mercoledì 15 dicembre 2010

Essere clienti a Parigi

Oggi pomeriggio alle 18 avevo appuntamento alla boutique Armani di boulevard Saint Germain per provare qualche abito per il matrimonio. Giusto per farmi un'idea, e vedere un po' i prezzi.

Avevamo contattato tramite amici degli amici il direttore della boutique, che ci ha preso l'appuntamento con un'impiegata, che si dimostra da subito sorridente e gentile.

La sorridente ragazza presenta a me e alla francese 4 abiti: ne provo uno in presenza dell'impiegata: sia la Francese sia la ragazza approvano. D'altra parte non potrebbe essere altrimenti: un bell'abito su un bel corpo non puo' che essere apprezzato. Anche a me l'abito piace assai.

Ben contento, rientro in cabina per provare il secondo della lista.

Durante quest'attività, la ragazza ci dice che deve fare qualcosa alla cassa e che tornerà entro breve per prendere le misure del pantalone, in maniera da poter indossare le scarpe e vedermi allo specchio in tutto il mio splendore nell'abito grigio.

Dopo 10mn, nessuna notizia dell'impiegata. Io intanto mi guardo allo specchio a piedi scalzi, e commento con la francese: Non è male, pero' il primo mi stava meglio, era più giovanile.

Dopo 30mn, nessuna notizia dell'impiegata. Io intanto mi guardo allo specchio a piedi scalzi, e commento con la francese: Non è male, pero' il primo mi stava meglio, era più giovanile.

Intanto un'altra impiegata, in quel mentre impiegata nel fare niente, palesemente imbarazzata per la situazione, dice che è molto désolée e va a chiamare la nostra impiegata.

Dopo 2mn, nessuna notizia della nostra impiegata, mentre l'altra impiegata, quella che prima era poco impiegata, ritorna e ci dice che la nostra impiegata arriverà a breve. Io intanto mi guardo allo specchio a piedi scalzi, e commento con la francese: Non è male, pero' il primo mi stava meglio, era più giovanile.

Dopo 8mn, nessuna notizia della nostra impiegata.

Rientro in cabina, leggermente innervosito, mi rimetto i jeans e mi preparo per andarmene, con Francese al seguito, quasi altrettanto innervosita.
Mentre andavamo via arriva la nostra commessa, che con un désolée di circostanza ci dice di essere stata impegnata alla cassa. Ormai era troppo tardi, noi avevamo perso la voglia di provare altri abiti e soprattutto di avere a che fare con lei. E ce ne siamo andati dicendo che forse avremmo richiamato per un altro appuntamento.

E questo è la mia prima esperienza di prova abito da sposo in Parigi.

Senza voler troppo generalizzare, mi sento di affermare che essere clienti a Parigi richiede davvero pazienza e voglia di essere maltrattati. I rapporti tra cliente e venditore sono invertiti: altrove si dice che il cliente è re perché è lui che permette al venditore di vivere ed ingrandirsi.
A Parigi invece il cliente è colui che ha bisogno di qualcosa, il venditore è colui che fa il favore al cliente e per questo si sente di poterti trattare con il massimo della nonchalance e poco rispetto.

La reazioni di alcuni commessi parigini ad una richiesta particolare di un cliente esigente

9 commenti:

sissi ha detto...

Bé, ti si potrebbe obiettare che eri da armani che è italiano e quindi la colpa è degli italiani...ma no, purtroppo non è così...però grazie, a loro, sono guarita dalla mia smania di shopping :)
félicitations!
s.

Alessandra in Paris ha detto...

Esimio Colonnello,
non ho parole.
Sottoscrivo e firmo con il sangue quel che dice. Ma quotidianamente mi domando come ci sono arrivati, a questa inversione!
Cos'è, rivalsa delle frustrazioni quotidiane (cause? costo della vita, stress, pressione costante, umanità gelida, senso di abbandono etc)
Napoleone ha dato questo imprinting e da li nessuno ha osato o saputo cambiare le cose?
Ci tengono a mantenere il loro status di popolo più stronzo d'europa?
Non capisco.
Ma questo che racconti me lo vivo quotidianamente.
IL fidanzato francese è imbarazzato, ma non commenta.
La tua?
ps. congratulazioni! non sapevo del matrimonio! hip hip hurrà

Auramaga ha detto...

Scusa ma ho capito bene? Sei rimasto più di trenta minuti in attesa?
Io dopo due minuti l'avrei gentilmente cercata, dopo cinque l'avrei chiamata all'italiana (e qui ti assicuro che scattano come soldati), ma se ancora non fosse bastato dopo otto minuti sarei uscita.
Ma in genere cinque minuti e l'esuberanza italiana sono più che sufficienti.

Colonnello Kurtz ha detto...

Sissi: io sono guarito dallo shopping tradizionale pero' sono diventato un drogato di quello elettronico. Almeno i server sono (qausi) sempre gentili :-)

Alessandra: per i bar e ristoranti la maleducazione è dovuta:
1) Al fatto che i serveur sono sottodimensionati rispetto ai clienti, quindi lavorano come maiali.
2) Al flusso turistico non indifferente, per cui non hanno nessun interesse a fidelizzare il cliente
3) Al fatto che secondo me è gente che non ha mai fatto una scuola alberghiera o equivalente, per cui gli mancano alcuni principi base (questo giustifica l'incompetenza ma non la maleducazione)
4) Al fatto che siamo a Parigi e tutto è permesso.
Per i vendeur non lo so proprio perché siano cosi' cafoni. Non tutti, eh: a volte capita di trovare delle persone molto gentili e professionali.

La Francese, se possibile, è ancora più scandalizzata di me.

Auramaga: hai capito, siamo rimasti 30mn e più senza avere notizie della tizia. Ho evitato di andarmene subito perché avevamo avuto il rdv tramite amici, quindi non volevo creare tensioni per nulla.
Ma dopo 35-40mn ce ne siamo andati lo stesso.

Alessandra in Paris ha detto...

Grazie Esimio Colonnello per le spieghe. Trovata la causa, rimane l'effetto ohimè.
Anche il mio fid è senza parole, ma non si ribella mai. Come farebbe un italiano (vero Auramaga??! :))
Saluti gentili ed educati ed affettuosi a tutti

Colonnello Kurtz ha detto...

E non dimentichiamoci di dire merci a chi ci tiene la porta :-)

Anonimo ha detto...

c est vrai en italie tu n as pas a dire merci , on ne te tient pas la porte....

Colonnello Kurtz ha detto...

Anonimo: forse non teniamo la porta, forse non diciamo 46 volte merci in una stessa serata, però mi pare che il rispetto del cliente sia maggiore.

Non sempre, eh, perché anche in Italia ho avuto pessime esperienze, ma in generale.

Anonimo ha detto...

tu as raison plus de respect peut etre mais aussi plus de sourires hypocrites quand on essaie de te rouler sur le prix ou sur la marchandise