sabato 10 dicembre 2011

Un film: Les Neiges du Kilimandjaro

Regia di Robert Guédiguian



Michel lavora al porto di Marsiglia ed è un sindacalista. In tempo di crisi la società deve licenziare: Michel estrae a sorte un certo numero di nomi, tra cui il proprio.
Nonostante la perdita del lavoro Michel e la sua famiglia sono felici. Un giorno pero' subiscono una rapina. Michel scopre per caso il rapinatore e dei dubbi morali si insinuano nella famiglia.

Una storia raccontata bene, con uno stile minimalista.


Voto di Kurtz: più.

Un film: Bir Zamanlar Anadolu'da

Titolo francese: Il était une fois en Anatolie.

Regia di Nuri Bilge Ceylan



La lunga notte di un ispettore, dei poliziotti e un detenuto accusato di omicidio alla ricerca di maggiori informazioni sul delitto.

2 ore e 40mn di film turco con sottotitoli. Ero molto attratto da questo film, ma nello stesso tempo sentivo che avrebbe potuto essere molto pesante. Invece non lo è stato per nulla. La storia è piuttosto leggera, quasi inconsistente: sono le relazioni tra i personaggi e l'aspetto introspettivo che rendono interessante la pellicola. A livello di narrazione succede molto poco, infatti.
Il film è arricchito di una fotografia meravigliosa (il regista è anche fotografo, e si vede), soprattutto la lunga parte ambientata di notte.

Purtroppo la parte ambientata durante il giorno fa perdere al film un po' di compattezza e di fascino.

Voto di Kurtz: cuoricino.

Un film: Donoma

Regia di Djinn Carrenard

L'evoluzione di 3 coppie tra Parigi e periferia.

Si parla molto di questo film in Francia perché è stato girato con 150€ (a detta del regista), con mezzi tecnici prestati e con attori volontari (amici del regista) non pagati.

Il risultato è davvero interessante: il film non è ovviamente perfetto, ma le imperfezioni sono ampiamente compensate dalla freschezza che si respira durante le 2 ore abbondanti. Le 3 storie stanno in piedi, sostenute in gran parte dai dialoghi, molti intensi e realistici. Ho trovate il modo di narrare la storia molto sincero ed alcune sequence poetiche.

Qualche informazione in più sul film qui.

PS. Grazie a questo film ho scoperto che i giovani delle periferie dicono Ci-mer per Merci.

Voto di Kurtz: cuoricino.

giovedì 1 dicembre 2011

Un film: Kongen av Bastøy

Titolo francese: Les révoltés de l'ile du Diable.




All'inizio del secolo in un'isolata isola della Norvegia ha sede un istituto penitenziario cattolico per delinqueti minorenni. La disciplina è rigida, basata sulle punizioni corporali, l'umiliazione e anche degli abusi.
Un bel giorno arriva un nuovo detenuto, un giovane accusato di omicidio. L'ambiente cambia radicalmente.

C'è tutto quello che mi piace in un film: una bella storia, la rivolta contro l'ordine costituito e la repressione, l'ambientazione nordica (in realtà il film è stato girato in un'isola estone), una regia forte e decisa e alcuni momenti di grande poesia.

Il film più bello del 2011 insieme a Essential Killing e The artist.

Voto di Kurtz: doppio cuoricino.

mercoledì 23 novembre 2011

Un film: Toutes nos envies

Regia di Philippe Lioret, autore di Welcome.



Claire è una giovane e bella donna: 32 anni, un marito e due bambini, ovviamente un maschietto ed una femminuccia. Durante la sua professione di giudice capita in un caso che prende subito a cuore: una donna, madre di 2 pargoli, con lavori precari, che non riesce a pagare i suoi debiti con le compagnie di credito al consumo.
Intanto Claire scopre di essere ammalata di un male incurabile.

Interessante il fatto che Lioret abbia parlato di un problema che affligge la società francese (e probabilmente non solo): il ricorso alle società di credito al consumo, con tassi che rasentano l'usura, spesso ultima possibilità di arrivare a fine mese se le condizioni economiche non te lo permettono.

Vincent Lindon è impeccabile come sempre e sta diventando uno dei miei attori preferiti, anche se quando parla non riesco sempre a capirlo :-(

Tuttavia mi pare che il regista abbia voluto mettere un po' troppa carne al fuoco e che ci tenga troppo a tirare fuori la lacrima all'ignaro telespettatore.

Voto di Kurtz: cuoricino.

mercoledì 16 novembre 2011

Ni dieu ni maitre

Qualche snob della grammatica starà pensando che mi sono sbagliato a scrivere maitre, e che avrei dovuto scrivere maître, con il simpatico accento circonflesso sulla i.

Secondo Wikipedia l'accento circonflesso (che poi non è neanche un accento, ma tant'è...) in francese è stato introdotto nel 1740 e indica una contrazione dovuta alla perdita di una esse nel corso dei secoli.

Maitre, quindi, qualche secolo fa si scriveva maistre

Ora, io non so quanto possa essere interessante trascinarsi nel corso dei secoli una sorta di accento dalle fattezze piuttosto bizzarre per ricordare una lettera caduta in battaglia. E rimproverare i ragazzi a scuola se dimenticano di apporlo sulla vocale interessata.

Ed infatti i parrucconi dell'Académie Française, sempre all'avanguardia e progressisti come pochi, hanno deciso nel 1990 che l'accento circonflesso sulla i e sulla u puo' non essere messo. Nessun reato penale, quindi, se scrive maitre, oppure cout invece di coût. Obbligatorio, invece, mantenerlo su parole che senza accento hanno un altro significato.

Qui il link della riforma linguistica del 1990, portatrice di incredibili novità.

Chissà se tra altri 260 anni potremo scrivere fenetre e non fenêtre, pates invece di patês.




mercoledì 9 novembre 2011

Appunti sparsi su religione, libertà di stampa: un'aggiunta

Aggiunta rispetto al post precedente sullo stesso tema.

Nel 1988, quando usci' il film L'ultima tentazione di Cristo, di Martin Scorsese, degli integralisti cattolici hanno dato fuoco al cinema Saint Michel di Parigi: per fortuna non ci furono dei morti, ma molti intossicati ed un ferito grave.

Qui il video del tg dell'epoca.

Che brutto mondo sarebbe senza le religioni, portatrici di pace e fratellanza.

mercoledì 2 novembre 2011

Appunti sparsi su religione, libertà di stampa

Appunto numero 1

Benedetto 4x4 ad Assisi a fine ottobre ha detto 3 cose fondamentali:

1. "gli orrori dei campi di concentramento mostrano in tutta chiarezza le conseguenze dell’assenza di Dio". Quindi colpa degli atei.

2. "l'assenza di Dio" la causa sovrana della violenza, la negazione del divino “corrompe l'uomo, lo priva di misure, gli fa perdere l'umanità". Quindi gli atei sono violenti, corrotti, senza misure e senza umanità.

3. che gli agnostici, contro cui B16 è molto più comprensivo che nei confronti degli atei, non hanno avuto il dono della fede. Insomma, delle persone di serie b, un po' menomate, poverine.

Fonti: qui e qui.

Appunto numero 2

Il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ha reso noto nei giorni scorsi che il numero di oggi, mercoledi' 2 novembre, avrebbe avuto in copertina un disegno di Maometto che diceva in tono scherzoso: "Se non ridete sono 100 colpi di frusta".

Il tutto per festeggiare la vittoria del partito islamista in Tunisia.


Ieri notte delle bombe molotov sono state lanciate contro la redazione di Charlie Hebdo: fortunatamente non ci sono stati né morti né feriti, ma i danni sono stati notevoli. Libération ha proposto a CH di ospitare la redazione del settimanale.

CH è stato uno dei pochi giornali a pubblicare, nel 2006, le famose vignette satiriche su Maometto pubblicate l'anno precedente da un giornale danese


Qui l'intervista a Le Monde della direttrice di CH.


Che brutto mondo sarebbe senza le religioni, portatrici di pace e fratellanza.

Un film: Présumé coupable

Regia di Vincent Garenq



La storia di Alain Marécaux, uno degli indagati dell'affaire d'Outreau, "il maggiore scandalo giudiziario degli ultimi decenni francesi": 17 persone (uomini e donne) sono accusate di abusi su minori, dai minori stessi e dai loro genitori. Dopo anni di processi, prigione, umiliazioni, lontananza dalle proprie famiglie, gli indagati sono riconosciuti innocenti.

Di solito quando vedo nei trailer dei film "Ispirato da una storia vera" o cose simili, la mia attrazione per il film stesso diminuisce drammaticamente. Questa volta mi sono fatto convincere dalle ottime critiche, e non me ne sono affatto pentito. Il film è davvero forte nella sua denuncia contro il sistema giudiziario che ha preso in questo caso un granchio enorme, contro le indagini condotte perché si arrivasse a certi risultati, con gli interrogatori ai minori pilotati, contro un giudice d'istruzione idiota e la cui incompetenza ha rovinato la vita a più persone, contro l'ambiente carcerario (ho notato che sono frequenti i film francesi in cui c'è la prigione, e spesso tutti di ottimo livello).

L'attore protagonista, Philippe Torreton, è straordinario nel suo drammatico ruolo.

Voto di Kurtz: cuoricino.

Un film: The Ides of March

Regia di George Clooney





I retroscena delle elezioni americane.

Bah, senza nulla togliere a George Clooney regista, che stimo e rispetto, ho trovato il film piuttosto piatto: storie di corruzioni, mancanza di integrità morale, arrivismo, viste e riviste millanta volte al cinema.

Postilla: qualcuno mi puo' spiegare il grande successo di Ryan Gosling? Io lo trovo un attore mediocre. Anche in Drive non mi aveva convinto.

Voto di Kurtz: indifferente.

Un film: The Adventures of Tintin : Secret of the Unicorn

Regia di Steven Spielberg.



Il perspicace Tintin compra un vecchio modellino di veliero ad un mercatino dell'usato: scoprirà presto che l'oggetto contiene molti segreti che lo porteranno molto lontano.

Tra i pochi film 3D che ho visto, questo è sicuramente il più impressionante dal punto di vista tecnico e visivo. Alcune scene sono di una bellezza mozzafiato.
La storia, che in realtà è un misto tra due storie del fumetto originare, sta in piedi e lo svolgimento non annoia.

Voto di Kurtz: cuoricino.

domenica 30 ottobre 2011

Un film: Poulet aux prunes

Regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud.



Nassar è un bravo violinista che decide di lasciarsi morire, sotto gli occhi di moglie e figli. Durante i suoi ultimi giorni di vita, visioni del passato e del futuro si accavallano: l'amore mai realizzato, la famiglia, la musica.

Dopo Persepolis, degli stessi autori, era lecito aspettarsi un altro capolavoro: purtroppo questo film mi ha in parte deluso. L'ironia, il dramma, le scene con attori in carne ed ossa e quelle d'animazione: tutti questi fattori non si amalgamano bene nel complesso, a volte sembrano non sembrano neanche sequenze dello stesso film.
Durante i primi 3/4 della pellicola mi sono anche un po' annoiato, essendo la storia un po' leggera e poco sviluppata in alcuni suoi aspetti.
Inoltre, costante la presenza della poesia ricercata a tutti i costi.

Mathieu Amalric bravo come sempre. Da non perdere il suo Tournée, film uscito l'anno scorso di cui è attore e regista.

Voto di Kurtz: indifferente.

mercoledì 26 ottobre 2011

Un film: The artist


Regia di Michel Hazanavicius



George Valentin è un celeberrimo attore del cinema muto: è adorato da tutti, le ragazze fanno la fila per incontrarlo. E ha anche un cane, simpatico ma brutto come la peste.
Peppy Miller è una bella ragazza (la splendida Bérénice Bejo), che aspira al cinema. E proprio grazie a George ce la farà.

Intanto il cinema subisce una grande rivoluzione: il passaggio dal muto al cieco. No, scusate, volevo dire al sonoro. George è della vecchia scuola, non accetta di lavorare per il cinema muto, mentre Peppy inizia la sua ascesa.
I due in tutto questo tempo si incontrano, si amano.

Film muto (di memoria solo Aki Kaurismaki aveva tentato un'impresa del genere negli ultimi anni con il suo bel Juha), con magliloquente colonna sonora. Alcune scene sono davvero molto intense (quella in cui George dà fuoco alle pellicole, su tutte).

Un solo problema: ho trovato il film freddo, poco comunicativo a livello emotivo.

Tra i nomi famosi John Goodman, che a me piace assai, e Malcolm McDowell, l'indimenticabile Alex di Arancia Meccanica.

Voto di Kurtz: cuoricino.

martedì 25 ottobre 2011

L'omeopatia non funziona

Non so se qualcuno se n'è mai accorto, ma tra i blog che linko a partire da Storie Inutili ce ne sono almeno 3-4 di stampo scientifico-razionalista.

Non ci posso fare niente: sono razionale per natura, ho fatto degli studi che hanno acuito la mia razionalità, faccio un lavoro dove la razionalità è essenziale, e sono anche un po' diffidente di natura: non nei confronti dell'essere umano, in cui ho una discreta fiducia, ma di quanto ci viene proposto quotidianamente con assunzioni spesso cementificate dal luogo comune e dalla diceria.

Insomma, tutto questo per dire che non credo alle religioni, anzi non lo sopporto proprio, non credo ai pranoterapeuti filippini, non credo che l'11 settembre sia un complotto organizzato dagli USA, non credo ai vari dottori, come il dr. Hamer, che hanno delle teorie piuttosto fantasiose sulla natura del cancro, altrettanto fantasione come le cure proposte. E che purtroppo hanno anche qualche morto sulla coscienza.

Tra le mie battaglie quotidiane che porto avanti, dedico particolare energia all'omeopatia, che mi sta antipatica per l'aurea di cui gode.

Purtroppo mi duole constatare che in territorio francese, terra dei lumi, di Cartesio, della razionalità, di grandi matematici, l'omeopatia è assai diffusa (forse per la presenza di importanti case omeopatiche, come la Boiron): la sua efficacità è raramente messa in discussione dall'uomo comune (terribile espressione, ma efficace), cosi' come sono presi come oro colato tutti i luoghi comuni attorno all'omeopatia, del tipo "E' roba naturale, male non fa". A proposito di questo, chiedete a Socrate se le piante possono fare male, e sentiamo cosa vi risponde. Oppure, provate a non curarvi qualcosa di grave con l'omeopatia lasciando perdere le cure tradizionali e poi sappiatemi dire.

O ancora, provato a ingurgitare un kg di sterco di vacca, vediamo se fa male: è roba naturale, come puo' fare male?

In ogni caso, non sta a me spiegare scientificamente perché l'omeopatia non funziona. L'ha fatto Piero Angela, che nel 2004 si è beccato un'accusa di diffamazione per aver affermato in tv che l'omeopatia non serve a nulla, lo fanno tante riviste, tanti siti a cui partecipano delle persone con un bagaglio di conoscenze scientifiche superiore al mio.

Da canto mio posso consigliarvi il blog MedBunker, che con un lungo e approfondito post ci informa che uno dei rimedi omeopatici più diffusi, l'Oscillococcinum, prodotto dalla francese Boiron, non è altro che zucchero. Si', zucchero, come quello che si mette nel caffè e che al supermercato costa attorno ad 1€/kg. E che purtroppo in farmacia è venduto molto più caro, spacciato come rimedio contro i mali invernali.

Ancora a proposito dell'Oscillococcinum, non posso non rimandarvi a questo post di Blog (0), in cui il brillante proprietario del blog spiega come una sua pubblicazione sul blog abbia fortemente disturbato la casa francese Boiron, che ha addirittura minacciato di querelare l'autore dell'articolo.

Buona lettura.

Anche io pero' voglio dare il mio contributo scientifico alla dimostrazione dell'inefficacia dell'omeopatia. Guardate bene le due foto qui sotto, scattate da me stesso:


 
Trattasi della tomba di Hanhemann, il fondatore dell'omeopatia, sepolto al cimitero parigino di Père Lachaise, a 10mn da casa mia, luogo dove mi promeno sovente il sabato mattina (sapete, mi piace pensare al futuro).

Ebbene, le foto dimostrano che l'omeopatia non funziona: se funzionasse il tizio non sarebbe mai morto e sarebbe ancora tra noi.

martedì 18 ottobre 2011

Un film: De bon matin

Regia di Jean-Marc Moutout

Un commerciale di un'importante banca inizia ad essere vittima della direzione, che vuole farlo fuori. Lui reagisce a suo modo.



Film algido (non nel senso del gelato), con poche sorprese (la fine è raccontata all'inizio). Poche emozioni. Il protagonista ha poche espressioni, anzi una e basta. Insomma, tutto poco.

Voto di Kurtz: indifferente.

Un film: Un heureux evenement

Regia di Rémi Bezançon

Lui e lei si conoscono. Si innamorano. Fanno le cose sporche. La pancia di lei si gonfia. Un bimbo nasce. La pancia di lei si sgonfia. Ma la coppia non è più la stessa.



In tono leggero e da commedia sono narrate le noie della gravidanza, a partire del dolore del parto e post parto, fino ai delicati equilibri della coppia compromessi dall'arrivo di una creatura piangente.

Voto di Kurtz: più.

lunedì 10 ottobre 2011

Lourdes, i miracoli e un'idea business

Premessa: come tutti quelli che si avvicinano alla 40ina, sono alla ricerca di un'idea che mi permetta di lavorare poco e guadagnare molto, per poter non fare nulla tutto il giorno e comprare un sacco utilissime, quali macchine sportive, una villa à la Tony Montana (con tanto di tigre nel giardino), sigari da 3000€ al pezzo e cosi' via.


Premessa finita, parliamo d'altro. Di miracoli.

Non mi sono mai interessato al fenomeno Lourdes: nelle mie discussioni con i timorati di Dio, alle loro obiezioni del tipo "Ma perché non credi ai miracoli, eppure la Chiesa ne ha certificati tanti?" ho sempre risposto con tono saccente cose del tipo "Si', d'accordo, ma le commissioni sicuramente sono composte tutte da uomini di chiesa e altrettanto sicuramente è bandita la presenza di uomini di scienza".

Ebbene, ieri sono capitato su un interessante articolo in lingua francese sui miracoli di Lourdes, che riassumo in alcuni punti chiave:

1. Le commissioni che certificano i miracoli sono composte da uomini di scienza e da dottori. Secondo l'articolo, la commissione è composta da 10 000 dottori di 75 paesi diversi (un intero palazzetto dello sport pieno di dottori che certificano miracoli. Che brutta immagine :-)

2. Le commissioni non sono sempre state composte da uomini di scienza. Fino al 1920, infatti, nessuna traccia di dottori nelle commissioni.

3. Dal 1920 in poi il numero di miracolati certificati è diminuito brutalmente. Forse a causa del fatto che a certificare i miracoli siano dei dottori? Maligno che è l'articolista...

4. Anno dopo anno, il numero di miracolati certificati ISO diminuisce. Forse perché la medicina riesce a spiegare sempre più fenomeni che prima invece erano ignoti?

5. In 150 anni che il fenomeno è studiato, sono stati certificati circa 70 miracoli.
Quindi in effetti ci sono state delle guarigioni che la scienza non è riuscita a spiegare.

6. Analizzando il rapporto tra il numero di aspiranti futuri miracolati che si reca a Lourdes (parliamo di milioni di persone) e la percentuale di guariti si evince che...è la stessa percentuale di guarigioni spontanee a cui la scienza non sa dare una spiegazione che si riscontra negli ospedali.

Ecco spiegati i miracoli di Lourdes.

Ma ritorniamo a me, che sono sicuramente un soggetto più interessante. La crisi dei 40 anni che si avvicinano, il lavoro che fa guadagnare bene e tutto il resto - si starà domandare il fido lettore - cosa c'entra con Lourdes?

C'entra perché voglio mettere su un business e ho bisogno della collaborazione di qualcuno. Siccome non ho amici a causa di un grave problema di sudorazione ascellare eccessiva, faccio appello ai miei lettori.

Il tutto è molto semplice: si sceglie un posto lontano isolato da paesi e città, pero' vicino ad uno svincolo autostradale. Assolutamente richiesta la vicinanza ad una grotta dove ci sia dell'acqua.
 
In questa zona mandiamo 2-3 bambini a fare una passeggiata (ovviamente tenuti a controllo a distanza per evitare che gli capiti qualsiasi cosa) e al loro ritorno gli facciamo affermare di fronte al prete del più vicino villaggio di aver visto la Madonna. Specifichiamo bene ai bambini che la descrizione non dev'essere quella della popstar, ma della Vergine.



Non è difficile, sapete, convincere i bambini: agli infanti basta che prometti una confezione di Playmobil con i draghi dentro e una fornitura di un anno di merendine, e loro direbbero qualsiasi cosa. Sono peggio degli adulti quelli...

La stampa amplifica la notizia, i primi fedeli iniziano ad arrivare in pellegrinaggio per immergersi nell'acqua, che intanto il prete locale avrà benedetto, e li' scatta il business: parcheggi a pagamento, bed and breakfast, linee di pullman, ristoranti, souvenir.

Ho già in mente qualche nome: b&b "Da Dio", autolinee "I 3 cammelli", ristorante "Da i 40 ladroni", tavola calda "Il miracolato" e cosi' via...

Accetto candidature per sviluppare il business. Astenersi perditempo e agenzie immobiliari.


PS. Dalla settimana scorsa, da quando Steve Jobs è morto, sembra che le Alte Sfere siano tutte dotate di IPhone e perennementi connesse ad internet. Sappiate che se cliccate sul pulsante "Mi piace", sarete tenuti sotto controllo e probabilmente un giorno andrete all'inferno.

giovedì 6 ottobre 2011

Vecchie auto: Lancia HP Executive 2000

Ieri, mentre mi promenavo nei pressi del cinema Mk2 Bibliothèque in attesa che iniziasse il film (si', ho fatto una cosa del tutto nuova ieri: andare al cinema), ho fotografato questa particolare Lancia con un po' di emozione.

L'HP Executive è stata infatti la macchina di casa Kurtz dal 1982 al 1990, quando è stata sostituita con una più banale Dedra.




Il modello posseduto dai Kurtz era della stessa cilindrata (2000 ie) e serie (1981) di quello fotografato: cambia solo il colore, essendo la nostra blu.

Purtroppo non ho mai guidato l'HPE perché quando mi sono patentato, maggio 91, la macchina di rappresentanza di casa Kurtz era già la Dedra, che ovviamente un neo patentato non aveva diritto di guidare.
Wikipedia ci informa che l'HPE ebbe un buon successo. Sarà, ma io nella mia esistenza ne ho viste davvero poche, eppure è un'auto uscita di produzione neanche 30 anni fa...


mercoledì 5 ottobre 2011

L'ovetto e il vero senso della giustizia

Qualche giorno fa delle persone, di cui una ragazza di 14 anni, sono rimaste uccise mentre svolgevano il loro redditizio lavoro (circa 4€ all'ora, sembra).

A parte il fastidioso discorso sulla bocca di tutti che non è giusto morire sul lavoro per 4€ all'ora, come se invece fosse giusto morirci per 10 o 15€ all'ora,il sindaco di Barletta, la città dove è avvenuta la tragedia, ha dichiarato che non si sente di criminalizzare chi offre del lavoro in questo momento di crisi economica nazionale ed internazionale.

Io sono d'accordo con il sindaco e mi dispiacerebbe che la giustizia perdesse del tempo con queste sciocchezze: lavoro nero, condizioni di lavoro disumane, lavoro minorile, stipendi non in linea con il costo della vita.
In Italia la giustizia deve occuparsi di ben altri problemi. In particolare trovo che sia giusto che la giustizia si occupi di malfattori in erba, cioè coloro che domani saranno la vera piaga dello Stivale.

Per esempio, in Puglia sta andando avanti un processo da due anni a carico di un ventenne che due anni fa rubo' un preziosissimo Ovetto Kinder.

Ecco, questa è la giustizia che vogliamo!

L'ovetto rubato che blocca la giustizia

Ragazzo alla sbarra per un furto da un euro
Il processo ne costerà migliaia



TARANTO - «Fino all'anno scorso nella cancelleria penale si usavano ancora i registri di carta» disse del tribunale di Taranto il presidente della Corte d'appello Mario Buffa durante l'inaugurazione di quest'anno giudiziario. «Roba dell'età della pietra...» aggiunse. Parlava del perché a Taranto la giustizia fosse così lenta. Adesso sa che c'è almeno un altro motivo: l'impiego di tempo ed energie per celebrare processi come quello per il presunto furto di un ovetto Kinder. Siamo all'inizio, seconda udienza fissata per il 31 gennaio prossimo. Valore della «refurtiva»: 1 euro e 4 centesimi. Costo del processo: migliaia di euro fra atti, notifiche, tempo da dedicare e documenti da scrivere per cancellieri, magistrati, avvocati, carabinieri.
E se casomai si mettesse male l'imputato - che si chiama Donato, ha 20 anni ed è uno studente - potrebbe avere un futuro da pregiudicato. Vaglielo a spiegare, poi, se per esempio ti fermano per un controllo stradale, che sulla tua fedina penale c'è scritto sì che hai un precedente per furto, ma era un ovetto Kinder... L'avvocato di Donato, Gianluca Pierotti, è convinto che ci siano «tutte le premesse per chiudere questo caso con un'assoluzione». Ma tanto per cominciare ci vorrà tempo e questa storia tiene sulle corde la famiglia del ragazzo già da più di due anni.
È successo il 4 di agosto del 2009. Donato, allora 18enne, chiacchierava con un amico a Montedarena, sulla litoranea salentina, proprio davanti a un rivenditore ambulante di frutta e dolciumi. La cosa certa è che si è avvicinato all'Ape Poker del venditore (che di nome fa Luciano) per prendere un ovetto di cioccolato. Da qui in poi, però, le versioni diventano due. Lo studente dice di aver preso il Kinder dall'espositore per mostrarlo al commerciante e pagarlo. Il commerciante, invece, sostiene che il ragazzo l'aveva messo in tasca e che quando gli ha detto «ti ho visto, volevi rubarlo», ha ricevuto come risposta una raffica di insulti (da qui il rinvio a giudizio anche per ingiurie). «Tutto falso» replica Donato. «Mi ha sgridato perché non dovevo toccarlo e gli ho chiesto pure scusa». Insomma, un battibecco. Niente che valesse più di una banale seccatura. E invece no. Il venditore ambulante ha chiamato i carabinieri, Donato è stato identificato e sentito in caserma e alle due di notte, quando suo padre si è ritrovato davanti al commerciante, ha provato a chiudere la partita con tante scuse e una stretta di mano. Niente da fare. E nemmeno i tentativi di transazione dei giorni successivi sono andati a buon fine (l'ultima offerta era 1.600 euro). Così la faccenda è diventata decisamente più seria di quel che meritava e il fascicolo dell'ovetto è finito sul tavolo del pubblico ministero Raffaele Graziano: furto e ingiurie. Rinvio a giudizio e processo. Avendo ben presente che anche soltanto l'atto di citazione costa ben più del valore della refurtiva.
L'avvocato Pierotti conta di smontare l'accusa anche grazie all'informativa dei carabinieri, una paginetta che riassume la vicenda e che definisce «alquanto improbabile» la versione del commerciante. Perché Donato «indossava un pantalone jeans a vita bassa aderente e tale da impedire l'intromissione nella tasca di un uovo di cioccolato». C'è da sperare che non si arrivi a una perizia per stabilire se e come un ovetto Kinder può stare nella tasca di un jeans.



martedì 4 ottobre 2011

Un film: We need to talk about Kevin

Eva e Franklin hanno un bambino, Kevin. Fin da subito il piccolo instaura un cattivo rapporto con la madre, rapporto che peggiorerà con il passare del tempo, finché l'adolescente Kevin commette un gesto piuttosto grave.

Eva a distanza di due anni rivive il passato nella sua memoria, interrogandosi sul suo rapporto con il figlio.



Esteticamente impeccabile e molto curato (classico film che fa esclamare a molti critici espressioni del tipo Bella forma ma niente sostanza), con delle musiche efficaci.
 
Ezra Miller, Kevin adolescente, ha un volto davvero poco rassicurante e recita bene il suo perfido ruolo. Tilda Swinton brava come sempre, anche se la sua espressione fredda non la fa rientrare tra le mie attrici preferite.

Alcune leggerezze di sceneggiatura a mio avviso, soprattutto alcuni dialoghi quando Kevin è bambino, dialoghi poco probabili per un bambino di 8 anni.

Kevin da piccolo è il bambino più antipatico della storia del cinema, da prendere a schiaffi da mattina a sera.

Voto di Kurtz: cuoricino.

mercoledì 28 settembre 2011

Ristoranti e bar a Parigi: Breakfast in America

Non bisognerebbe mai leggere il libro che da adolescenti ci ha dato le prime emozioni, mai rivedere il primo film che ci ha fatto piangere.

In realtà non so perché non si dovrebbe, ma siccome lo dicono tutti lo dico anch'io, ché a me piace conformarmi.

E non bisognerebbe mai mangiare un hamburger nello stesso posto dove per la prima volta le tue papille gustative hanno provato delle grandi emozioni mangiandone uno.

Sono ritornato la settimana scorsa da Breakfast in America, di cui avevo parlato in toni entusiasti qualche post fa, precisamente qui.

A dire il vero non è lo stesso locale, ma un altro della stessa catena, dove ero andato qualche altra volta nel corso del tempo: il BIA sito in rue des Ecoles.

Ebbene, la delusione è stata davvero grande: l'hamburger che hanno servito a me e alla Francese era tiepido, cosi' tiepido che quando sono arrivato a metà (e vi posso assicurare che la mia velocità di masticazione di crociera è piuttosto elevata) era già freddo.
Non so a voi, ma a mangiare freddo un piatto che dovrebbe essere caldo non piace.
Quando la Francese è arrivata a metà del suo, l'hamburger non era freddo: ero ritornato surgelato :-)

L'hamburger era anche piccolino, oltre ad essere tiepido. La qualità dello stesso a dire il vero non era male: il problema era invece il pane, che mi è sembrato davvero scarso e troppo stopposo. Insomma, un pane che si trova al supermercato al primo prezzo.

Inoltre, il posto è molto rumoroso, e i tavolini sono attaccati l'un l'altro (come in quasi tutti i posti mangierecci di Parigi. Mi domando le norme antiincendio dove siano...): insomma, un posto dove andare con gli amici ad ubriacarsi e ruttare, ma di certo non in coppia per fare due chiacchiere tranquilli.

Ciliegina sulla torta: nel locale c'è poco ricircolo d'aria, per cui alla fine della serata i tuoi vestiti puzzano cosi' tanto di hamburger che un hamburger a confronto profuma di gelsomino.

Voto di Kurtz: meno, con l'aggravante della delusione.

lunedì 26 settembre 2011

Il prefetto Spazzatura

Alla fine del 1800 Parigi non era ancora dipartimento a sé stante come oggi (dipartimento 75), ma faceva parte del dipartimento della Senna.



Durante la mia visita al bellissimo Hôtel de Ville di Parigi, durante le giornate del patrimonio 2011, ho scoperto che il prefetto di Parigi nel 1883 era un certo (o una certa) Poubelle.


Ignoro cosa questo termine significasse a quei tempi, ma so per certo che oggi significa spazzatura.

Chissà se è stato un bravo politico il prefetto Spazzatura.


domenica 25 settembre 2011

Un blogger: Riccardo Venturi

Riccardo Venturi, più volte citato nei miei post di Storie Inutili in quanto uno dei miei autori contemporanei preferiti, nonché autore di svariati blog, saluta la blogsfera.

In questo momento si trova in ospedale perché qualche giorno fa è stato colpito da infarto. Ho sentito il ragazzo telefonicamente, dalla voce mi sembra in buona forma e ottimista come sempre, anche se conscio che dovrà cambiare qualche abitudine nella sua vita.

Ritornerà presto dietro la tastiera ad alimentare i suoi blog, la cui lettura è fortemente consigliata dall'OMS.

giovedì 22 settembre 2011

Un film: Habemus papam

Regia di Nanni Moretti



Melville è un cardinale, che viene eletto papa dopo la morte di GP II. Ma lui non si sente adeguato all'importante ruolo e quindi non si presenta al pubblico. Anzi, riesce proprio a scappare dallo stato vaticano e se ne va per i fatti suoi in giro a Roma in incognito, forte del fatto che la chiesa ancora non ha annunciato pubblicamente il nome del papa appena eletto.

Melville non è particolarmente simpatico, forse per questo l'hanno fatto papa (pensierino da terza elementare, del tutto inutile ai fine della comprensione della vicenda).

Come al solito Moretti riesce a mescolare bene la commedia - tutte le scene della vita dei preti sono rese bene e a momenti riescono anche a far sembrare delle persone normali i gonnelloni - e alcune riflessioni più profonde, quali il senso di inadeguatezza, la solitudine, il rapporto tra il teatro e la vita, l'incapacità di rinnovarsi della chiesa. Per queste riflessioni vi rimando pero' ai vostri siti di critica cinematografica preferiti, essendo io del tutto incapace di andare al di là della superficie dei film che vedo.

Voto di Kurtz: cuoricino. 

Un film: Restless

Regia di Gus Van Sant



Lui è un ragazzo dal passato triste, e ama andare ai funerali di sconosciuti. Ha un amico immaginario, un kamikaze giapponese morto giovane. Lei è una ragazza malata di cancro, con i mesi contati. I due si conoscono, si innamorano e si ameranno fino alla fine.

Ho apprezzato molto la delicatezza e la tenerezza del regista nel raccontare la storia di questi due giovani. Inoltre, ho trovato entrambi i protagonisti molto convincenti, con una piccola preferenza per lei, la giovane Mia Wasikowska.

Voto di Kurtz: cuoricino


mercoledì 14 settembre 2011

Un film: La guerre est déclarée

Regia di Valérie Donzelli

Juliette e Romeo sono una giovane coppia: si amano, si adorano, stanno bene insieme. Si riproducono. Quando il loro bambino ha un anno e mezzo scoprono che ha una rara e aggressiva forma di tumore al cervello.

Film autobiografico: l'affascinante Valérie Donzelli e il suo ragazzo Jérémie Elkaïm hanno scritto, diretto e recitato questo film in base al loro vissuto.
Nonostante il tema potesse essere strappalacrime, sono riusciti a farne un film leggero (nei limiti), ggiovane e in alcuni momenti brillante. Non è la malattia del bambino il centro della storia, ma la loro bella storia d'amore, il loro modo di vivere insieme questa dura avventura.

Voto di Kurtz: cuoricino.




P.S. Negli ultimi 10 giorni è il terzo film che vedo in cui c'è un malato di tumore. Questo puo' voler dire due cose, non mutuamente esclusive:
1/ Se è vero che i film rispecchiano un'epoca, sembra che il tumore sia una delle paure più grandi dei nostri tempi
2/ I sceneggiatori dei nostri tempi hanno poca fantasia.

P.S. 2: il film è stato girato con una Canon EOS 5 Mark II, una macchina fotografica reflex da circa 2 000€.

lunedì 12 settembre 2011

Oggi incidente nucleare in Francia

Esplode un forno in un sito nucleare al sud della Francia (qui la notizia in italiano): muore un uomo.  I politici francesi e la stampa francese minimizzano, dicendo che non c'è nessun pericolo. Alle 22.49, cioè neanche 12 ore dopo la notizia, sul sito de Le Monde la notizia è molto in basso e in piccolo.

Sarà da fidarsi? Certo, a me mancano gli elementi per sapere se ci sono realmente dei pericoli, come probabilmente a molti di voi. Pero', se mi baso sul passato, in particolare all'incidente di Chernobyl, alla reazione della Francia ai tempi e della giustizia francese ai giorni nostri, qualche dubbio mi viene...

Riporto dal blog FranciaEuropa:

1986-2011: per la giustizia la nube di Chernobyl non è mai arrivata in Francia
Non luogo per la corte d’appello di Parigi rispetto alla denuncia di 53 persone, che hanno contratto un cancro della tiroide in seguito all’incidente di Chernobyl.
L’unico imputato, l’allora capo del servizio per la protezione contro le irradiazioni, il professor Pierre Pellerin, ha ottenuto un “non luogo”: per la giustizia francese è impossibile stabilire un legame tra Chernobyl e il cancro che si è diffuso in Francia in modo anormale in certe zone di confine. 25 anni dopo, la Francia conferma che la nube di Chernobyl “si è fermata alle frontiere”.
In tutti i paesi confinanti, in Italia del nord per esempio, ci sono stati effetti dell’incidente nucleare ucraino. In Francia no. Nell’86, il ministero dell’agricoltura francese aveva affermato ufficialmente che “il territorio francese è stato totalmente  risparmiato” dalla nube. Eppure, una percentuale anormale di cesio era stata reperita. Nel timo, per esempio, in Provenza. Ma il prof. Pellerin aveva detto che “non si beve una tisana di timo come si beve del latte, non è certo un’infusione di timo, anche se altamente radioattiva, che puo’ far male, è derisorio”. Nell’ottobre dell’86, pero’, era stato consigliato agli agricoltori di “mischiare” il fieno per gli animali, per evitare conseguenze. Nell’87, erano state constate delle contaminazioni nei funghi nelle Alpi Marittime e nella Drôme. Nel 2006, un rapporto allarmante dell’Istituto nazionale di veglia sanitaria dell’est della Francia aveva rilevato vari casi di cancro della tiroide.

Ma oggi la giustizia ha chiuso la pagina. Proteste dei Verdi e di tutti gli ecologisti. La Francia è uno dei paesi più nucleari al mondo, con 58 reattori, che forniscono i tre quarti dell’energia elettrica. La Francia tenta in questo periodo di vendere all’estero l’Erp, il reattore di ultima generazione (uno è in costruzione in Finlandia, un altro in Francia).

venerdì 9 settembre 2011

Un auto: Bugatti Veyron

Anche se un giorno diventero' super ricco, non penso che investiro' delle ingenti somme di denaro in un'auto sportiva.

Cio' non toglie che ne apprezzi alcune modelli e ne rimanga affascinato dalla loro visione.

La Bugatti Veyron, che con il suo prezzo di listino superiore al milione di euro è una delle auto più costose del mondo, fotografata nello stesso week end della Mercedes 280 e della Ferrari taroccata, non mi ha particolarmente entusiasmato.

Tanto per capirci, penso che la vista di un qualsiasi modello di Pagani susciterebbe nel mio arido cuore delle emozioni più forti.

Ma tant'è, beccatevi ugualmente la Bugatti, in attesa di una Pagani.






Vecchie auto: Fiat 126 a fiori

La 126 mi ha fatto sempre tenerezza nella sua goffaggine. Come si puo' trovarla brutta?

Vederne un esemplare a Parigi non è cosa di tutti i giorni. Vederne un esemplare a fiori, poi, è un evento alquanto raro.

giovedì 8 settembre 2011

Un film: Neds (Non-Educated-Delinquents)

Regia di Peter Mullan



Scozia, anni '70: John è un bambino modello, addirittura è il primo della classe. L'ambiente attorno a lui non è dei migliori: padre alcolizzato, madre sottomessa, scuola violenta, fratello teppista. La vita di John ne è influenzata.

Straordinaria recitazione del giovane Conor McCarron,e almeno un paio di sequenze davvero belle.  


Voto di Kurtz: cuoricino.

mercoledì 7 settembre 2011

Un film: Melancholia

Di Lars von Trier.

Nei giorni che seguono il matrimonio di Justine la scienza annuncia che il pianeta Melancholia si abbatterà sulla terra da li' a poco. Justine e la sorella si preparano all'evento.



I film di von Trier raramente mi lasciano indifferente: o mi affascinano (Europa, L'elemento del crimine, Le onde del destino, Antichrist, ...) o li detesto (Idiots, Dogville, ...).

Di certo non ho amato Melancholia, ma forse neppure detestato: l'ho solo trovato di una noia e pesantezza mostruosa. Complice anche Charlotte Gainsbourg, una delle peggiori attrici del mondo.

Voto di Kurtz: un ceffone.

Un film: One day

Regia di Lone Scherfig

La quasi ventennale storia d'amicizia trattino amore di Dexter e Emma, conosciutisi a 18 anni.



Niente di nuovo sotto il sole, una struggente storia d'amore. I due protagonisti sono simpatici e ben delineati (soprattutto lei). Nel complesso il film è molto piacevole.

Voto di Kurtz: più.

sabato 3 settembre 2011

Vecchie auto: Fiat Dino




Da quando sono a Parigi non sono mai stato affascinato dagli Champs Elysées, che i francesi si ostinano a chiamare l'avenue più bella del mondo: ho sempre trovato quel grosso vialone privo di charme, esteticamente poco piacevole e piuttosto rumoroso. Da qualche mese, pero', ogni tanto mi piace promenarmi da quelle parti, e riscoprire una parte di Parigi che ho sempre trascurato. Spesso le mie passeggiate elisiane sono treggisticamente ricompensate.

Vedere per esempio la Ferrari di cui sopra, purtroppo rovinata dai fari gialli tipiche delle vecchie circolanti in Francia, è un discreto piacere per gli occhi.

Approfitto delle enormi conoscenze dei miei 3 lettori per chiedere che modello è la Ferrari fotografata.

Aggiornamento del 07 settembre 2011 

I fedeli Riccardo e Arco hanno individuato il modello: trattasi di una Fiat Dino, auto nata dalla collaborazione tra Fiat e Ferrari.
Su Wikipedia la storia di questa treggia.

giovedì 1 settembre 2011

Vecchie auto: Mercedes 280 SL




Se non vado errato la Mercedes è poco, o forse nulla, rappresentata nella mia raccolta di vecchie auto.

Vogliamo recuperare con questa signorile e un po' altezzosa 280 SL, dove SL sta per Sport e Leicht, che in tedesco significano Sportività e Leggerezza (fonte Wikipedia)?

I grandi misteri di Parigi: il camion della spazzatura

Perché i camion della spazzatura in alcuni quartieri passano attorno alle 18-19, una delle due fasce orarie in cui c'è più traffico?

Un film: Tu seras mon fils



Regia di Gilles Legrand.

Il  difficile rapporto tra un uomo, produttore di un ottimo vino e suo figlio, si incrina ancora di più quando il socio del padre si ammala di cancro e il figlio del socio ritorna dalla California.

Bellissima l'ambientazione, negli enormi vigneti del sud della Francia, e una conferma: Niels Arestrup, l'attore che ne film Un prophète faceva il vecchio malavitoso, è uno dei miei attori preferiti.

Qualche leggerezza di sceneggiatura: caratteri un po' troppo marcati, soprattutto quelli dei due ragazzi.

Voto di Kurtz: più.



mercoledì 31 agosto 2011

La stampante e il pieno

A giugno ho comprato una stampante, che mi è costata 90€.

Oggi sono andato a comprare le cartucce della stampante, che erano esaurite: ho speso 61€.

E' come se per fare il pieno di benzina alla vostra utilitaria da 9000€ spendeste 6100€.

Bizzarro, vero?

mercoledì 3 agosto 2011

sabato 23 luglio 2011

Fiat 1000 (500 x 2)

Da tempo immemore uno dei miei desideri da apprendista treggista era quello di fotografare 2 Fiat 500 l'una accanto all'altra. Ho sempre ritenuto questa eventualità piuttosto remota, ma non ho mai abbandonato la speranza.

Finché la settimana scorsa, durante il mio breve soggiorno a Procida (boh, a parte la zona del vecchio porto non l'ho trovata particolarmente affascinante...) ed Ischia (da evitare: è più trafficata di un boulevard parigino e io non ci ho trovato niente di interessante), mi è capitata la visione dei due cinquini appollaiati l'uno accanto all'altro.

Contentissimo ma impigrito dalla mia vacanza calabrese post Ischia, lascio passare i giorni: forse avrei messo la famigerata foto, di cui andavo non poco fiero, tra qualche settimana...se stamattina non avessi avuto la pessima idea di aprire il blog treggistico per eccellenza. In questo post del 18 luglio, infatti, quel gran fetente :-) di Riccardo Venturi, pubblica una foto di 2 cinquini parallelamente parcheggiati, e ne parla come fosse la cosa pià naturale del mondo!!!

E va beh, i miei due cinquini non sono punto originali, però meritano una foto ugualmente.

martedì 28 giugno 2011

Vecchie auto: Autobianchi A112


Ma lo sapete che  io la A112, soprattutto il modello in foto, la trovo ancora una bella macchinetta?

Con la A112 del babbo ho avuto un incidente, nel maggio del 1991, il giorno prima dell'esame della patente di pratica: a seguito dell'inesperienza del conduttore (me medesimo) oppure della scarsa tenuta di strada dell'auto, l'A112 dopo una curva si ribaltò su un fianco e strisciò sulla fiancata sinistra per un centinaio di metri in quella strana posizione.

L'Autobianchi alla fine aveva una forma triangolare, i passeggeri erano sani e salvi, e il giorno dopo ho anche passato l'esame senza problemi!!!

lunedì 27 giugno 2011

Brezza marina

Una piacevole brezza marina ha rinfrescato oggi la città di Parigi.

Ecco la temperatura che la mia Vespa, che in questi giorni ha compiuto 33000km, come la Vespa di Cristo, segnava alle 7 di sera.

sabato 18 giugno 2011

Posso votare anch'io.

Negli ultimi anni della mia vita non ho votato. Durante la mia vita studentesca a Bologna non ho mai trasferito la residenza nella città felsinea, e recarmi in Calabria per le votazioni era complicato e costoso.

Trasferendomi a Parigi, poi ancora peggio. La cosa pero' non mi pesava: in fin dei conti, pensavo, sono uno dei tanti che non si sente rappresentato da nessuno, come va di moda affermare.

L'estate scorsa, pero', ho deciso che era ora di partecipare più attivamente alla vita del mio paese, anche se non lo abito da tempo: sopratutto, mi sono detto, se ci sono le elezioni, non posso permettere che la destra italiana ritorni al potere. Potete parlare male della sinistra, ne avete tutti i diritti, ma io penso che un governo di sinistra non sia mai sceso a tali livelli di bassezza civile e morale come l'ultimo governo Berlusconi.

E cosi' a settembre mi sono iscritto all'AIRE presso il consolato italiano di Parigi, come ogni italiano che abita all'estero dovrebbe fare secondo le leggi.

Ecco cosa ho ricevuto oggi.


Posso votare oggi per il referendum...del 12-13 giugno. FANTASTICO!!!

Precisazione: la colpa in questo caso non è del consolato italiano, che ha spedito il plico il 23 maggio, quindi con perfetto tempismo.
Avendo traslocato a inizio maggio, mia moglie ed io (questo è il mio primo post da sposato) abbiamo attivato il servizio di Réexpédition de courrier della posta francese: tutta la corrispondenza spedita al tuo vecchio indirizzo viene automaticamente rispedita al nuovo indirizzo. Il tutto per un modico costo di 22€ per 6 mesi: grazie a questo servizio, si puo' traslocare tranquillamente senza paura di perdere della corrispondenza importante, e poi comunicare con calma ai vari enti/associazioni/amici il nuovo indirizzo.

Ho fatto 6 traslochi da quando sono in Francia, e ho sempre attivato il servizio di rispedizione della posta, che ha sempre funzionato bene. Tramite, per l'appunto l'ultima volta :-( Oggi mi sono arrivate delle lettere che mi sono state spedite al vecchio indirizzo a metà maggio circa.

Era da tanto che non mi lamentavo di un disservizio francese, per cui mi sembrava corretto farlo al più presto per rassicurare gli italiani che mi leggono che non sempre hanno l'esclusivo del peggio :-)

domenica 29 maggio 2011

Vecchie auto: Peugeot 403

Di ben altra fattura rispetto all'anonima Morris, questa Peugeot 403 che mi si è presentata ieri in tutta la sua eleganza e maestosità, proprio di fronte alla porta di casa.

L'immancabile Wikipedia traccia la storia di quest'autovettura, prodotta in più versioni: berlina (quella della foto), familiare, cabriolet e anche pick-up.

E' stata, tra l'altro, la prima Peugeot firmata Pininfarina.

Dal lunotto posteriore si possono intravedere un vecchio libro Peugeot, che sembra essere vecchio almeno l'auto, e uno strumento musicale non identificato.






Vecchie auto: Morris Marina

Di Morris Marine sono stati prodotti 1.163.116 esemplari, secondo Wikipedia.

Eppure io non ne avevo mai vista una; oppure ne ho viste quando ancora non ero un treggista, ma la mia memoria selettiva le ha rimosse: non si tratta proprio di un'auto memorabile, per lo meno da un punto di vista estetico...



mercoledì 25 maggio 2011

Vecchie auto: Peugeot 204 et Renault 14 GTL

In questo periodo di giornate fuoribonde, senza atti d'amore, riesco tuttavia a fotografare delle tregge di discreto valore.

L'altro giorno, poi, passeggiando nella mia nuova via, mi sono imbattuto in un fenomeno sovente sognato da ogni treggista che si rispetti, ma alquanto raro: due tregge parcheggiate sui lati opposti della stessa via, come si puo' vedere dall'ultima delle foto di seguito riportate.

Ve le presento: la prima è una Peugeot 204 (vettura degli anni '60), mentre la seconda è una Renault 14 GTL, vettura che probabilmente all'epoco era esteticamente all'avanguardia, ma che con gli occhi di oggi a me pare di rara bruttezza.

La treggia non è come il vino, che invecchiando migliora: alcune tregge con il passare del tempo acquistano eleganza, bellezza, o almeno originalità e sintomatico mistero, mentre altre, come dire...brutte erano e brutte sono.