lunedì 1 marzo 2010

Un film: Shutter island

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Il maresciallo Teddy Daniels, che si porta appresso un bel po' di drammi personali, arriva nell'isolata Shutter Island, dove si trova solo un ospedale psichiatrico, per indagare sulla scomparsa di una violenta paziente.

Ritorno in gran forma di Martin Scorsese, che non faceva un film cosi' bello da molto troppo tempo. La storia funziona a meraviglia, la fotografia plumbea è tra le più belle degli ultimi anni, e anche Leonardo di Caprio, che invecchiando riesce a togliersi di dosso la faccia da bravo ragazzo, inizia a piacermi. Per non parlare dell'atmosfera cupa che pervade tutto il film.

Una grande pellicola, in cui i ricorrenti flash-back, a cui il cinema degli ultimi anni ricorre troppo spesso per i miei gusti, sono davvero funzionali alla storia. C'è solo una cosa che non mi è piaciuta del tutto, cioè il passato di Daniels nei campi di concentramento, cosa che lega poco con il resto del film a mio avviso.

Mi ha fatto molto piacere anche reincontrare Ben Kingsley, ottimo attore che purtroppo si vede poco al cinema. E anche il freddo von Sydow ha il suo perché.



Voto di Kurtz: doppio cuoricino.

6 commenti:

arco ha detto...

Mi chiedo se abbiamo visto due film diversi. Per me è il peggior Scorsese di sempre.

Auramaga ha detto...

Anche a me è piaciuto molto. E poi, una volta tanto non si scade nell'eroe super potente. Mi sono commossa, sorpresa, divertita. E poi, quella pellicola così costantemente satura (di pioggia, di cenere, di petali, di roba varia) mi ha particolarmente colpita.

Colonnello Kurtz ha detto...

Come non darti ragione, Auramaga. Per me l'aspetto esteriore è molto importante in un film, e in Shutter Island era curatissimo.

Chissà che film ha visto Arco. Sicuramente ha sbagliato sala :-)

arco ha detto...

In effetti la cura formale è notevole (Dante Ferretti, mica pizza e fichi). Ma resto del mio parere (che ho cercato di argomentare in un post): un superbo trucco steso su un cadavere (che è morto pure male).
Del resto, de gustibus...

Salut.

Anja ha detto...

tutto sommato mi è piaciuto, anche se a tratti era al limite del "troppo", cioè si sentiva sotto sotto che c'era qualcosa forte di non detto e questo a me non faceva salire la tensione. Pero' se con attori meno bravi di DiCaprio e la Williams poteva diventare caricaturale, cosi' io non ho capito la gabola fino alla fine e mi sono divertita.
Concordo con il doppio cuoricino e concordo sul fatto che il campo di concentramento era una piazzata americana che si poteva evitare. Magari nel libro serviva, ma qua era di troppo.

Colonnello Kurtz ha detto...

Penso che l'intelligenza conti molto nell'apprezzare questo film. Io non lo sono, e mi sono goduto il film fino alla fine perché durante la narrazione non avevo immaginato nulla del bluff finale.

Probabilmente chi ha un cervello più acuto del mio, trova la storia banale perché riesce a prevederla :-)

Infatti io apprezzo sempre un sacco di film che poi vengono bocciati dalla critica perché "prevedibili". Io non riesco mai a prevedere un bel niente :-)