mercoledì 13 ottobre 2010

Sarkozy, il Papa ed internet

In Francia il problema della libertà di stampa sembra essere meno sentito che in Italia, dove se ne fa un bel parlare e dove ci si indigna.

Eppure la mia impressione da italiano che vive in Francia e segue un po' anche quello che accade nello stivale, è che la Gallia non se la passi tanto meglio della penisola. Anzi, forse peggio, perché il tutto è più mascherato e sommerso.
La mia impressione, che ho avuto fin da pochi mesi il mio arrivo nell'Esagono, è confermata dalla classifica dei Reporters sans Frontièrs, che vede la Francia al 43esimo posto al mondo nella classifica dei paesi con la stampa più libera, non troppo distante dal poco onorevole 49esimo posto italiano.

Qualche anno fa avevo scritto delle mie impressioni sulla stampa e la tv francese, forse un po' superficiali e rigide, ma che mi sembrano ancora attuali.

E' di oggi la notizia, tra i siti francesi che sfoglio ogni giorno ripresa solo da Le Nouvel Observateur, di Sarkozy che in visita dal Papa la settimana scorsa fa intendere che la troppa libertà del mezzo internet non gli garba troppo. Certo, non l'ha detto chiaramente cosi', ma il senso è quello e nasconde dietro tanti giri di parole un concetto semplice ed antico: censura.
Censura che nasce dalla paura di un mezzo che per sua definizione è poco controllabile dai poteri alti (anche se con i tacchi), al contrario di tv e stampa tradizionale, e che permette a chiunque sappia scrivere o disegnare di esprimere un proprio concetto, una propria idea su qualsiasi cosa, banale o interessante che sia. Un mezzo che permette per i pochi soldi mensili che costa un abbonamento al provider, di informarsi al di fuori dei canali ufficiali, dei tg di regime, dei giornali di destra e sinistra troppo spesso simili nel calcare lo stesso tipo di notizie e fare gli stessi abbinamenti e strumentalizzazioni.

Sarkozy non è nuovo a queste uscite liberticide: ricordiamo che poco tempo dopo il suo arrivo al potere come presidente della Repubblica, ha fatto rimuovere lo storico giornalista Patrick Poivre d'Arvor dal TG delle 20 della tv privata TF1, per mettere Laurence Ferrari, che sembra essere più compiacente nei confronti della politica sarkoziana.
Come ha fatto? Semplice, se il proprietario di TF1 è Martin Bouygues, potente industriale e amico personale di Sarkozy, nonché compagno di vacanze.

Inoltre, anche se ammetto di non aver seguito troppo la vicenda ai tempi, mi pare anche che ora il presidente della Repubblica francese possa eleggere direttamente la direzione della tv pubblica.

9 commenti:

Venturik ha detto...

Bell'articolo, però con una imprecisione, Colonnello: l'anchorman rimosso dal Sarkoma si chiama Poivre d'Arvor (non D'Avoir). Saluti!

Colonnello Kurtz ha detto...

E poi mi chiedono perché quando scrivo al pc non uso il correttore automatico. Ce l'ho in tempo quasi reale il correttore io, si chiama Riccardo, ed è anche più simpatico di Windows :-)

radicchiodiparigi ha detto...

Concordo; Kolonnel, concordo: anche qui la libertà di stampa è un problema e come altri è meno apparente ma molto simile a quello italiano.

Nonsapevo che d'arvor fosse stato rimosso per questo motivo, anche perché a direil vero il patrick in questione, mi è sembrato sempre un gran bel simpatizzante della destra. Comuqnue non lo rimpiango, tanto più che, persone che hanno alvorato al suo contatto, mi hanno detto che è un vero porko e pure stronziko.
Della ferrari sapevo che aveva avuto uan storia con il nanetto.
Questo per i gossip :-D

comunque tf1 fa proprio schifo eh

lo so, sono andata off topic, chiedo scusa

Colonnello Kurtz ha detto...

Ciao Radicchia,

No, nessuno OT. In questo blog non esistono gli OT :-)

Mi fa piacere essere in sintonia con te: parlando con molti italiani che vivono in Francia mi sembra di essere un extraterrestre perché sono l'unico a vedere delle cose negative in questo paese magnifico, dove sono tutti gentili cordiali e sopratutto civili.

Sono d'accordo sul fatto che i problemi sono più nascosti: se guardi i tg francesi hai quasi l'impressione che la cosa peggiore che possa capitare in questo paese sia un temporale. Boh, io ho smesso di guardarli da un po'.

Anonimo ha detto...

In Francia non esistono ne Santoro, ne Matrix, ne Report, etc .. La contestazione è unicamente devoluta ai comici, etc ... I mezzi d'informazione sono sempre stati condivisi e suddivisi fra i vari poteri, non è una gran novità ne è tipica dell'era Sarkhosy. Ricordiamoci che all'epoca di De Gaule, i direttori dei telegiornali telefonavano all'Eliseo per averne il beneplacito. E' tutta la stampa che fa schifo, qui e là, le esagerazioni da una parte, le autocensure dall'altra. Solo schifo.
@colonnello, immagino che quando dici che in Francia, sono tutti gentili cordiali civili, sia ironico ! Non ho sentito il timbro della tua voce. lola

Colonnello Kurtz ha detto...

Ciao Lola,

Grazie per il tuo contributo sull'informazione francese. Mi interessa molto questo argomento, in particolare il rapporto tra la percezione dei problemi da parte degli abitanti e i problemi stessi. I problemi esistono solo quando se ne parla?

In Italia si parla di violenza sulle donne, giustamente, e se ne dovrebbe parlare di più. In questi ultimi due giorni sono stati trovati due cadaveri di donne in Francia, uno nel bois di Vincennes (a 5mn da casa mia) e l'altra non ricordo dove: eppure le notizie erano relegate alla cronaca, in 5 riga ciascuna. La violenza sulle donne non esiste in Francia o semplicemente non se ne parla?

Esiste la mafia in Francia? Sicuramente esiste in Corsica. E' vero, non avrà la stessa potenza e conseguenze sociali di quella calabrese o campana, pero' io non ho mai visto un servizio alla tv francese o su Le monde sulla mafia corsa. Non esiste la mafia in Francia, o semplicemente non se ne parla?

Per quanto riguarda la mia affermazione, se vuoi ti posso mandare un mp3 con la registrazione della frase :-) Si', comunque era ironica e deriva da un certo senso di fastidio che provo quando parlo con italiani che vivono in Francia e che contrappongono i due mondi come gli opposti: da una parte un popolo incivile, corrotto fino all'anima, di persone che ti fregano appena possono, dall'altra un popolo civile, educato, un paese dove tutto funziona bene, dove mettere al mondo è bellissimo perché ci sono un sacco di strutture.

Di queste posizioni estreme ne ho le scatole piene perché trovo che ci sia da parte di molti italiani trapiantati in Francia una certa asimmetria nel giudicare le cose.

E per l'appunto mi domando se questo puo' derivare anche dall'informazione, che mi pare ti faccia vivere in una sorta di bolla protettiva.

Sensa parlare poi di quelli che paragonano una città come Parigi con un piccolo paese del sud Italia, e vedono le differenze in termini di efficienza e magari anche di stipendi. No, cosi'i paragoni non si possono fare: se prendo come metro di paragone una zona ricca come la Ile de France allora devi prendere dall'altra parte la zona di Milano, altrettanto ricca: solo cosi' puoi confrontare gli stipendi e i servizi se vuoi essere onesto.

Insomma, se non si è capito ce l'ho con gli italiani in Francia :-)

Lola, ma tu dove vivi? In Francia, in Italia o altrove?

Anonimo ha detto...

Ciao Colonnello, vivo a Parigi e a Roma, un pochino di più a Parigi penso. Però conosco Parigi dal 1968.
Le organizzazioni mafiose esistono in Francia eccome, quella marsigliese è famosa. Comunque in Francia ne parlano poco, in lontananza come di una cosa quasi non francese. Mi stupiscono l'autocensura e l'indifferenza della stampa francese per alcuni argomenti. E' molto politicizzata in Francia ma è vero che non leggo Vingt Minutes ne Parisien Libéré che parlono maggiormente di cronaca. Concordo sugli italiani in Francia che sembrano funzionare unicamente secondo stereotipi. Non penso che questi derivino dall'informazione che ricevono in Francia ma degli stereotipi di cui si sono nutriti in precedenza, quando ancora vivevano in Italia. Avendo i piedi nei due paesi, penso che la qualità di vita che abbiamo in Italia è senza confronto migliore anche se purtroppo è peggiorata. Lo penso forse perché corrisponde a una mentalità che mi si addice per cultura e educazione ? Sarà. Eppure tanti stranieri la pensano come me dopo avere vissuto a lungo in Italia. Ma quando si parla così, si viene immediatamente accusati di essere degli illusi. Lola

radicchiodiparigi ha detto...

Sai Kolonnel, credo che gli italiani con cui ti sei confrontato su questi argomenti, forse non sono da sufficente tempo in francia per avere quel distacco che ti consente di vedere il tuo paese "dal di fuori" per davvero.

Concordo anche con lola: la mafia esiste non solo in corsica ma anche nel sud della francia. come il lavoro sommerso.Solo che qui se ne parla molto ma molto poco. La mafia del sud francese, nella cronaca dei giornali e quelle poche volte che se ne parla , viene chiamato "grand banditisme".
No, qui c'è comunque l'idea di mantenere l'immagine del paese in una specie di autismo in cui si celebra (l'ormai tramontata da mo') "grandeur".

Mah!

Anonimo ha detto...

la france tu l aimes ou tu la quittes, ne crache pas dans le plat ou tu as mange ou change de plat.Nicolas S