastica.

Noi abbiamo preso il menu à la carte, che consiste nel classico trio antipasto, piatto principale e dolce. Delle mie portate ho apprezzato in particolar modo il piatto principale, un delizioso pollo condito con tante cose strane e sfiziose, e il dolce, uno squisito soufflé al cioccolato fondente. La cucina è un po' sperimentale, con abbinamenti azzardati e riusciti: gli chef usano cibi raramente usati in cucina (l'albicocca, l'anguria...).

Le pietanze sono tutte preparate sul momento, da una numerosa équipe di ragazzi in cucina: scordatevi il tizio che si limita a mettere nel microonde come nella maggior parte delle brasserie parigine. Dal mio posto avevo la vista sulla cucina: ho potuto constatare che un ragazzo ci ha messo ben 15mn per preparare 4 porzioni di dolce ai datteri.

Per concludere: la cucina è ottima, l'ambiente simpatico, il servizio affabile: in cucina per errore ci hanno fatto un dolce al posto di quello che avevamo effettivamente richiesto. Il cameriere si è scusato e oltre a farci il nostro dolce, ci ha lasciato anche quello errato. Un gesto simpatico, che denota una certa attenzione nei confronti del cliente. Unica pecca: il cameriere non ci illustrava i piatti quando ci serviva, come accaduto in altri posti della stessa fascia di prezzo. Peccato, penso che qualche parola introduttiva valorizzi ancora di più le pietanze.

Totale della cena: 105€ per 2 menu à la carte, un bicchiere di vino (9€, piuttosto caro) e una bottiglia di acqua.

Questo il sito ufficiale



venerdì 27 giugno 2014

Ristoranti e bar a Parigi: Septime

La Francese ed io abbiamo deciso di regalarci 2 buoni ristoranti all'anno, in occasione dei nostri compleanni: in febbraio, quando il vostro prode blogger ha compiuto gli anni, ci siamo regalati il magnifico ristorante franco-giapponese Sola.

Per il compleanno della Francese, invece, ci siamo permessi uno dei ristoranti più alla moda di Parigi: il Septime.

Prenotazione: si deve prenotare esattamente 3 settimane prima. La prenotazione può essere fatta per telefono o sul sito: noi abbiamo scelto il telefono. Esattamente 3 settimane prima della serata in cui volevamo andare a cena, alle 10 del mattino ci siamo attaccati al telefono: dopo 10mn siamo riusciti a parlare con l'operatrice e abbiamo prenotato il nostro tavolo per le 19h30: alle 10h10 del mattino, quando siamo riusciti a parlare con l'operatrice, infatti, tutti gli altri orari erano occupati.

Il personale del Septime è composto da ragazzi, sia per il servizio ai tavoli che per la cucina: la cucina è completamente aperta, ci puoi vedere il personale lavorare. Questo è uno dei segreti di molti ristoranti che vanno forte nella capitale, probabilmente la cucina aperta ispira un senso di fiducia ai clienti.

Il menu cambia ogni giorno e non può essere variato dal cliente: prima di cominciare il personale chiede al cliente se ci sono problemi di allergie o di intolleranze, in base a questo adegua le portate. Il menu è composto da 6 portate: 2 antipasti (carne e pesce), 2 piatti (carne e pesce) e 2 dolci.

I piatti sono buoni, si vede che c'è un'ottima selezione delle materie prime, e presentati molto bene. Le porzioni non sono abbondanti, ma dopo 6 piatti ci si alza sufficientemente sazi.

Tuttavia, abbiamo trovato 2 problemi nel Septime, che avremmo perdonato ad una brasserie qualunque ma non ad un posto che si vuole raffinato:

- quando siamo andati noi, giugno, faceva caldo e non c'era l'aria condizionata. Le grandi finestre che danno sulla Rue de Charonne erano quindi aperte: quindi rumore, un po' di puzza di smog. E anche ci siamo goduti qualche minuto del camion della spazzatura che raccoglieva la poubelle accanto al ristorante, prima che una delle ragazze del servizio se ne accorgesse e chiudesse temporaneamente la finestra. Mangiare con le finestre aperte su una strada trafficata per me non è il massimo per una cena romantica.

- il servizio: i ragazzi sono gentili, ma hanno del margine di miglioramento da un punto di vista professionale. Per esempio tra un piatto e l'altro non cambiamo sempre le posate: si limitano a prendere le posate che hai sul piatto ed appoggiarle sul legno del tavolo (la tovaglia non c'è). Questo non va bene per un ristorante da 70-80€ a persona.




Prezzo: 58€ a persona escluso il vino.

mercoledì 25 giugno 2014

Bar e ristoranti a Parigi: La Chocolaterie di Jacques Génin

Semplicemente la mia pasticceria preferita. Scordatevi le vecchie sale da thé di Angelina e La Durée: qui lo stile è moderno, c'è l'aria condizionata (piuttosto una rarità a Parigi), il personale estremamente gentile e attento al cliente. Inoltre, i tavoli sono spazioni e ben distanziati tra loro.

Tutto ciò che abbiamo assaggiato è di ottima fattura e presentato in maniera eccellente: la cioccolata calda, la tarte au citron, la degustazione di cioccolato sotto forma di raffinatissimi cioccolatini. I prezzi sono ovviamente all'altezza, ma non eccessivi: per esempio per una cioccolata calda bisogna sborsare 7€.

Imperdibile.

domenica 22 giugno 2014

Il lato oscuro di Parigi: passeggiata a Montmartre








Questa mattina passeggiata romantica a Montmartre. Quartiere turistico, forse il più turistico di Parigi, snaturato dal turismo. Tuttavia un quartiere ancora piacevole, con le sue stradine, i piccoli giardini, la bella architettura, le scale.

Il problema è la sporcizia: è vero che ieri sera c'è stata la Festa della Musica in tutta Parigi, è vero che ieri era sabato sera e i giovani amano sedersi in gruppo e bere la birra. Però, porco mondo, dopo che hai bevuto la tua birra, puoi riporre la bottiglia nell'apposito cestino, invece di lasciarla per terra? Spesso basta fare 2-3m per arrivare al cestino, non è un grosso sforzo. E soprattutto, quando devi pisciare, perché non andare in un bar invece di pisciare lungo la strada, lungo le scale, rovinando le passeggiate a chi il giorno dopo vuole fare 2 passi?

Parigi è una città molto sporca: non sono mai stato un amante della città finte, troppo belle e troppo pulite. Nello stesso tempo vorrei però poter fare una passeggiata senza sentire puzzo di piscio dappertutto e fare lo slalom tra cartoni di Kronemberg e cacche di cane.

martedì 20 maggio 2014

Vecchie auto: varie dagli USA

Qualche vecchia mezzo dal mio recente viaggio negli USA, di cui spero di scrivere qualcosa nelle prossime settimane.












domenica 18 maggio 2014

Ristoranti a Parigi: Hotaru

Ristorante giapponese, autentico: dove con autentico intendo dai sapori freschi e decisamente diversi da quelli (standard) dalle varie catene che servono sushi, che vanno tanto di moda e che propongono gusti standard per palati standard (il paragone è un po' infame a dire il vero perché la categoria di prezzo non è affatto la stessa).

Ottimo servizio, buona cucina, ambiente tranquillo e rilassante, tanta varietà di cibo, vino e dolci. Unico neo: le porzioni non sono enormi. Se avete tanta fame probabilmente vi alzerete con un po' di fame.
Contare circa 50€ a persona per antipasto, piatto e dessert (*)

Link ufficiale qui.


(*) ormai sono arrivato alla conclusione che a Parigi se vuoi mangiare discretamente devi spendere almeno 40-50€. Per meno, ci si può accontentare della solita entrecôte piena di nervi e grasso e malamente cucinata che servono nei bistrot.

venerdì 11 aprile 2014

Il lato oscuro (neanche tanto) di Parigi: strade sporche

Parigi non è solo la città degli innamorati, della cultura (è la città al mondo con più sale di cinema), delle opportunità...ma è anche una città molto sporca.

Ho iniziato a farci caso da un po' di tempo: le strade sono sporche, le metro sono sporche, le stazioni sono sporche, i cinema sono sporchi. Le cause sono ovviamente 2: l'inciviltà di molte persone che buttano in strada di tutto (dalle sigarette ai pacchetti delle sigarette, ai vecchi televisori materassi water e residui di lavori casalinghi) e il fatto che viene fatta poca pulizia.

Inizio quindi con qualche foto.



Les Halles, sabato sera.







11esimo arrondissement, una qualsiasi domenica mattina.




domenica 6 aprile 2014

Vecchie auto: Ferrari GTS Turbo






A questo link la pagina ufficiale della Ferrari su questa macchina.

PS. Ho ripreso ad oscurare le targhe perché un ragazzo mi ha scritto in privato dicendo di aver visto la sua macchina in questo blog, e mi ha chiesto gentilmente di oscurare la targa :-)