lunedì 13 agosto 2007

Un film: Intolérance.


Inghilterra, Germania, 2007. Regia: Phil Mulloy.

Ho trovato molto insignificante e spesso noioso questo cartone (in realtà sono 3 cartoni realizzati in anni differenti). Si', alla base qualche idea simpatica c'è, pero' non basta.

Molto apprezzato dalla stampa francese, ancora devo capire cosa ci hanno trovato in questo film.

Voto di Kurtz: meno.

Un film: Saraband.

Svezia, 2003. Regia di Ingmar Bergman.

Ho veramente poche parole per questo ultimo film di Bergman, che risale al 2003 (ricordo che a quei tempi non usci' al cinema e passo' sui RaiTre alle 3 del mattino...).

Io l'ho trovato meraviglioso, commovente. 4 personaggi, due donne e due uomini, spazi chiusi, il passato che non è passato, una fotografia freddissima. Il lato oscuro di ognuno dei personaggi, il dramma che si portano dietro.
Gli attori lasciano senza parole, soprattutto le due donne: oltre la sempre eccezionale Liv Ullman, segnalo una giovane e promettente Julia Dufvenius, un vero affascinante talento nordico che fa impallidire moltissime attricette da 4 soldi che vanno molto di moda.

Voto di Kurtz: Stendhal.


(Bergman con Liv Ullman e Julia Dufvenius)


giovedì 9 agosto 2007

A proposito di cuoricini.

Qualcuno si starà chiedendo quale è la scala dei voti che assegno ai film di cui parlo brevemente nel blog.

La scala di giudizio in uso deriva al 90% su quella nata circa 9-10 anni fa, quando andavo al cinema non meno di un paio di volte a settimana (più o meno come ora a dire il vero, ma fa sempre figo parlare del passato aggiungendo un po' di mitologia...) con amiche più o meno bionde e con amici più o meno iene.

Il cinema era spesso il Lumiere di Bologna, a quei tempi dotato di una sola sala e sito in Via Pietralata, piccola via tra San Felice e il Pratello: il posto a sedere era nella quarta o terza fila (a seconda del formato della pellicola) e il posto quello centrale.
Gli ultimi tempi il posto, quando mi sono convinto di avere una leggera forma di claustrofobia (fa figo avere almeno una fobia nella vita. Invidio quelli che sono agorafobici, aracnefobici, claustrofobici, idrofobici, omofobi. I migliori sono i fobofobici, quelli che hanno paura di avere una paura. Ahahaha, come sono forte!!) il posto prescelto divenne quello laterale destro.

Una volta tornato a casa, magari dopo un paio di birre rosse al Pratello da Sante, scrivevo su dei fogli il nome del film, il regista, il cinema dove ho visto il film, la data, le persone con cui sono andato al cinema e il famoso voto. Una sorta di blog cartaceo prima del blog? Ancora ho qualcuno di quei fogli. Qualche giorno lo ricopio in questo blog.

La scala di giudizi, elaborata durante le prime settimane di frequentazione assidue dei cinema, è la seguente:

Fucile: se incontro il regista per la strada non so cosa gli faccio...
Meno: il film mi ha colpito in negativo.
Indifferente: il film mi ha lasciato del tutto indifferente.
Più: il film mi ha colpito.
Cuoricino: lo amo.
Doppio cuoricino: amo molto questo film.
Triplo cuoricino: il film mi ha lasciato senza parole.

Il triplo cuoricino si poteva assegnare una sola volta durante un'intera stagione cinematografica (da settembre a luglio), pero' era mobile; cioè, se oggi vedo un film e decido di assegnarli il triplo cuoricino, devo toglierlo al film che l'aveva prima, che si ritrovava con un doppio cuoricino.

Oggi, 09 agosto 2007, decido ufficialmente di modificare gli estremi della mia scala.

"Il Fucile" diventa "Un ceffone". Questo perché sono diventato non violento in questi 9-10 anni.

"Il triplo cuoricino" diventa "Sindrome di Stendhal". Vuol dire che il film mi ha causato cio' che un'opera d'arte puo' causare negli animi più sensibili e che va sotto il nome di Sindrome di Stendhal.

Ricapitolando, la scala valida da oggi è:

Un ceffone: se dovessi incontrare il regista per la strada gli tirerei un ceffone.
Meno: il film mi ha colpito in negativo.
Indifferente: il film mi ha lasciato del tutto indifferente.
Più: il film mi ha colpito.
Cuoricino: lo amo.
Doppio cuoricino: amo molto questo film.
Sindrome di Stendhal: il film mi ha causato una crisi da sindrome Stendhal.

E questo è quanto!

Un film: La noche de los girasoles


Spagna, Francia, Portogallo, 2006. Jorge Sanchez-Cabezudo
Titolo francese: La nuit des tournesols.
Titolo italiano (è uscito in Italia?): Delitto al villaggio abbandonato.

Molto interessante questo noir-thriller, ambientato in un affascinante entroterra abbandonato e isolato della Spagna. Il film è lungo, 2h30, ma la tensione è crescente e non ti abbandona mai.
La storia è ben costruita, la sceneggiatura forte, gli interpreti bravi (soprattutto il vecchio sergente, Amedeo) e l'uso dello sgranato contribuisce al fascino di questa pellicola. Piacevoli e ben abbinate alle immaginni le musiche.

Voto di Kurtz: doppio cuoricino.

Due link tra i pochissimi che ho trovato in italiano sul film:
http://www.cinemavvenire.it/articoli.asp?IDartic=5107
http://www.spietati.it/in-primo-piano/Venezia/Venezia-63/venezia63_giornate_autori.htm

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P.S. Colonna sonora di questo post: Davanti ad un distributore automatico di fiori, di Lucio Battisti. Sicuramente uno dei titoli di canzoni più strani che conosca.

mercoledì 8 agosto 2007

Viaggio in Sicilia: Stromboli.

Stromboli è uno dei posti più affascinanti che abbia mai visto. Non che sia un grande viaggiatore, ma questo non importa. Del mio viaggio in Sicilia di quest'estate è sicuramente il posto che più mi ha colpito.

Sarà che ho visto per la prima volta la sabbia nera-grigia, cosi' come le pietre della spiaggia.


Sarà perché non ci sono auto né pullman né camion, ma solo Api Piaggio e mini auto elettriche.


Di sera, dopo un'ottima cena, abbiamo fatto una passeggiata: meraviglia delle meraviglie, la maggior parte delle strade non sono illuminate. E' quindi obbligatorio camminare con una torcia per vedere qualcosa: cio' significa che il cielo che si vede a Stromboli è di un nero veramente intenso.

Per quanto riguarda la cena, non posso che consigliarvi il ristorante Punta Lena: non troppo costoso (sui 30€ a persona), personale gentile e soprattutto vista stupenda se chiedete i tavoli più esterni. Caroline ed io siamo arrivati all'ora del tramonto e siamo rimasti a bocca aperta per il panorama che ci si presentava di fronte.
(vista dal tavolo del ristorante Punta Lena)

Bellissime anche le spiagge di Stromboli. Purtroppo nei giorni in cui siamo stati noi il vulcano era inattivo, altrimenti penso che mi sarebbe piaciuta ancora di più questa magnifica isola. In ogni caso, il vulcano è li', imponente e anche un po' minaccioso. Impossibile ignorarlo.


Un commento sul residence dove abbiamo pernottato: Residence Aquilone. Posizione ottima (2 mn a piedi dalla piazza principale, 5mn dal piedi), purtroppo pero' abbiamo trovato una camera in pessime condizioni: sporca (classico scarafaggio nella doccia compreso), tenuta molto male, soprattutto il bagno, un lenzuolo strappato, personale non particolarmente simpatico né gentile.

Nonostante fosse presente nella Guide du Routard 2007 della Sicilia, il Residence Aquilone non me la sento di consigliarlo a nessuno. A proposito della Guide du Routard, devo dire che a parte qualche piccola cosa, l'abbiamo trovata molto affidabile.

(Attenzione: questa non è una foto del Residence Aquilone)

Un commento sul costo di ricarica.

Il successo più grande di questo governo è stata probabilmente l'abolizione del costo di ricarica delle ricariche dei cellulari.

Più volte ho sentito parlare del costo di ricarica come di "un'anomalia tutta italiana". Ho sentito dire, anche dal promotore della lodevole iniziativa (in ogni caso è un ottimo esempio di democrazia), che il costo delle telefonate fatte con il cellulare in Italia è più caro che negli altri paesi.

Nel mio piccolo vorrei spiegare che quello della ricarica non è un'anomalia solo italiana.

In pratica, cosa comportava per l'utente italiano il costo di ricarica? Comportava che gli sms e le telefonate costavano di più quanto più basso era il taglio della ricarica.

Facciamo due esempi della vecchia situazione italiana, considerando il costo effettivo degli sms per due tagli di ricarica. Discorso del tutto analogo si puo' fare per le telefonate.

Esempio numero 1. Ricarica di un operatore italiano da 10€ prima dell'abolizione del costo di ricarica.
Ricarica di 10€
8€ effettivi di traffico.
Al costo ufficiale di 15 cent ciascuno, con 8€ puoi inviare 54 sms
Gli 8€ tu pero' li hai pagati 10€, quindi ogni sms ti è costato 18 centesimi e non 15.

Esempio numero 2. Ricarica di un operatore italiano da 100€ prima dell'abolizione del costo di ricarica.
Ricarica da 100€.
Traffico effettivo 90€
Al costo ufficiale di 15 cent ciascuno, con 90€ invii 600 sms.
I 90€ tu pero' li hai pagati 100€, quindi ogni sms ti è costato 16 centesimi e non 15.

Morale per la vecchia situazione italiana: più alto era il taglio della ricarica e meno ti costava un singolo sms.

Vediamo ora come si presenta la situazione in Francia, dove il costo di ricarica non esiste per nessun operatore: prendiamo come esempio l'operatore Orange.

Orange prevede una gamma di ricariche che va dai 5€ ai 100€, senza costi di ricarica: i tagli più alti hanno del traffico offerto.
Non conosco i prezzi degli sms e non ho voglia di cercarli sul sito della Orange, per cui per i miei due esempi utilizzero' la stessa cifra del caso italiano, cioè 15 centesimi. Il concetto conta, al di là delle cifre, e il concetto non cambia se l'sms costa 15 o 12 centesimi.

Situazione numero 1. Ricarica Orange da 5€.
Ricarica da 5€.
Traffico effettivo 5€.
Al costo ufficiale di 15 centesimi, con 5€ invii 33 sms.
Hai pagato effettivamente 15 centesimi ogni sms.

Situazione numero 2. Ricarica Orange da 100€
Ricarica da 100€.
Traffico effettivo: 150€.
Con 150€ invii 1000 sms.
I 150€ tu pero' li hai pagati 100€, quindi ogni sms ti è costato 10 centesimi e non 15.

Morale per la situazione francese: più alto è il taglio della ricarica e meno ti costa un singolo sms.

Al di là di come vengono presentate commercialmente le varie offerte, a me sembra che il risultato sia simile tra la vecchia situazione italiana e quella francese.

Tariffe.
Per quanto riguarda invece le tariffe, il confronto si fa più difficile perché la maggior parte dei piani tariffari in Italia presenta il costo dello scatto alla risposta, mentre tutti i piani tariffari francesi non lo hanno.
Qualche mese fa avevo fatto un confronto tra un piano Vodafone senza scatto alla risposta ed uno dell'operatore Bouygues, mio vecchio operatore, e avevo constatato che un minuto di conversazione fatto con l'operatore francese costava circa il 40% di più rispetto all'operatore italiano.

Durata del credito.
Un altro piccolo commento sulla durata del credito: in Italia avevi un anno di tempo per consumare il credito appena comprato, indipendentemente dal taglio. Ora mi sembra addirittura che il credito non abbia una scadenza.

Riferendoci sempre alle ricariche Orange, si scopre che:
Hai tempo una settimana per consumare la tua ricarica di 5€.
Hai tempo un mese per la tua ricarica da 15€
......
Hai tempo 5 mesi per consumare la tua ricarica da 100€


Quindi, cari italiani, non tutto è catastrofico e "anomalo" come spesso sembra.

P.S. Per amor di completezza, bisogna dire che in Francia le ricariche sono molto poco diffuse, mentre lo sono molto di più gli abbonamenti.
Devo ancora capire se le ricariche sono poco interessanti perché gli abbonamenti sono più diffusi e interessanti o se gli abbonamenti sono cosi' diffusi e interessanti perché le ricariche sono poco interessanti. Ma penso sia più facile scoprire se è nata prima la gallina o l'uovo.







martedì 7 agosto 2007

La foto di Kurtz: Matrimonio all'italiana.

Noto (Siracusa), Luglio 2007.

Quo vadis?

Salina, Luglio 2007.

Un film: Interview.

Usa Olanda. Regia: Steve Buscemi. 2007

Ho sempre avuto un debole per Steve Buscemi, che trovo brutto come la peste ma tanto tanto bravo. Il suo primo film, Mosche da bar, l'ho visto e rivisto e ogni volta mi sono fatto delle risate spaventose.

Interview è delizioso, dissacrante, cattivo, simpatico, intelligente.
Buscemi è un ottimo attore, oltre che un buon regista, e riesce a non annoiare in un film ambientato al 95% in una sola stanza.

Voto di Kurtz: doppio cuoricino.

giovedì 2 agosto 2007

Moto d'acqua.


Il buon vecchio Gaber diceva che per praticare alcuni tipi di sport, per esempio il golf, il cricket..., essere stupidi non è necessario, pero' aiuta.
Agli sport menzionati da Gaber io aggiungo la moto d'acqua.

Ogni volta che sono al mare e vedo un pirla passare a tutta velocità con la moto ad acqua mi dico che alla stupidità e alla coglionaggine umana non c'è mai fine.
La cosa che mi fa ridere è che questi elementi si sentono molto fighi mentre passano con il loro mezzo a pochi metri dalla costa, mentre in spiaggia il commento è sempre lo stesso ed unanime: "Ma guarda 'sto coglione!"
Ovviamente la cosa non mi fa solo ridere, ma anche incazzare per il semplice motivo che spesso questi "coglioni" (definizione dei bagnanti. Io non sono cosi' volgare) se ne fottono altamente del codice del mare, e arrivano a pochi metri dalla riva a tutta velocità, mettendo a rischio la vita di chi, facendo la sua pacifica nuotatina di 10m, spera di smaltire tutto il cibo ingurgitato la sera prima. Purtroppo non sono rischi immaginari perché ogni estate sentiamo al tg la notizia di qualche nuotatore o sub che ci ha lasciato le penne grazie ai motociclisti del mare.
Da non trascurare anche il disturbo derivante dal rumore e dall'inquinamento prodotto da questi obbrobbi della tecnologia moderna. Già abbiamo il traffico delle nostre città e paesi: se anche al mare dobbiamo sentirci in pericolo e respirare puzza di benzina bruciata...