sabato 12 giugno 2010

Oggi ho imparato una nuova parola: il pet.

Leggo da Repubblica.


Viaggi in allegria. Anche per il pet 

di Carmine Saviano

Dal ministero del Turismo, un sito e presto una guida in libreria. Alberghi, ristoranti, campeggi e spiagge dove gli animali sono benvenuti



Non sono un purista della lingua, che non dev'essere qualcosa da proteggere a tutti i costi.

D'altra parte la lingua è in continua evoluzione.
E c'è da dire anche che Bologna è una città vivibile, a misura d'uomo. Roma è bella da visitare ma non da vivere perché è caotica. A Milano c'è la nebbia. Parigi è carissima. Torino è grigia. I francesi sono arroganti. Gli inglesi sono sporchi. E' tutto un magnamagna.
Scusate, mi ero fatto prendere...

Ritornando alla lingua, non sopporto il fatto che si usino parole inglesi quando non ce n'è bisogno. Questo essere cosi' anglofoni da parte dei giornalisti e del popolo italico non mi garba punto.

Prometto che ai giornalisti che useranno la parola pet, mandero' loro un pet di rinoceronte.

4 commenti:

arco ha detto...

Condivido totalmente. Un pet li seppellirà.

Colonnello Kurtz ha detto...

Ma dài...Oltre ad essere entrambi calabresi abbiamo anche un altro punto in comune?

eve ha detto...

che scempio...la lingua italiana così bella, adattabile a tutte le situazioni (al contrario del francese) e così massacrata dagli angliscismi che nessuno capisce poi, è quello il peggio. la signora azniana, che ne sa del petfood, come sentivo alla radio l'altra volta?? l'operaio del welfare? spero che ti sei reso conto che in fondo, i francesi mica esagerano così tanto alla fine a rimanere francesi sulle espressioni o almeno a mettere l'asterisco quando mantengono uno slogan publicitario..
complimenti e auguri per le nozze!!!
a presto
eve

Colonnello Kurtz ha detto...

Ciao Eve,

Che piacere ritrovarti.

Non sono tra quelli che critica l'abitudine francese di tradurre tutto, anche se all'inizio suona molto strano, soprattutto in alcuni ambiti, come l'informatica e la finanza. Confesso che mi sono chiesto più volte cosa significasse il 'Go' che si vede nei siti di hardware, al posto di 'Gb' (gigabyte). Poi ho capito che 'Go' sta per gigaoctets.

Trovo poi molto corretta l'abitudine di tradurre le parole inglesi delle pubblicità per evitare che una parte di popolazione rimanga tagliata fuori.

E non è la prima volta che mi lamento di questa totale soggezione italica nei confronti della lingua inglese. Petfood mi mancava, è ancora peggio di foot. Che vadano al diavolo questi imbecilli complessati.

Non mi piace invece l'abitudine francese di non rispettare le sigle internazionali, come SIDA (AIDS), ADN (DNA).

E neanche il fatto che in molti musei parigini, città più visitata al mondo, le didascalie in inglese siano raramenti presenti o quando lo sono, siano più scarne di quelle in francese.

Grazie per gli auguri per le nozze.

Ma i complimenti per cosa sono :-)?