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mercoledì 5 ottobre 2011

L'ovetto e il vero senso della giustizia

Qualche giorno fa delle persone, di cui una ragazza di 14 anni, sono rimaste uccise mentre svolgevano il loro redditizio lavoro (circa 4€ all'ora, sembra).

A parte il fastidioso discorso sulla bocca di tutti che non è giusto morire sul lavoro per 4€ all'ora, come se invece fosse giusto morirci per 10 o 15€ all'ora,il sindaco di Barletta, la città dove è avvenuta la tragedia, ha dichiarato che non si sente di criminalizzare chi offre del lavoro in questo momento di crisi economica nazionale ed internazionale.

Io sono d'accordo con il sindaco e mi dispiacerebbe che la giustizia perdesse del tempo con queste sciocchezze: lavoro nero, condizioni di lavoro disumane, lavoro minorile, stipendi non in linea con il costo della vita.
In Italia la giustizia deve occuparsi di ben altri problemi. In particolare trovo che sia giusto che la giustizia si occupi di malfattori in erba, cioè coloro che domani saranno la vera piaga dello Stivale.

Per esempio, in Puglia sta andando avanti un processo da due anni a carico di un ventenne che due anni fa rubo' un preziosissimo Ovetto Kinder.

Ecco, questa è la giustizia che vogliamo!

L'ovetto rubato che blocca la giustizia

Ragazzo alla sbarra per un furto da un euro
Il processo ne costerà migliaia



TARANTO - «Fino all'anno scorso nella cancelleria penale si usavano ancora i registri di carta» disse del tribunale di Taranto il presidente della Corte d'appello Mario Buffa durante l'inaugurazione di quest'anno giudiziario. «Roba dell'età della pietra...» aggiunse. Parlava del perché a Taranto la giustizia fosse così lenta. Adesso sa che c'è almeno un altro motivo: l'impiego di tempo ed energie per celebrare processi come quello per il presunto furto di un ovetto Kinder. Siamo all'inizio, seconda udienza fissata per il 31 gennaio prossimo. Valore della «refurtiva»: 1 euro e 4 centesimi. Costo del processo: migliaia di euro fra atti, notifiche, tempo da dedicare e documenti da scrivere per cancellieri, magistrati, avvocati, carabinieri.
E se casomai si mettesse male l'imputato - che si chiama Donato, ha 20 anni ed è uno studente - potrebbe avere un futuro da pregiudicato. Vaglielo a spiegare, poi, se per esempio ti fermano per un controllo stradale, che sulla tua fedina penale c'è scritto sì che hai un precedente per furto, ma era un ovetto Kinder... L'avvocato di Donato, Gianluca Pierotti, è convinto che ci siano «tutte le premesse per chiudere questo caso con un'assoluzione». Ma tanto per cominciare ci vorrà tempo e questa storia tiene sulle corde la famiglia del ragazzo già da più di due anni.
È successo il 4 di agosto del 2009. Donato, allora 18enne, chiacchierava con un amico a Montedarena, sulla litoranea salentina, proprio davanti a un rivenditore ambulante di frutta e dolciumi. La cosa certa è che si è avvicinato all'Ape Poker del venditore (che di nome fa Luciano) per prendere un ovetto di cioccolato. Da qui in poi, però, le versioni diventano due. Lo studente dice di aver preso il Kinder dall'espositore per mostrarlo al commerciante e pagarlo. Il commerciante, invece, sostiene che il ragazzo l'aveva messo in tasca e che quando gli ha detto «ti ho visto, volevi rubarlo», ha ricevuto come risposta una raffica di insulti (da qui il rinvio a giudizio anche per ingiurie). «Tutto falso» replica Donato. «Mi ha sgridato perché non dovevo toccarlo e gli ho chiesto pure scusa». Insomma, un battibecco. Niente che valesse più di una banale seccatura. E invece no. Il venditore ambulante ha chiamato i carabinieri, Donato è stato identificato e sentito in caserma e alle due di notte, quando suo padre si è ritrovato davanti al commerciante, ha provato a chiudere la partita con tante scuse e una stretta di mano. Niente da fare. E nemmeno i tentativi di transazione dei giorni successivi sono andati a buon fine (l'ultima offerta era 1.600 euro). Così la faccenda è diventata decisamente più seria di quel che meritava e il fascicolo dell'ovetto è finito sul tavolo del pubblico ministero Raffaele Graziano: furto e ingiurie. Rinvio a giudizio e processo. Avendo ben presente che anche soltanto l'atto di citazione costa ben più del valore della refurtiva.
L'avvocato Pierotti conta di smontare l'accusa anche grazie all'informativa dei carabinieri, una paginetta che riassume la vicenda e che definisce «alquanto improbabile» la versione del commerciante. Perché Donato «indossava un pantalone jeans a vita bassa aderente e tale da impedire l'intromissione nella tasca di un uovo di cioccolato». C'è da sperare che non si arrivi a una perizia per stabilire se e come un ovetto Kinder può stare nella tasca di un jeans.



lunedì 12 settembre 2011

Oggi incidente nucleare in Francia

Esplode un forno in un sito nucleare al sud della Francia (qui la notizia in italiano): muore un uomo.  I politici francesi e la stampa francese minimizzano, dicendo che non c'è nessun pericolo. Alle 22.49, cioè neanche 12 ore dopo la notizia, sul sito de Le Monde la notizia è molto in basso e in piccolo.

Sarà da fidarsi? Certo, a me mancano gli elementi per sapere se ci sono realmente dei pericoli, come probabilmente a molti di voi. Pero', se mi baso sul passato, in particolare all'incidente di Chernobyl, alla reazione della Francia ai tempi e della giustizia francese ai giorni nostri, qualche dubbio mi viene...

Riporto dal blog FranciaEuropa:

1986-2011: per la giustizia la nube di Chernobyl non è mai arrivata in Francia
Non luogo per la corte d’appello di Parigi rispetto alla denuncia di 53 persone, che hanno contratto un cancro della tiroide in seguito all’incidente di Chernobyl.
L’unico imputato, l’allora capo del servizio per la protezione contro le irradiazioni, il professor Pierre Pellerin, ha ottenuto un “non luogo”: per la giustizia francese è impossibile stabilire un legame tra Chernobyl e il cancro che si è diffuso in Francia in modo anormale in certe zone di confine. 25 anni dopo, la Francia conferma che la nube di Chernobyl “si è fermata alle frontiere”.
In tutti i paesi confinanti, in Italia del nord per esempio, ci sono stati effetti dell’incidente nucleare ucraino. In Francia no. Nell’86, il ministero dell’agricoltura francese aveva affermato ufficialmente che “il territorio francese è stato totalmente  risparmiato” dalla nube. Eppure, una percentuale anormale di cesio era stata reperita. Nel timo, per esempio, in Provenza. Ma il prof. Pellerin aveva detto che “non si beve una tisana di timo come si beve del latte, non è certo un’infusione di timo, anche se altamente radioattiva, che puo’ far male, è derisorio”. Nell’ottobre dell’86, pero’, era stato consigliato agli agricoltori di “mischiare” il fieno per gli animali, per evitare conseguenze. Nell’87, erano state constate delle contaminazioni nei funghi nelle Alpi Marittime e nella Drôme. Nel 2006, un rapporto allarmante dell’Istituto nazionale di veglia sanitaria dell’est della Francia aveva rilevato vari casi di cancro della tiroide.

Ma oggi la giustizia ha chiuso la pagina. Proteste dei Verdi e di tutti gli ecologisti. La Francia è uno dei paesi più nucleari al mondo, con 58 reattori, che forniscono i tre quarti dell’energia elettrica. La Francia tenta in questo periodo di vendere all’estero l’Erp, il reattore di ultima generazione (uno è in costruzione in Finlandia, un altro in Francia).

martedì 2 febbraio 2010

Suicidio omicidio

Quando prendo la metro o la RER mi tengo sempre lontano dai binari. Mi sono sempre detto che basta che qualcuno ti spinga avvertitamente o inavvertitamente nel momento in cui il treno arriva e puf! ti trovi macellato.

Non ho mai comunicato questa paura a nessuno perché nel mio piccolo mi sentivo paranoico, ma oggi lo faccio nel blog perché ho appena scoperto che qualche giorno fa a Parigi un signore di 40 anni si è suicidato buttandosi sotto la metro e nella caduta ha trascinato con sé un ragazzo di 24 anni, morto anch'esso.

La mia paura non era quindi del tutto infondata.

Qui il blog che riporta la notizia, e a leggere i commenti dei lettori sembra che non sia la prima volta che capita una cosa del genere.