domenica 7 novembre 2010

Il traffico a Parigi e regione parigina.

Aggiornamento al 10 novembre: lo studio dell'INRIX citato riguarda Francia, Germania, Olanda, Inghilterra, Belgio e Lussemburgo e non tutta l'Europa come indicato in un primo tempo. 

Chi abita a Parigi intra-muros probabilmente non se ne accorge perché il problema si sente di meno, a parte in qualche occasione. In città, infatti, c'è una buona rete di metropolitane, autobus e, da un paio d'anni, di tram. Insomma, a Parigi non hai alcuna necessità di avere un mezzo di trasporto privato a combustione perché puoi girare con i mezzi pubblici o anche in bicicletta - le tanto famose Vélib - se le distanze e il clima lo consentono.

Il problema nasce non appena si varca il périphérique - la tangenziale di Parigi - che separa fisicamente e simbolicamente il 75 - il dipartimento di Parigi - dai comuni limitrofi, dove abitano i banlieusards, la gente di periferia. Li' inizia il casino: il périph stesso è un continuo ingorgo a tutte le ore del giorno, tutti i giorni della settimana.

Cosi' ed anche peggio sono anche la seconda tangenziale, la A86 - 15km da Parigi - e quella ancora più esterna, la Francilienne - 30km circa da Parigi.

I collegamenti da periferia a periferia con i mezzi pubblici sono spesso disastrosi per il semplice motivo che la rete dei treni regionali (RER) che collegano Parigi con la periferia è sviluppata in modo radiale, cioè tutti i treni RER passano tutti da Parigi.
In pratica, per andare da una periferia all'altra in treno devi passare da Parigi in ogni caso, il che rende il tragitto particolarmente lungo e a volte stupido. Ecco il motivo per cui i banlieusards spesso per gli spostamenti tra periferia e periferia prendono l'auto.

Non è difficile immaginare cio' che succede quando la periferia (circa 9 milioni di abitanti senza Parigi), una delle zone più densamente popolate d'Europa, si muove con i mezzi propri: ingorghi, file mostruose, puzza di smog, incidenti. Questo in condizioni normali, perché quando ci sono dei lavori o un autoveicolo si ferma in mezzo alla strada per una panne, i chilometri di coda si allungano all'infinito.

Idem per quando si ritorna dai week end fuori Parigi: io l'ho fatto solo una volta, in Vespa: dopo due bellissime giornate in Normandia sotto il sole, il rientro a Parigi mi ha fatto dimenticare il sole e la spiaggia in un sol colpo.
Nonostante la Vespa sia un mezzo dotato di due ruote, ho patito ugualmente gli spaventosi ingorghi dei parigini che tornavano dal week end al mare, proprio come me. E il fatto di avere un mezzo agile nel traffico mi ha aiutato ben poco perché la strada era talmente stretta che non mi era possibile passare tra le file di macchine, il vero divertimento di ogni scooterista che si rispetti.

Da quel di' mi sono detto che i week end fuori Parigi è meglio farli in treno, se proprio si vuole assecondare questa stupida mania dei week end fuori città.

Questa sera sono caduto nei risultati statistici sul traffico stradale nei paesi analizzati (Francia, Germania, Olanda, Inghilterra, Belgio e Lussemburgo) della società di raccolta dati INRIX, secondo la quale a Parigi e nella regione parigina c'è la più alta concentrazione di ingorghi di tutti paesi esaminati: addirittura tra le prime 10 zone peggiori dal punto di vista degli ingorghi, 8 sono occupate dalla regione parigina.

La INRIX concorda con me quando affermo che il problema non riguarda tanto Parigi città, ma l'accesso a Parigi e la rete stradale attorno alla ville lumière. La zona più ingorgata di Francia, Germania, Olanda, Inghilterra, Belgio e Lussemburgo è infatti un tratto del périph, il sopraccitato pezzo di strada che separa la Parigi dei Vélib e degli affollati cafés parisiens dalle banlieues dormitorio.

Al di là della piccola soddisfazione di aver trovato conferma delle mie impressioni stradali nei risultati dello studio di una grossa società di raccolta dati, passo ad una domanda alla quale non sono mai riuscito a trovare risposta: perché molte città italiane, decisamente meno trafficate di Parigi e meno piccole, ogni tanto devono chiudere il traffico ai mezzi privati per non beccarsi le multe della comunità europea sull'inquinamento mentre a Parigi questo non accade mai?

Da 6 anni e mezzo a Parigi e periferia non ho mai visto nessuna strada chiusa al traffico per motivi di inquinamento. Neanche un cortile, una corte interna. Qualche settimana fa l'agenzia che monitora l'aria a Parigi e regione prevedeva un picco di non ricordo più quale elemento inquinante e tutto cio' che si limitava a dire era di 'Praticare attività tranquille'.

Cioè, Bologna, Milano, Torino, Parma, Roma....devono chiudere il centro al traffico e a Parigi ti consigliano di non affaticarti? C'è qualcosa che non mi quadra.

Le mie ipotesi sono 4, non necessariamente mutualmente esclusive:

1. Le condizioni climatiche di Parigi e periferia fanno si' che anche in presenza di un traffico mostruoso l'aria sia migliore delle piccole città italiane, dove il traffico è di certo meno importante.

2. Il fatto che in Francia i riscaldamenti funzionano ad elettricità (le centrali nucleari devono pur lavorare) rende l'aria di Parigi e periferia meno inquinata di quella delle città italiane.

3. L'aria di Parigi non è sottoposta a controlli da parte della comunità europea.

3. L'aria di Parigi è inquinata come o più di quella delle città italiane, pero' il comune di Parigi paga le multe senza dire niente per due motivi:

a) Non allertare la popolazione (in linea con quanto fatto dalle autorità francesi nell'86, quando dissero ai cittadini che potevano consumare qualsiasi cibo perché la nube radiattiva di Chernobyl si era fermata alla frontiera. Risultato a distanza di più di 20 anni: molti cittadini stanno portando avanti delle cause perché si sono ammalati).
b) Non rovinare l'immagine turistica della città, la capitale dell'amore, della moda e culinaria per eccellenza.

Quale o quali delle ipotesi saranno vere?

In ogni caso, cari romani che leggete il blog, smettetela di vantarvi che Roma è caotica e che è un gran casino. A quanto pare c'è chi sta peggio, seppur con una rete di trasporti pubblici migliore.

3 commenti:

arco ha detto...

La prima che hai detto. I venti dell'Atlantico sono la vera salvezza di città come Parigi e Londra.
La situazione delle RER è esplosiva, in effetti. La Regione Ile-de-France ha lanciato il progetto dell'Arc Express, un metro automatico per collegare direttamente le banlieues (http://www.arcexpress.fr/) più l'estensione di diverse linee di Tram in banlieue. E' ancora poco, ma mi pare che questi progetti cominciano a ragionare in termini di integrazione intra-muros/extra-muros.

neve* ha detto...

La romana risponde all'appello! Ciao colonnello, mai mi lamenterò da quando l'ultima volta che sono venuta dalle tue parti per appunto un fine settimana in Normandia qualche mese fa....ho vissuto un incubo visto che ho rischiato di perdere il volo di ritorno e tu hai rischiato di ospitare me e consorte su una brandina in salotto o sul terrazzino ;). Eravamo senza satellitare, e per tornare a Cdg sono stata la bellezza di unoraemezzo a passo d'uomo sulla periferique, come la chiamano loro. Senza considerare che le indicazioni per CDG le mettono solo quando ci sei dentro e sei in vista dei banchi check in, maledetti ma ormai ho imparato, seguuire direzione LILLE. Da quella volta giuro che amo il Grande Raccordo Anulare, quello che gira intorno alla Capitale.
A bientot. Silvia (con l'accento sulla a)

Colonnello Kurtz ha detto...

Arco: apprezzo anch'io che si inizi a parlare di regione parigina e non più di Parigi. Purtroppo sono pessimista: il progetto è faraonico e portarlo a termire richiederà molti anni o decenni. Visto che la tendenza della periferia è di ingrandirsi sempre di più, quando il nuovo sistema di trasporti sarà operativo probabilmente non sarà più sufficiente perché intanto sarà ulteriormente aumentata l'esigenza di trasporti.
A mio avviso la sola soluzione è rendere più attrattive le altre città francesi per evitare il collasso di Parigi e regione parigina. O forse uniformizzare la distribuzione del lavoro: perché la RER A che va alla Défense è piena di mattina mentre in senso opposto è vuota? E se si facesse un'altra Défense ad Est per bilanciare le cose ed il carico dei trasporti?

Neve: sentendo sempre parlare del traffico di Roma, mi sono sempre chiesto se la situazione sia realmente peggiore di quella di Parigi, cosa che davvero non riesco ad immaginare. Quelle volte che sono venuto a Roma ho sempre notato un traffico meno intenso, ma di certo 2-3 giorni da turista non sono sufficienti. Grazie per la tua testimonianza.