martedì 27 aprile 2010

A proposito di stampa: i migliori ristoranti del mondo.

Oggi pomeriggio sono capitato per caso nell'articolo sotto riportato, tratto da Le Parisien, sulla classifica dei migliori ristoranti del mondo secondo una rivista inglese, Restaurant Magazine.

A me le classifiche e le statistiche piacciono: non ci credo, pero' le leggo volentieri, per cura curiosità.

Vi lascio leggere l'articolo con calma: al termine ci sono i miei commenti.


Le meilleur restaurant du monde est danois


Delphine Perez | 27.04.2010, 09h23 | Mise à jour : 20h06

Non, le meilleur restaurant du monde n'est pas français... mais danois. Le «Noma», du jeune chef René Redzepi, a été désigné lundi «meilleure table de la planète» par la revue britannique Restaurant Magazine. Il détrône «El Bulli» de l'Espagnol Ferran Adria, vainqueur des quatre précédentes éditions.
Situé dans un entrepôt maritime rénové du port de Copenhague, le «Noma», qui détenait déjà la troisième place en 2009, est consacré pour la première fois en de cette liste des 50 meilleurs restaurants du monde, établie par 800 critiques et experts gastronomiques internationaux.
Influence marine, eau du Groenland et bières nordiques
Ce succès couronne la créativité du Danois René Redzepi, 32 ans, ambassadeur de la «cuisine nordique», composée d'ingrédients locaux et de saison. « Pour mon restaurant ouvert depuis 2003, j’ai sillonné tout le Danemark pour découvrir nos ressources et les adapter avec des idées nouvelles». 
Ainsi, le jeune chef compose et crée avec des huîtres, moules, oursins, Saint-Jacques, couteaux de mer, bulots, crabe royal et langoustines des Îles Féroé... pour la version marine. Et pour les viandes et volailles, il chine au paradis des grives, pigeons, cerfs, biches, boeufs musqués. Ses secrets les plus précieux ? Les algues, les baies comestibles, l’eau minérale du Groenland et toutes les bières nordiques. A déguster dans un décor d'alcôves et de poutres, dans les reflets du verre ou dans la lumière bleue du jour.  
«C'est un travail d'équipe», a déclaré le jeune chef lors d'une cérémonie lundi à Londres, accompagné sur scène de sept collaborateurs portant quasiment tous un T-shirt avec la photo d'Ali, le plongeur gambien du restaurant qui «n'a pas eu de visa».
Les autres chefs du palmarès
«Noma» devance «El Bulli», le restaurant de Ferran Adria qui a reçu le titre de «chef de la décennie», décerné pour la première fois cette année.
«C'est un jour spécial aujourd'hui parce que c'est le dernier jour où je vais recevoir un prix du monde de la gastronomie», a déclaré Ferran Adria en recevant ce titre sous les applaudissements debout de ses pairs venus du monde entier. «Avec notre nouveau projet, nous allons pouvoir apporter beaucoup au monde de la cuisine», a-t-il ajouté.
En janvier, le chef catalan avait annoncé la fermeture d'«El Bulli» en 2012-2013, le temps pour lui de se ressourcer dans la création avant de rebondir en 2014.
Le succès de la cuisine moléculaire
La troisième place du classement échoit au «Fat Duck», du chef anglais Heston Blumenthal, adepte comme Ferran Adria de la cuisine moléculaire, qui était deuxième ces quatre dernières années.
L'Espagne classe quatre restaurants dans ce palmarès: outre «El Bulli», «El Celler de Roca» est 4e, «Mugaritz» 5e et «Arzak» 9e.
Les Etats-Unis ont trois tables dans les dix premières: «Alinea» 7e, «Daniel» 8e, et «Per Se» 10e.
«Le Chateaubriand», 11ème du classement
Le restaurant parisien du beau chef Inaki Aizpitarte surgit en 11e position, en hausse de 29 places par rapport au classement 2009. «Ça ne change rien» d'être le premier français, a-t-il déclaré à l'issue de la cérémonie. «C'est un bistrot et je suis ravi que l'on fasse honneur à ce genre de restauration. (...) Ça me touche qu'une restauration comme ça touche les gens». «C'est ça qui me fait plaisir», a-t-il poursuivi.
Le restaurant parisien «Pierre Gagnaire» du chef français du même nom, habitué du podium ces dernières années mais en recul l'an passé, perd à nouveau quatre places (13e). Une autre table parisienne «L'Astrance» est 16e.
Joël Robuchon avec son «Atelier de Joël Robuchon» (29e) n'est pas oublié. Alain Ducasse au «Plaza Athénée» (41e) et «La Maison Troisgros» (44e) font eux leur réapparition dans ce classement.

Dunque, dall'articolo possiamo ricostruire la classifica dei migliori ristoranti del mondo:
1. Noma, Danimarca
2. El Bulli, Spagna
3. Fat Duck, Inghilterra
4. El Celler de Can Roca, Spagna
5. Mugaritz, Spagna
7. Alinea, USA
8. Daniel, USA
9. Arzak, Spagna
10. Per Se, USA
11. Le Chateaubriand, Francia

Manca qualcosa? Ah si', manca il ristorante numero 6. Possibile che nell'articolo non sia riportato?

Svista o omissione volontaria? Quale sarà mai il sesto migliore ristorante del mondo? Di quale ignota nazionalità sarà?

Mumble mumble, faccio il cattivello: vuoi vedere che il ristorante è italiano e che la giornalista (?) non l'ha inserito perché classificato prima del migliore ristorante francese (11esimo posto)? Vuoi vedere che l'atavico rapporto di amore/odio che lega la Francia all'Italia intacca anche gli integerrimi giornalisti?

Et voilà, pensare male è peccato, pero' si indovina sempre!

















Per rimanere in tema, ricordo a fine 2006 quando usci' lo speciale di Le Monde dedicato a tutti gli avvenimenti dell'anno appena trascorso: in tutta la rivista ci fosse stata una sola riga sui mondiali di calcio (quando la Francia perdette contro l'Italia). Sono sicuro che se il verdetto fosse stato invertito, la prima pagina ai blues non l'avrebbe tolta nessuno!

7 commenti:

suibhne ha detto...

manifestiamo davanti all'Assemblée nationale? io ci sto, eh? ;-)

Colonnello Kurtz ha detto...

Ho il trattore dal meccanico. Il tuo è biposto?

Venturik ha detto...

A me, 'ste classifiche dei "migliori ristoranti" fanno cacare di default, e non lo dico certamente per nazionalismo. Generamente sono solo dei postacci ignobili e privi di vita. Il miglior ristorante del mondo è l'Osteria "Pinco Pallino" a Firenze, otto euro e mangi a strippapelle spaghetti alla majalona e pecora alla Campigiana. Ve lo immaginate, andare in Danimarca a mangiare costosissimi troiai "creativi"? Ma vaìa bischeri, francesi o meno che siano.

Colonnello Kurtz ha detto...

Ciao Riccardo,

conosco Pinco Pallino perché una volta una gatta fiorentina in un suo blog ne ha parlato :-)

Se la gatta mi legge, spero non voglia provare uno dei ristoranti citati nel post: non vorrei che appena arrivata finisse al forno :-(

Venturik ha detto...

Guarda, conosco anch'io piuttosto bene quella certa gatta nera, e ti posso assicurare che in un localino come quello danese (e anche negli altri elencati nella lista) si porterebbe quantomeno dietro una congrega di amicacci di pelo che farebbero piazza pulita d'ogni cosa, compreso il chef creativo!

Ape*chan ha detto...

Certo che affronto per i francesi questo sorpasso, loro che si considerano i mejo in praticamente tutto.
Anche a me però viene l'orticaria a vedere le classifiche.
Primo perchè le classifiche sono sempre soggettive e influenzate da una serie di variabili per niente verificabili.
Una tra queste l'egemonia culturale. Mi chiedo perchè in queste classifiche e in tutto l'orbe terracqueo i migliori ristoranti si distribuiscano solo tra vecchia Europa e Stati Uniti. E il resto del mondo? Ndo' sta' L'Asia o il Sud America, o l'Africa? Che forse li nun se magna o non esistono ristoranti o tantomeno una tradizione culinaria in paesei come Cina, India, Giappone, Thailandia?
La verità secondo me è che in certi posti, con poca o scarsa tradizione culinaria vedi Usa, o Regno Unito pe' magnà come si deve si devono spendere cifre notevoli, quando in altri posti come per esempio da noi basta annà dal porchettaro sotto casa.
La buona cucina in tanta parte di mondo è quotidiana, è ancora la normalità e nessuno si sognerebbe di spendere un quarto dello stipendio a tavola, come invece devono fare negli Stati Uniti ad esempio per evitare lo junk food.
Dove si mangia normalmente bene non c'è bisogno ne' di classifiche ne' di stellette.
Tsao ;)

Colonnello Kurtz ha detto...

Ape: giuste osservazioni le tue. Uno dei migliori ristoranti di Parigi (per me) è un ristorante thailandese nel tredicesimo, in pieno quartiere asiatico. Avrebbero per lo meno dovuto scrivere che la classifica si riferisce alla cucina occidentale.

La prossima volta che passi da Parigi cerchiamo di organizzarci e ti ci porto.

In ogni caso, si vede anche che sono degli incompetenti perché non hanno messo il ristorante Il priore, di Antonimina (RC), gestito dal più grande bestemmiatore della storia :-)