giovedì 31 dicembre 2009

L'alcool fa male, molto male.

Un ragazzo di 25 anni, sorpreso a rubare della birra in un Carrefour di Lione, è stato condotto in uno stanzino dagli addetti alla sicurezza del supermercato.

Qui un'asfissia meccanica dovuta alla compressione della gabbia toracica ha posto fine alla sua esistenza.

Buon anno a tutti e ricordate che l'abus d'alcool est dangereux pour la santé, à consommer avec modération, come ci ricordano le pubblicità di alcolici in Francia.

La notizia da Le Monde

Un homme de 25 ans est mort mardi 29 décembre à Lyon "par asphyxie mécanique" après avoir été interpellé dans un supermarché Carrefour par quatre vigiles, a indiqué mercredi le parquet. Le jeune homme, retenu par les agents de sécurité pour le vol de bouteilles de bière, est "mort d'une asphyxie mécanique par compression de la cage thoracique" et portait des hématomes "au bras et au front", selon les résultats de l'autopsie communiqués par le parquet de Lyon.

Les quatre agents, dont deux salariés de Carrefour et deux employés d'une société sous-traitante, ont vu leur garde à vue prolongée mercredi pour "violences volontaires aggravées ayant entraîné la mort sans intention de la donner" et seront déférés jeudi matin devant un juge d'instruction.
Les faits se sont déroulés lundi vers 18 heures 15, quand un jeune, "logé dans un foyer à Lyon", connu des services de police pour vol mais jamais condamné, a été arrêté alors qu'il était en train de voler des bouteilles de bière au supermarché Carrefour du quartier de la Part-Dieu. Trois agents ont emmené le jeune dans une salle de contrôle où il a été immobilisé en attendant l'arrivée de la police, cinquante minutes plus tard. Selon l'avocat de deux des agents de sécurité, "le jeune homme a été plaqué contre un mur, puis contre une table haute". Il a ensuite perdu connaissance en tentant de se dégager.

"SIMPLEMENT AHURISSANT"
Le procureur de la République de Lyon, qui a pu visionner les images de la vidéosurveillance du magasin a lui accablé les vigiles et parlé d'une arrestation trop musclée. "Sur les images on voit qu'il y a eu des échanges verbaux provocants", lors de l'intervention, raconte-t-il. Puis, "un vigile se lève, et le jeune [SDF] se prend un coup de poing dans le visage. Il commence à se rebiffer. C'est à partir de là que les quatre agents lui sautent dessus", poursuit le procureur "On les voit le coucher littéralement sur la table. (...) Ils étaient tous les quatre sur lui, c'était tout simplement ahurissant".
Mais les vigiles estiment être intervenus "de façon professionnelle, ce qui est confirmé par les enregistrements sonores du local de rétention", a assuré leur avocat. Aucun des quatre agents n'a jamais été condamné, "un casier judiciaire vierge étant requis à l'embauche" dans une société de sécurité, a rappelé le vice-procureur de Lyon.



mercoledì 30 dicembre 2009

venerdì 25 dicembre 2009

Ma allora è vero che porta sfiga!


 
Un paio di giorni fa....

Il premier, nel ringraziare Benedetto XVI per la "vicinanza" mostratagli dopo l'aggressione di Milano e per le parole che "mi sono state di grande conforto.,...

Ieri, durante la messa di Benedetto Sedici...





martedì 22 dicembre 2009

Sarkozy, i passeggeri di serie A e quelli di serie Z

Nei giorni scorsi, a causa delle condizioni meteo, alcuni esemplari di uno dei fiori all'occhiello della tecnologia francese, il treno ad alta velocità che collega Parigi con Londra, sono rimasti in panne sotto il tunnel della Manica, grande opera voluta da Mitterand, inaugurata nel 1994 e da allora in colossale perdita, per la grande gioia degli azionisti. 

Il traffico degli Eurostar è stato completamente bloccato per qualche giorno, cosi' come bloccati sono rimasti alcuni passeggeri per decine di ore sotto il tunnel, con un pessimo servizio di assistenza da parte della compagnia.

Ieri il presidente Sarkozy è andato su tutte le furie e ha chiesto che il traffico riprendesse a partire da oggi, martedi' 22. Inoltre ha voluto incontrare il presidente della SNCF, la società ferroviaria francese. Sembra che Sarkozy abbia detto al suo ospite che incidenti di questo tipo, inaccettabili per i viaggiatori, non devono più avvenire.

Il presidente Sarkozy invece non ha speso neanche una parola per i pendolari dell'Ile de France che per i loro spostamenti quotidiani sono costretti a usare RER A, quella che i francesi amano definire la linea più trafficata al mondo, visto che trasporta ogni giorno 1 milione di passeggeri e che collega l'est di Parigi con l'ovest, in particolare con la Défense, dove c'è un'alta concentrazione di uffici e quindi di impiegati. 

Sulle condizioni della RER A mi pare di avere già parlato qualche volta: nelle ore di punta si praticamente in piedi come sardine, pressati l'uno contro l'altro, e di conseguenza la gente è comprensibilmente aggressiva e nervosa. Per non parlare del periodo estivo, quando la temperatura a bordo dei treni raggiunge temperature elevate e l'aria diventa irrespirabile.

Oggi è il 13esimo giorno consecutivo che i passeggeri della RER A hanno la vita ancora più difficile: essendo i lavoratori di questa linea in sciopero, infatti, il servizio è ridotto a 1 treno su 3 nelle ore di punta e addirittura annullato nelle altre fasce orarie (*). Se per caso fai un lavoro che finisce dopo le 19.30 (fine dell'ora di punta), ti arrangi. Se invece sei fortunato e hai orari standard, benvenuto nei treni della RER A in periodo di sciopero, quando tutto quanto scritto sopra sulle condizioni dei passeggeri è amplificato. 

(*) Aggiornamento postumo: leggo che oggi nelle ore di punta circolano 2 treni su 3 e qualche treno nelle altre fasce orarie. Fino a qualche giorno fa, invece, la frequenza dei treni era quella riportata sopra.


Chiudo questo messaggio con un'immagine rubata all'interessante blog Paris est sa banlieue.




Spare parts and broken hearts



 

Ci sono delle cose che fanno parte di te e della tua anima più di quanto tu non te ne accorga.

Spare parts, una canzone di Bruce dell'album Tunnel of love, è una di quelle. Sono ricapitato sul suo video proprio questa sera, e mi è sembrato di tornare indietro di 21 anni fa, quando Bruce era il mio dio e il libro dei suoi testi con traduzione il vecchio e nuovo testamento.

La versione del vivo di Spare parts (Tunnel of love tour del 1988) è, come spesso accade per le canzoni di Bruce, molto più bella ed intensa che in studio. Il video, sprovvisto di effetti speciali e luci stroboscopische, è tra i suoi più belli, insieme ovviamente a quello di Tougher than the rest.

Ricordo la forte emozione quando lo vidi per la prima volta, probabilmente su qualche trasmissione dell'epoca su Italia 1, nell'88, ché a casa mia non si prendeva Videomusic. 

Un lungo e poetico intro al piano di Roy Bittan, l'introduzione con tono pacato di Bruce alla canzone, quando ancora aveva la splendida abitudine di introdurre i brani parlando o scherzando con il pubblico, e poi lei, Spare parts: la prima strofa in parlato, poi entra tutta la E street band, arricchita in quel tour da una potente sezione fiati.

Penso sia una delle più belle canzoni mai scritte sul passato: passato non come fonta di malinconia e nostalgia, ma come forza per affrontare un nuovo futuro quando la vita sembra voltarti le spalle.







SPARE PARTS (Pezzi di ricambio) - Traduzione dal sito Loose ends



Bobby aveva promesso di uscire, Bobby rimase dentro di lei
Jane rimase incinta, non c'era niente di male
dovevano sposarsi in un giorno d'estate
ma Bobby si spaventò e fuggì via
Jane si trasferì con sua madre a Sahawnee Lake
e diceva sospirando "Mamma,a volte la mia vita mi pare tutta un unico grande sbaglio"
si sistemò in una stanza sul retro, e il tempo passava
e quell'inverno suo figlio venne alla luce

(Chorus)
Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

Janey cullava quel bambino
notte dopo notte
ma lei era giovane, e le mancavano
i party e i diveryimenti
nel frattempo nel South Texas in una
sporca zona di petrolio
Bobby venne a sapere del bambino e giurò che non sarebbe mai più tornato

(Chorus)

Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

Janey sentì di una donna a Calverton
che mise il suo bambino nel fiume, e lo lasciò andare
lei guardò il suo bambino nella culla
si inginocchiò, pianse fino a quando non pregò
c'era foschia sull'acqua e bassa marea
Janey teneva suo figlio, in riva al fiume
con l'acqua fino alla cintola, ma come brillava il sole
lei prese suo figlio in braccio e lo riportò a casa
mentre dormiva sul suo letto, Janey si guardò intorno
aprì un cassetto del suo comò e prese il suo vecchio anello di fidanzamento
tirò fuori il suo abito da sposa, infilò l'anello nella custodia
andò al banco dei pegni ed uscì con un bel po' di freddo denaro

(Chorus)

Pezzi di ricambio
e cuori infranti
mandano avanti il mondo

sabato 19 dicembre 2009

Alitalia e i bagagli.

E anche quest'anno sono in Calabria dai miei per le vacanze di Natale. E precisamente come l'anno scorso sono qui senza bagaglio: eh sì, perché Alitalia ha deciso anche quest'anno di perdermi lo zaino con tutto il contenuto (tra cui dei buonissimi financiers e cannelés bordelais).

Nell'ultimo anno e mezzo, su 3 tratte Parigi Lamezia e ritorno (totale ad oggi 7 voli), la simpatica compagnia mi ha perso il bagaglio 3 volte, di cui una volta per sempre e non rimborsato. Non male come statistica! 2/7: bagaglio perso e ritrovato. 1/7: bagaglio perso e non più ritrovato né rimborsato

Come spesso mi accade dopo aver preso un aereo per l'Italia dall'aeroporto Charles de Gaulle, ne approfitto anche per lamentarmi un pò dell'organizzazione delle code del check in Alitalia AirFrance KLM di stamattina allo Charles de Gaulle.

La fila per il checkin era mostruosamente lunga, essendo il week end prima delle feste. Mentre attendevo, per ingannare il tempo, ho anche contato a spanne il numero di persone che attendevano e avanzavano ad una velocità media di una mattonella ogni quarto d'ora: circa 150 persone. I check in aperti ad un certo punto erano ben....2!
In altri momenti erano 3 o 4, però spesso un impiegato si alzava per fare qualcosa, per cambiare la carta alla stampante, per consultare un altro collega: ad un certo punto ho visto un capannello di ben 5 colleghi che parlavano seriamente di chissà quale problema, mentre in due cercavano di smaltire 150 viaggiatori.

Una volta fatto il check in anche la fila per i controlli di sicurezza non scherzava: decine di persone in una coda che si confondeva con quella del check in. Ho visto più di un viaggiatore fare la fila sbagliata e poi improvvisamnte cambiare perché accortosi di seguire il flusso errato.

Inizio a capire perché ogni tanto il Charles de Gaulle sia votato dagli utenti come uno dei peggiori al mondo, anche se immagino che la gestione delle code non dipenda tanto dall'aeroporto ma dalle singole compagnie.

Non so voi, ma io trovo sempre più stressante viaggiare in aereo, soprattutto se c'è da fare un cambio (non esiste un volo diretto Parigi Lamezia): il giorno che faranno l'alta velocità in treno Parigi Locri sarò l'uomo più contento del mondo...

Aggiornamento del 21.12
Oggi pomeriggio ho finalmente ricevuto il mio bagaglio. I financier e i cannelés si sono seccati un po', ma ancora buoni.
Il bagaglio è stato imbarcato sul volo 1175 di ieri, arrivato a Lamezia Terme alle 13.05, ma solo alle 8 di sera il centralino di Alitalia è stata capace di confermarmi che lo zaino era arrivato a Lamezia.

giovedì 17 dicembre 2009

Ipxe dixit: Jacques Myard

"La rete internet è completamente marcia. Bisogna nazionalizzare questa rete per poter meglio gestirla (maîtriser), i cinesi l'hanno fatto".

Jacques Myard, deputato dell'UMP (il partito di Sarkozy).

Articolo completo


"Aujourd’hui, le réseau Internet est totalement pourri", explique Jacques Myard. Il faut "nationaliser ce réseau [pour] avoir la capacité de mieux le maîtriser, les Chinois l'ont fait..."

Ipse dixit: Schifani

"Si leggono dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi, che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange".
17.12.2009
Fonte


martedì 8 dicembre 2009

Un film: The road


Link IMDB

Il mondo è morto. Sono sopravvisuti pochi uomini e animali e la vegetazione non cresce più.
I sopravvissuti si sono organizzati in bande e praticano il cannibalismo per vivere.
In questo mondo apocalittico si muovono un padre e un figlio, in cammino verso sud per svernare.
Durante il loro viaggio a piedi si imbattono nelle più disparate situazioni e persone. Il figlio scopre i resti della civiltà, mentre il padre cerca di essere una guida morale.

Molto bello il paesaggio della Terra morta (il film ci nasconde la causa della sua morte), ma nel complesso la pellicola non mi ha convinto. E' un film intimo, che forse avrebbe avuto bisogno di un attore meno freddo di Viggo Mortensen, che apprezzo invece molto nei ruoli da duro.  E poi ho avuto l'impressione che due ore siano troppe per questo film e che forse un'operazione di sintesi lo avrebbe reso più compatto.

Voto di Kurtz: più.

giovedì 3 dicembre 2009

Un film: A l'origine.


Link IMDB

La storia vera di Philippe Miller, un uomo che vive di truffe giorno per giorno.
Quando gli capita di passare un bel di' di fronte al cantiere abbandonato di un'autostrada, mette in piedi la sua truffa più grande, spacciandosi per capo cantiere e facendo riaprire i lavori. L'abbandono del cantiere aveva provocato nella popolazione locale della disoccupazione e un grande senso di abbandono. Preso dai sentimenti, la situazione gli sfugge di mano.
Basato su una storia vera.

La storia alla base del film è molto appassionante e interessante. Purtroppo il regista Xavier Giannoli non ha saputo tradurla bene in immagini secondo me. L'attore principale François Cluzet gioca troppo a fare l'alienato tanto da apparire monoespressivo.

C'è qualcosa di bello, come la sempre brava Emmanuelle Devos, ma nel complesso il film è anche troppo lungo.

Voto di Kurtz: indifferente.

Un film: Away we go



Link IMDB

Burt e Verona sono una giovane coppia che si ama. Quando lei scopre di essere incinta,  si mettono in viaggio per andare a trovare delle coppie amiche in varie città per cercare un posto dove fondare la loro famiglia.

Commedia insignificante, con qualche momento simpatico e basta. Non mi ha detto niente.

Voto di Kurtz: indifferente.